Sudan and conflicts zones.

Sudan and conflicts zones.

Wednesday, 17 March 2010

Pace lontana!!!!!




عثر المفاوضات بين حزب البشير و«العدل والمساواة»..الحركة تصر على مطلبها وحزب البشير يرفض بشدة
تأزمت المفاوضات بين الحكومة السودانية وحركة العدل والمساواة المسلحة في إقليم دارفور في العاصمة القطرية الدوحة، لإنهاء الاضطرابات الممتدة في الإقليم، بسبب تباعد المواقف بينهما بشأن الانتخابات، حيث تتمسك حركة العدل والمساواة بتأجيل الانتخابات، إلى حين إنهاء الأزمة، فيما ترفض الحكومة بشدة الخطوة وتقول: «لن نقبل بالتأجيل». وكشف أن العدل والمساواة انسحبت من اجتماع بين الطرفين بحضور الوساطة حول حلحلة عقبات المفاوضات. ونقل شهود عيان لـ«الشرق الأوسط» أن الحركة بين الحكومة والعدل المساواة شبه متوقفة، إلا من اتصالات يجريها الوسطاء لتجاوز الأزمة، فيما أعلن مسؤول حكومي أن حكومته ستوقع غدا الخميس اتفاقا إطاريا مع حركة التحرير والعدالة، الدارفورية التي تشكلت مؤخرا من مجموعة من الحركات المسلحة في الإقليم. وتوقعت مصادر أن يشارك في احتفال التوقيع في الدوحة نائب الرئيس السوداني علي عثمان محمد طه. وكلفت الأزمة المتصاعدة في الدوحة مسؤول ملف دارفور في الحكومة الدكتور غازي صلاح الدين زيارة «استثنائية» إلى دولة تشاد المجاورة، دخل خلالها في مفاوضات مع زعيم العدل والمساواة الدكتور خليل إبراهيم، ركزت حول القضايا الخلافية في الدوحة وفي مقدمتها مقترح تأجيل الانتخابات، كما قالت مصادر لـ«الشرق الأوسط » إن لقاء صلاح الدين إبراهيم يبحث ترتيبات وقف إطلاق النار، إلى جانب الأزمة التي تواجه مفاوضات الدوحة. ويمارس الرئيس التشادي إدريس ديبي ضغوطا مكثفة على حركة العدل والمساواة للتوقيع على اتفاق السلام بين الطرفين. وكان ديبي تعهد خلال زيارة نادرة قام بها للخرطوم بالعمل من أجل سلام دارفور عبر منبر الدوحة. ونقل عن مصادر في الخرطوم أن صلاح الدين بدأ مشاورات مطولة مع مسؤولين في الحكومة التشادية التي تسلمت رؤية حركة العدل والمساواة لتنفيذ اتفاق الدوحة الإطاري فيما يخص اقتسام السلطة والثروة والترتيبات الأمنية. وكانت الحكومة السودانية وقعت في الأسبوع الأخير من فبراير الماضي اتفاقا إطاريا مع العدل والمساواة، أقر وقف العدائيات بين الطرفين ومهد السبيل لمفاوضات بينهما حول الأزمة في الإقليم، والقضايا المطروحة كسبب للأزمة. وقال الناطق باسم الحركة أحمد حسين إن موضوع الانتخابات أساس لأي نقاش مع الحكومة، ونقل عن رئيس وفد حركة العدل والمساواة في مفاوضات الدوحة أحمد تقد لسان عدم توقعه التوصل إلى اتفاق نهائي قريب مع الخرطوم، وجدد تقد إصرار حركته على تأجيل الانتخابات، وقال: لم تحصل مفاوضات مباشرة مع الحكومة السودانية للتوصل إلى اتفاق نهائي بين الطرفين، وأضاف أن الاتصالات والمشاورات مع الوساطة لم تتطرق بعد إلى مناقشة القضايا الأساسية. ونفى الدكتور أمين حسن عمر وجود أي اتجاه من قبل حكومته لتأجيل الانتخابات بسبب مفاوضات الدوحة، وقال: «هذا حديث لا أساس له من الصحة مطلقا، وقد سجلنا موقفا واضحا لدى الوساطة بأننا لن نتفاوض مطلقا حول الانتخابات وتأجيلها، ولن نقبل أبدا بدخول هذا البند في المفاوضات، وهو بند غير موجود في الاتفاق الإطاري، الذي وقعناه بالدوحة مع العدل والمساواة». واعتبر تسريبات في الخرطوم بعروض لمناصب حكومية من الحكومة للعدل والمساواة من بينها أن يشغل رئيس الحركة إبراهيم منصب مساعد الرئيس «هي تكهنات متوهمة». غير أن عمر فتح باب الأمل في التوصل إلى اتفاق نهائي مع العدل والمساواة، فيما استدرك بأنه «لا يوجد حتى الآن شيء ملموس حول التوقيع على الاتفاق النهائي، وهناك ملاحظات منهم ومنا». وكان سليمان جاموس القيادي بالحركة، في تصريحات قال: «إنهم لمسوا إشارات من الحكومة تفيد بموافقتها على تأجيل الانتخابات»، مبديا تمسك حركته بضرورة التأجيل حتى تقود الانتخابات لاستقرار حقيقي. وفي لقاء مع القوى السياسية في مدينة نيالا بجنوب دارفور، رهن ياسر عرمان مرشح الحركة الشعبية للرئاسة موافقة حركته على تأجيل الانتخابات بموافقة شريكها في الحكم، وأضاف أن رؤية الحركة تتفق تماما مع رؤية الأحزاب الأخرى، التي طالبت بتأجيل الانتخابات لحين حل قضية دارفور. وقال: «إنهم لن يؤجلوا الانتخابات إلا إذا أجلها الوطني»، ومضى أن الحركة ليس لديها خيار سوى خوض الانتخابات، لأنها ملتزمة بتنفيذ اتفاقية السلام الشامل.الشرق الاوسط
Traduzione da Arabo verso ItalianoVisualizza caratteri romani
Trattative tese tra il governo sudanese e il Movimento Giustizia e Uguaglianza nel Darfur, armati nella capitale del Qatar Doha per porre fine ai disordini nel territorio, a causa della distanza tra le due posizioni sulle elezioni, in cui il bastone Movimento Giustizia e Uguaglianza di ritardare le elezioni, fino alla fine della crisi, mentre il governo si rifiuta di passaggio con fermezza dice: «Noi non accettiamo» di ritardo. Egli ha rivelato che la giustizia e l'uguaglianza si è ritirata dalla riunione tra le parti partecipare alla mediazione su come risolvere gli ostacoli ai negoziati. E il trasferimento dei testimoni ha detto «Medio Oriente» Il movimento tra il governo e la giustizia e l'uguaglianza quasi fermato, ad eccezione delle comunicazioni effettuate dai mediatori per superare la crisi, con il funzionario del governo ha annunciato che il suo governo firmerà il Giovedi un accordo quadro con il Movimento di liberazione e di giustizia, del Darfur, che è stata costituita di recente da un gruppo di movimenti armati nella regione. Le fonti dovrebbero partecipare alla cerimonia della firma a Doha, Vice President sudanese Ali Osman Mohamed Taha. E ha commissionato la crescente crisi in Darfur, Doha file ufficiali del governo, il dottor Ghazi Salah al-Din visita »« eccezionale vicino Ciad, che è entrato in trattative con il leader della giustizia e l'uguaglianza Dr. Khalil Ibrahim, si è concentrata su questioni controverse a Doha, in particolare la proposta di rinviare le elezioni, hanno detto le fonti per il «Medio Oriente» La riunione di Salah al-Din Ibrahim cercando accordi di cessate-il-fuoco, così come la crisi dei negoziati di Doha. Esercizi Presidente ciadiano Idriss Deby è sotto forte pressione sulla Justice and Equality Movement a firmare un accordo di pace tra le parti. Deby, è impegnato nel corso di una visita di rara a Khartoum, lavorando per la pace in Darfur attraverso la piattaforma di Doha. E ha citato fonti di Khartoum ha detto che Salah al-Din ha iniziato ampie consultazioni con i funzionari del governo del Ciad, che ha preso a vedere Movimento Giustizia e Uguaglianza per l'attuazione del Doha accordo quadro per quanto riguarda il potere e la condivisione della ricchezza e di sicurezza. Il governo sudanese ha firmato l'ultima settimana di febbraio, un accordo quadro con la giustizia e l'uguaglianza, ha adottato la cessazione delle ostilità tra le parti e ha spianato la strada ai negoziati tra di loro per la crisi nella regione, e questioni come la causa della crisi. Un portavoce dei talebani Hussein Ahmed ha detto che il problema delle elezioni la base di ogni discussione con il governo, la delegazione del Chief Justice and Equality Movement nei negoziati di Doha, Ahmed Tugod Lissan non si aspettano di raggiungere un accordo definitivo a breve con Khartoum, e nuovi apprezza la sua insistenza sul rinvio delle elezioni, e disse: non lasciatevi negoziati diretti con il governo sudanese a raggiungere un accordo definitivo tra le parti, e ha aggiunto che i contatti e le consultazioni con la mediazione sono ancora per discutere le questioni fondamentali. Ha negato Amin Hassan Omar, non è mossa da parte del governo di rinviare le elezioni a causa dei negoziati di Doha, ha detto: «Questo hadith non è infondato a tutti, abbiamo registrato una posizione chiara sulla mediazione che non ci negoziare, a tutti per le elezioni e rinviata, non potremo mai accettare di entrare in questa voce negoziati, un elemento che non esiste l'accordo quadro, che è stato firmato a Doha con la giustizia e di uguaglianza. Si perde a Khartoum offre delle posizioni di governo da parte del governo per la giustizia e l'uguaglianza, comprese che il presidente del movimento, come assistente del presidente Ibrahim «è la speculazione immaginato». Tuttavia, l'età di aprire la porta della speranza di raggiungere un accordo definitivo con la giustizia e l'uguaglianza, tuttavia, è che «non vi è ancora nulla di concreto circa la firma del contratto definitivo, e non ci sono osservazioni di noi e loro». E 'stato Suleiman Jamous, leader di Hamas, ha detto in un comunicato: «Hanno toccato i segnali da parte del governo, che accettando di rinviare la» alle elezioni, che esprime l'adesione del movimento alla guida della necessità di rinviare le elezioni per la stabilità reale. In un colloquio con le forze politiche nella città di Nyala, nel Darfur meridionale, sotto Yasir Arman, SPLM candidato per la presidenza la sua approvazione di rinviare le elezioni con il consenso del suo partner di governo, e ha aggiunto che la visione del movimento sono pienamente in linea con la visione di altri partiti, che chiedeva di rinviare le elezioni in attesa della risoluzione della questione del Darfur. Ha detto: «Essi non ritarderà le elezioni solo se ha creato» nazionali, e prima che il gruppo non aveva altra scelta, ma di candidarsi alle elezioni, perché è impegnata ad attuare l'accordo di pace globale. Medio Oriente
Pace lontana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!azim

Tuesday, 16 March 2010

In god we trust.




15/03/2010 7.57.46Sudan: in forse l'accordo di cessate il fuoco in Darfur
Sudan. In dubbio la trasformazione in accordo definitivo del cessate il fuoco siglato nelle scorse settimane tra ribelli darfuriani del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (Jem) e autorità di Khartoum. La data prevista dell’intesa è oggi, ma i guerriglieri hanno annunciato che non rispetteranno l’ultimatum, chiedendo un rinvio delle prossime elezioni generali, in programma ad aprile. Per il 2011 è previsto anche il referendum di autodeterminazione per il Sud Sudan. Sulle aspettative per una intesa duratura, sentiamo Giovanni Sartor, della Caritas Italiana e della ‘Campagna Sudan’ organizzata dalla società civile italiana


تأجلت المفاوضات المباشرة بين الحكومة وحركة العدل والمساواة المسلحة في دارفور التي كان مقرراً أن تنطلق الإثنين بالعاصمة القطرية الدوحة، وقال عضو الوفد الحكومي المفاوض د. أمين حسن عمر إنه لم يتم تحديد موعد معين لبداية المفاوضات. وقال عمر للشروق إن الوساطة المشتركة أبلغته أن المفاوضات إرجئت استجابة لطلب حركة العدل والمساواة لأنها تريد مزيداً من الوقت.وقالت مراسلة الشروق في الدوحة تماضر القاضي إن الترتيبات جارية الآن من أجل التوقيع على اتفاق إطاري بين الحكومة وحركة التحرير والعدالة.الشروقمستشار البشير يعرض على زعيم متمردي دارفور حكم ولايتين ومنصباً في الرئاسة لإنقاذ اتفاق السلامالخرطوم - النور أحمد النور الدوحة - محمد المكي أحمدبعثت الخرطوم مستشار الرئيس مسؤول ملف دارفور غازي صلاح الدين إلى العاصمة التشادية نجامينا لإجراء محادثات مع رئيس «حركة العدل والمساواة» خليل إبراهيم لإنقاذ مفاوضات الدوحة المتعثرة، بعدما وقّع الطرفان «اتفاق إطار» قبل ثلاثة أسابيع. وكان يُفترض أن يتوصل الطرفان إلى اتفاق سلام شامل بحلول 15 آذار (مارس)، وهو موعد بدا واضحاً أن ليس في الإمكان الالتزام به.وانخرط صلاح الدين أمس في مشاورات مطولة مع الرئيس التشادي إدريس دبي ومسؤولين في حكومته لتنفيذ «الاتفاق الإطاري» مع «حركة العدل» ومناقشة اقتسام السلطة والثروة والترتيبات الأمنية. وأجرى وفدا الحكومة ومتمردي «حركة العدل والمساواة» محادثات غير مباشرة عبر وسيط تشادي، ويُنتظر أن يلتقي خليل وصلاح الدين لكسر جمود التفاوض بعدما تمسك الأول برفضه توقيع الحكومة «اتفاق إطار» مع مجموعات دارفورية أخرى تنشط تحت مسمى «حركة التحرير والعدالة» في الدوحة.وضم فريق «حركة العدل» خليل ابراهيم ومسؤول إقليم دارفور في الحركة أحمد آدم بخيت ومسؤول إقليم كردفان محمد بحر الذي أطلقته الخرطوم أخيراً بعدما حُكم عليه بالإعدام ومسؤول شؤون الرئاسة منصور أرباب ومسؤول شؤون المال عزالدين بجي. أما فريق الحكومة فضم غازي صلاح الدين وسفير السودان لدى تشاد عبدالله الشيخ وقيادات أمنية وسياسية. وتمثّل الجانب التشادي خصوصاً بالرئيس دبي ووزير خارجيته موسى الفكي.وشملت أجندة المحادثات إطلاق سراح السجناء والعفو عن المحكومين، ومشاركة «حركة العدل والمساواة» في السلطة، والعودة الطوعية للنازحين واللاجئين وإعادة دمجهم، والتعويض الفردي والجماعي للمتضررين من الحرب. وعلم أن الوفد الحكومي طرح موضوع تنمية دارفور من مواردها، وزيادة ولايات الإقليم إلى خمس بدل ثلاث، ومنح «حركة العدل والمساواة» حكم ولايتين، وإشراكها بمنصب مساعد رئيس في مؤسسة الرئاسة، وأن تكون التعويضات جماعية وليست فردية.وأكد رئيس وفد الحكومة السودانية إلى المفاوضات مع حركات دارفور المسلحة الدكتور أمين حسن عمر لـ «الحياة» في الدوحة أن حكومة الرئيس عمر البشير و «حركة التحرير والعدالة» التي يقودها الدكتور التجاني سيسي ستوقع «اتفاق اطار» واتفاقاً ثانياً لوقف اطلاق النار بين الجانبين يوم الخميس المقبل. وسيشكل الاتفاقان تطوراً بارزاً في مفاوضات الدوحة. والحركة الدارفورية الجديدة أُعلنت في الدوحة أخيراً بعد مشاورات كثيفة أجريت بين «حركة/جيش تحرير السودان (القوى الثورية)» و «مجموعة خريطة الطريق» التي كانت تُعرف بـ «مجموعة أديس ابابا». وأسفرت مشاورات تلك الحركات عن توحيد واندماج حركات عدة لتعلن ميلاد الحركة الجديدة، لكن هناك أربع مجموعات أخرى رفضت الاشتراك في التجمع الجديد.وسألت «الحياة» الوزير أمين حسن عمر عن مغزى اللقاءات بين غازي صلاح الدين وخليل إبراهيم في نجامينا وآخر تطورات مفاوضات الدوحة، فأجاب بأن «المفاوضات دخلت مرحلة نشطة بيننا وبين المجموعتين (أي حركة العدل والمساواة وحركة التحرير والعدالة)، ولنا اتصالات مستمرة معهم». وشدد على «أننا في حالة ارتباط بكل الأطراف، سواء في شكل مباشر أو غير مباشر ... وما يجري في تشاد ليس مفاوضات (بين غازي وخليل) بل تفاهمات تهدف إلى دفع المفاوضات في قطر لنصل إلى اتفاق سلام نهائي» بين الحكومة السودانية و «حركة العدل».دار الحياة
Ritardo negoziati diretti tra il governo e il Movimento Giustizia e Uguaglianza nella armati del Darfur che si dovrebbe cominciare il Lunedi nella capitale del Qatar Doha, ha detto un membro della delegazione negoziale d. Amin Hassan Omar, non era stata una data precisa per l'inizio dei negoziati. Omar ha detto il sorgere del sole che la mediazione congiunta come dire che i colloqui sono stati rinviati in risposta alla richiesta del Justice and Equality Movement perché vogliono più tempo. Un corrispondente a Doha Alba accordi giudice Tomader sono ora in corso per la firma di un accordo quadro tra il Governo e il Movimento di liberazione e di giustizia. Sunrise Advisor Bashir ha presentato al capo dei ribelli del Darfur condannato a due e una posizione nella presidenza di salvare l'accordo di pace Khartoum - Nur Ahmed Nur Doha - Muhammad Ahmad al-Makki Khartoum ha inviato un consulente ufficiale di file per il presidente Ghazi Salah Eddin Darfur alla capitale del Ciad N'Djamena per colloqui con il presidente del «Movimento Giustizia e Uguaglianza» Khalil Ibrahim per salvare i negoziati di Doha in fase di stallo, dopo che le parti hanno firmato l'accordo «quadro», tre settimane fa. Si è ipotizzato che le parti raggiungono un accordo di pace globale entro il 15 marzo (marzo), la data in cui è apparso chiaro che non è possibile aderire ad esso. Salah al-Din, ed è stato impegnato ieri a lunghe consultazioni con il Presidente ciadiano Idriss Deby e funzionari del suo governo per l'attuazione del »« accordo quadro con il Movimento «Giustizia» e discutere il potere e la condivisione della ricchezza e di sicurezza. La delegazione ha tenuto il governo ei ribelli «Movimento Giustizia e Uguaglianza colloqui» indiretta attraverso un intermediario, il Ciad, e si prevede di incontrare Khalil, Salah al-Din a superare lo stallo dei negoziati, dopo che esercita la prima, rifiutandosi di firmare il «governo» l'accordo quadro con i gruppi del Darfur operativi sotto il nome di «Movimento di liberazione e di giustizia» a Doha. Team incluso «Movimento per la giustizia» Khalil Ibrahim, un funzionario della regione del Darfur, movimento, Ahmed Adam Bakhit e un funzionario del Kordofan Provincia Mohammad Bahr, avviata dopo Khartoum infine condannato a morte e un funzionario presidenziale affari datori di lavoro Mansour e funzionario responsabile del denaro deve Ezzeddine. L'annessione della squadra di governo, Ghazi Salah al-Din e l'Ambasciatore del Sudan, in Ciad, Sheikh Abdullah e il leader della sicurezza e della politica. Il lato del Ciad, in particolare Dubai presidente e ministro degli Esteri Moussa Faki. L'agenda dei colloqui incluso il rilascio dei prigionieri e di un'amnistia per i governati, e la partecipazione di «Movimento Giustizia e Uguaglianza» al potere, e il ritorno volontario degli sfollati e dei rifugiati e il loro reinserimento, e individuale e collettiva di compensazione per le persone colpite dalla guerra. Si è appreso che la delegazione del governo, il tema dello sviluppo del Darfur, delle sue risorse, e aumentando i mandati della regione a cinque anziché tre, e la concessione del «Movimento Giustizia e Uguaglianza» I due termini, e coinvolgere la posizione di vice capo della Presidenza, e che il risarcimento sia collettiva, piuttosto che singolarmente. Il capo della delegazione del governo sudanese di negoziati con i movimenti armati del Darfur, il dottor Amin Hassan Omar ha detto «vita» a Doha che il governo del presidente Omar al-Bashir e «Movimento di liberazione e di giustizia» condotto dal Dr. Tijani Cisse firmerà un «accordo quadro e un secondo accordo per un cessate-il-fuoco tra le due parti su Giovedi prossimo. Gli accordi sarà un punto di riferimento di sviluppo nei negoziati di Doha. Il movimento del Darfur nuovo annunciato a Doha di recente, a seguito di intense consultazioni si sono svolte tra il «Movimento per la Liberazione del Sudan Liberation Army (forze rivoluzionarie)» e «uno» road map, che era conosciuto come il gruppo «di Addis Abeba». Le consultazioni hanno portato alla unificazione di questi movimenti e l'integrazione di diversi movimenti di annunciare la nascita del nuovo movimento, ma ci sono altri quattro gruppi ha rifiutato di partecipare alla nuova assemblea. Ha «vita» del Ministro Amin Hassan Omar, il significato delle riunioni tra Ghazi Salah al-Din Khalil Ibrahim a N'Djamena e gli ultimi sviluppi nei negoziati di Doha, egli ha risposto che «è entrata in una fase attiva dei negoziati tra noi e tra i due gruppi (ad esempio, Justice and Equality Movement e il Movimento di liberazione e la giustizia), e siamo in contatto costante con loro». Egli ha sottolineato che «siamo in uno stato di collegamento con tutte le parti, sia in forma diretta o indiretta ... Quello che sta accadendo in Ciad non è il negoziato (tra Ghazi e Khalil), ma le intese volte a progredire i negoziati in Qatar per raggiungere un »definitivo accordo di pace tra il governo sudanese e« Movimento per la giustizia ». Dar Al Hayat
In dio confediamo che ogni potente re di re e padrone del universo porre fine a questa guerra del Darfur siamo gratti in anticipo................................................azim

Monday, 15 March 2010

Pace in Sudan ma Criminale in Italia!!!





PAPA: PACE E' POSSIBILE IN SUDAN, MA SERVE IMPEGNO DI TUTTI
(AGI) - CdV, 13 mar. - In Sudan, la pace puo' mettere "radici profonde" solo se si compiono "sforzi comuni per diminuire i fattori che contribuiscono ai conflitti, in particolare la corruzione, le tensioni etniche, l'indifferenza e l'egoismo".
Lo ha detto il Papa ai vescovi del grande Paese africano. I trattati e gli accordi indispensabili nel processo di pace, ha affermato il Pontefice, "recheranno frutti solo se saranno ispirati e accompagnati dall'esercizio di una guida matura e moralmente retta". In questo senso il Pontefice ha esortato i presuli a trarre forza dall'esperienza della recente assemblea speciale continentale del Sinodo dei vescovi per continuare "a predicare la riconciliazione e il perdono" .

Oh dio mio va bene cosi quell ragazzo non va a fare il soldato bambino che ESISTE GIà E LO SAPPIAMO, ...................................azimرفضت الحركة الشعبية العمل بالتأشيرة للتنقل بين الدولت

في الشمال والجنوب في حال الانفصال، واكد ين ماثيو الناطق باسم الحركة - بحسب (الجزيرة.نت) - أمس "إن الانفصال، وارد ومرجح، وقال ان ذلك لا يعني أن تتقطع العرى ويرحل إلى الجنوب كل جنوبي وإلى الشمال كل شمالي". وقال إن حزبه سيحكم الشمال والجنوب متحدين أو منفصلين.واضاف انه يأمل أن تقوم بين الشمال والجنوب علاقات جيدة في حال الانفصال باعتبار الانتماء إلى بلد واحد في الأصل، وضرب مثالا بعلاقات الإخوة بين بعض الدول العربية التي لا يتطلب التنقل بينها تأشيرة.وذكر "أنا نفسي لدي إخوة من الشمال، فهل يعقل أن تنقطع الوشائج بيننا؟" وأكد أن حزبه وحدوي، ومع ذلك رأى أن الانفصال حتمي بسبب ما وصفه بـ"سلوك حكومة الخرطوم الذي لا يدع للجنوبيين خيارا".

الرأي العام
Traduzione da Arabo verso Italiano
Ha respinto il visto di lavoro SPLM per viaggiare tra i due paesi del nord e del sud in caso di separazione, ha detto il portavoce del movimento Matthew yen - in base a (Al-Jazeera. Net) - ieri che "la secessione è possibile e probabile, ha detto che non significa che i legami interrotti e vai a sud tutto il Sud a nord, a nord di ciascuno ". Ha detto che il suo partito governerà il nord e il sud, uniti o separati. Egli ha auspicato che tra il nord e il sud, i buoni rapporti in caso di separazione come appartenenti a un singolo paese di origine, citando l'esempio di relazioni fraterne tra alcuni paesi arabi che non richiedono di viaggio, compreso il visto. Egli disse, "io Ho fratelli del nord, è possibile che reciso i legami tra di noi? " Egli ha sottolineato che il suo partito e unitario, tuttavia, ritiene che la separazione è inevitabile perché di ciò che ha descritto come "la condotta del governo di Khartoum, che non lascia altra alternativa per i meridionali".

L'opinione pubblica


Servizi antidroga a San Lorenzo, arrestato dalla Polizia spacciatore sudanese



LUNEDÌ 15 MARZO 2010
Questo fine settimana, la Polizia di Stato ha intensificato i servizi finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti.
A Piazza dell'Immacolata, gli Agenti del Commissariato San Lorenzo, questa notte, hanno arrestato F.A. 39 enne cittadino del Sudan, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'uomo, fermato per un controllo, è stato trovato in possesso di dosi di hashish e cocaina nascoste nelle tasche del giubbotto.

Prima del flusso di Refiugati abbiamo pocco a che fare con la droga ora siamo dentro ma perche non torna indietro ora i Sudanese ci sono ed anche rifiugati ma infiltrati dentro alcuni Sudanese di basso profilo siguramente CRIMINALI DI QUATTRO SOLDI E QUESTA IL RISULTATO...............aZIM

Saturday, 6 March 2010

Donne e politica.

Donne e politica.
di Emanuela Citterio
8 MARZO. Africa, boom di donne in politica
06 marzo 2010

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Così sta cambiando la rappresnetanza nel Continente nero
Fino a cinque anni, nessuno si sarebbe immaginato uno scenario simile, ma dal 2005, quando la “donna di ferro” della Liberia Ellen Johnson Sirleaf (in foto) è salita al potere, diventando la prima donna presidente, un nuovo trend politico si è affacciato nel continente africano. Nel 2010 è boom di donne candidate alla presidenziali a sud del Sahara. All’inizio di quest’anno Ellen Johnson ha annunciato che si presenterà al secondo mandato, e correrà per le elezioni del prossimo anno.
In Togo Brigitte Kafui Adjamagbo-Johnson ha aperto un nuovo capitolo della storia politica del paese con la sua candidatura alla presidenza per le elezioni del 2010. I seggi si sono aperti il 4 marzo e si attendono in questi giorni i risultati, ma la Adjamagbo una vittoria l’ha già ottenuta: è la prima donna candidata alla pin 50 anni di indipendenza. Ma non c’è dubbio che le elezioni più importanti del 2010 sono quelle che si apriranno in aprile in Sudan, il Paese più grande e complesso del continente, che andrà alle urne dopo essere uscito nel 2005 da una guerra durata vent’anni, tra il Nord arabo e il Sud che si inserisce come un cuneo nell’Africa nera, e con la regione del Darfur in precario equilibrio dopo la crisi scoppiata nel 2003.
Tra i candidati che proveranno a sfidare l’attuale presidente Omar el Bashir c’è Fatima Ahmed Abdelmahmoud, la prima donna-candidato presidente nella storia del Sudan. Leader del partito Sudanese Socialist and Democratic Union, correrà per le presidenziali di aprile, le prime in 24 anni, e da quando l’attuale presidente Omar el Bashir è salito al potere con un colpo di stato. Ha 66 anni ed è stata presidente della sede dell’Unesco in Sudan, è stata anche la prima ministra donna nel ’74. È a Quando un tribunale sudanese ha deciso di ammetterla tra i candidati (prima era stata rifiutata) ad attenderla all’uscita c’era una folla di donne sostenitrici che la inneggiavano come la “prossima presidente del Sudan”. Una prospettiva non realistica: gli osservatori internazionali dicono che, in un modo o nell’altro, vincerà ancora el Bashir. Ma questo non ha impedito a Fatima di dire che la sua ammissione «è una grande vittoria per le donne sudanesi, che per la prima volta vedono una donna candidata alla presidenza della repubblica».
Non è una presidente, ma è tra le donne africane più conosciute a livello internazionale, per la sua tenace opposizione a Jacob Zuma e per le politiche sociali che ha importato in politica il metodo della società civile. Si tratta di Hellen Zille, l’unica donna a governare una delle nove province del Sudafrica, il Paese che a giugno ospiterà i Mondiali di Calcio.
Ex sindaco di Cape Town, la Zille è leader del principale partito di opposizione, Democratic Alliance, dopo le elezioni del 2009, presidente della provincia di Western Cape.
Nel 2007 Hellen Zille è stata premiata come “il miglior sindaco al mondo”, un riconoscimento attribuito ogni anno dal City Mayor Project, che si occupa di monitorare l’operato dei sindaci nelle principali città. Il premio le è stato riconosciuto, fra le altre cose, per un intervento urbanistico che riguarda il Green Point, l’area verde sul lungomare di Capo di Buona Speranza. Di fronte a un governo centrale molto preoccupato di fare bella figura ai Mondiali di calcio, Zille ha deciso di contrattare, chiedendo in cambio del mega stadio sul Green Point, un nuovo quartiere di case popolari.
Sul fronte burundese invece l’Hutu Alice Nzomukunda del partito Democratic Alliance for Renewal of Burundi, ha sempre militato tra i gruppi più attivi, partecipando al movimento Conseil National Pour la Defense de la Democratie-Forces Pour la defense de la Democratie (CNDD-FDD), fino alla sua nomina come vice-presidente, carica che ha ricoperto fino all’8 febbraio 2008, quando le è stato revocato l’incarico dall’assemblea del partito.
Ma anche la politica del Rwanda si tinge di rosa. Victoire Ingabire Umuhonza, presidentessa dell’Unified Democratic Forces (UDF), guida la coalizione dei partiti d’opposizione ruandesi. Scelta come candidata dal partito, sfiderà gli altri candidati alla fine di agosto 2010, data in cui dovrebbero tenersi le elezioni nazionali. Ingabire, tornata da poco nel suo paese dopo 16 anni di esilio, è tra i critici più severi dell’attuale governo.
A proposito, quello ruandese è l’unico parlamento al mondo a maggioranza femminile: sono rosa 45 seggi su 80.
Scusati ma la donna in politica entrata in Sudan prima del Italia Fattma Abdelmahmoud sponente del Prtito comunista era ministro del affare sociale nell governo Nimeri "scomparso 2009" Rosa Bindi era Ministero del Educazione nel anno 1975 mi pare..............................Azim

Thursday, 4 March 2010

peace

Usa chiedono di far entrare la missione di pace Ua-Onu nella regione di Jebel Marra, sconvolta da nuovi scontri tra governo e ribelli
Darfur: la falsa preoccupazione degli Stati Uniti


di: Francesca Dessì
Con disarmante ipocrisia, gli Stati Uniti si sono detti “estremamente preoccupati” per i combattimenti tre le forze governative sudanesi e i ribelli dell’Esercito di liberazione del Sudan nelle regione di Jebel Marra, in Darfur.
Il compito ingrato di esprimere una certa “apprensione” per quanto sta accadendo nelle regione ricca di petrolio, tanto cara a Washington, è toccato al portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley.
La presunta offensiva governativa contro i ribelli della Sla “ha provocato importanti perdite di civili, spostamenti di popolazione e sgomberi di organizzazioni umanitarie”, per questo “gli Stati Uniti sollecitano il governo sudanese e l’Esercito di liberazione del Sudan ad astenersi da nuove violenze e a permettere alla missione congiunta Unione Africana-Nazioni Unite in Darfur di accedere a Jebel Marra per valutare la situazione umanitaria e ripristinare la stabilità”. Una richiesta alquanto bizzarra: basterebbe infatti che gli Stati Uniti smettessero di finanziare i guerriglieri della Sla per mettere fine ad un conflitto che si accende e si spegne a seconda di come fa più comodo agli Usa.
Secondo le stime dell’Onu, il numero delle vittime si aggirerebbero intorno alle 140 e 400 persone, ma un portavoce delle forze regolari di Khartoum ha smentito che in questi giorni siano avvenuti scontri tra i soldati governativi e i ribelli. Il bilancio dei morti – non a caso – è stato dato dalla guerriglia, in quanto l’Onu e le agenzie umanitarie non possono accedere alla zona colpita.
Quello che è certo è che una simile azione è controproducente per il presidente Omar al Bashir che, con un mandato di cattura sulla testa - emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aja, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi proprio in Darfur - deve riabilitare la propria immagine in vista soprattutto delle elezioni presidenziali previste il prossimo aprile.
Dopo infatti i passi in avanti compiuti dal governo di Khartoum e il Movimento per la giustizia ed eguaglianza, che nei giorni scorsi hanno firmato un importante patto, sembrerebbe alquanto strano che il presidente sudanese abbia deciso di sferrare un attacco contro gli altri ribelli, mettendo in serio pericolo gli accordi di Doha che prevedono la firma definitiva entro il 15 marzo.
Al Bashir, in giro in questi giorni nelle regioni meridionali del Paese per la sua campagna elettorale, ha promesso ieri di lavorare per portare la pace nel Sud Sudan, garantendo in caso di rielezione numerosi progetti per lo sviluppo delle regioni meridionali e migliori strutture sanitarie e scolastiche. Ma come ha più volte detto il presidente sudanese l’Occidente vuole “ mettere le mani” sulle risorse del suo Paese in forma “neocolonialista”- riferendosi in particolar modo all’interesse che Washington ha per il petrolio sudanese - e farebbe di tutto per far fallire l’accordo di pace appena stilato e, soprattutto, le elezioni presidenziali. Togliersi dai piedi al Bashir significare avere accesso ai giacimenti petroliferi che per ora sono esclusiva della Cina.

Tuesday, 2 March 2010

Oh Darfur cry beloved country!!!






لم تكن مهمتي في لقاء محمد بحر نائب رئيس حركة العدل والمساواة وأمينها في إقليم كردفان سهلة، فبحر الذي أُطلق سراحه - بعد أن حُكم عليه بالاعدام - وفق اتفاق الحكومة وحركة العدل والمساواة بالدوحة، ظل يستقبل عشرات الضيوف من دارفور وكردفان في محل إقامته في منزل د. خليل ابراهيم رئيس الحركة منذ إطلاق سراحه و«57» من قيادات الحركة، وكانت المهمة الاكثر صعوبةً بعد ان تذللت الاولى، هي اختراق التحفظ الشديد لبحر وحمله للاجابة على عدد من الاسئلة، وما بين إلحاحي الشديد وتحفظات بحر التي يراها مهمة في هذه المرحلة جاءت هذه الإفادات تحمل الكثير من التفاصيل حول هجوم حركة العدل والمساواة على مدينة أم درمان، إن لم تكن كلها، وتمدد الحركة في اقليم دارفور، الى جانب الاتفاق الاطاري الأخير بين الحكومة وحركة العدل والمساواة، إضافةً الى الدقيقة التي كانت فاصلة بين خروجه من عربته وتدميرها بواسطة صاروخ وهم في طريقهم الى ام درمان.----* الهجوم على أم درمان رآه البعض غير مُبررٍ، وفقدت فيه الحركة أكثر مما كسبت، هل أنتم راضون عن هذه العملية..؟- الحركة راضية تماماً عن عملية الذراع الطويل التي نفذت في ام درمان، وهي عملية استراتيجية قادت لتحولات كبيرة جداً تجاه عملية توازن القوى الفاعلة في الصراع بين الحكومة وحركة العدل والمساواة.* هل كان الغرض من العمليّة اظهار تلك القوى..؟- ليس هذا فقط، نحن نقود صراعا عنيفا مع السلطة، وفي إطاره تم حرق وتدمير القرى وموارد المياه،وأصبح كل سكان دارفور باستثناء المدن الثلاث بين لاجئين خارج الحدود ونازحين في المعسكرات، وجاء التوقيع على ابوجا مما اسهم في تأخير حل القضية.. بعد أبوجا عمدت الحكومة على تجزئة الحركات وخلق مجموعات وهمية، مما أدّى لتغييب القضية وخلق حالة من الفوضى، وفي الواقع كانت حركة العدل والمساواة تقود الصراع في دارفور ويستثمر الآخرون هذا ليثبتوا وجودهم، وعملية الذراع الطويل أثبتت للمواطن السوداني من يملك هذه القوى وهي عملية ردع متبادل.* هناك جدلٌ حول مسألة الدخول الى المدينة..؟- قوات الحكومة كانت ترصد تحركاتنا، ويوم الاربعاء قبل وصولنا ام درمان بثلاثة ايام أصدر الناطق الرسمي للقوات المسلحة بياناً يؤكد متابعتهم لنا ورصدهم، وهم فعلاً كانوا «يحومون» حولنا بالطيران ونحن كنا نرصد تجسسهم هذا.* انت تريد ان تقول ان الحكومة لم تتفأجا بهجومكم ..؟كل الدلائل تؤكد ذلك، بل اننا ونحن في طريقنا للخرطوم تعرضنا لقصف بالطائرات في منطقة جبل عيسى بولاية شمال دارفور على بُعد «1300» كيلومتر من الخرطوم وتم حرق ثلاث عربات من بينهم عربتي الخاصة، ولقد نجوت بفارق دقيقة واحدة فقط من انفجار العربة التي أُصيبت بصاروخ بعد ان نبّهني سائق العربه التي أمامي بأن طائرة حكومية تحلِّق فوقنا مُباشرةً.. فخرجنا منها بسرعة مستخدمين الساتر.* أتذكّر أن هذه التفاصيل تم ذكرها أثناء المحكمة عندما تلا المتحري أقوالك أمام القاضي ..؟- نعم هذا صحيح.* هذا يعني ان ما ذكره المتحري على لسانك كان صحيحا..؟- لا.. ليس كله.* هل يمكن أن توضّح أكثر، ما لم تقله وما قلته..؟- لا أعتقد أن الوقت الآن مناسب.* متى بالضبط تبلورت فكرة الهجوم على أم درمان..؟- عملية الذراع الطويل كانت تنفيذا لاحد مقررات المؤتمر العام الرابع وهو اعلى سلطة في الحركة انعقدت في نهاية العام 2007م.* وفق مراقبين، فإنّ هذه العملية لابد ان تكون مدعومة بقوة من بعض الجهات، فهل كان لدولة تشاد دور في هذا الأمر كما قيل..؟- مع احترامي الشديد لتشاد حكومةً وشعباً وهم يستضيفون أهلنا من اللاجئين، لكن لم يكن في مقدور الحكومة التشادية عندما نفذنا عملية الذراع الطويل بلعب اي دور نسبة للظروف والوقت، فانجمينا كانت قد تعرّضت لهجوم قبل اقل من ثلاثة اشهر، وكانوا مهتمين بترتيباتهم الداخلية، بل نحن الذين قدمنا المساعدة للحكومة التشادية حمايةً لاهلنا اللاجئين، وحتى لا نضرب من الخلف ونكون وسط نظامين متحالفين.* ما هو العدد الكلي للعربات التي دخلت ام درمان..؟- أولاً ما ذكرته الحكومة باستيلائها على عرباتنا غير دقيقٍ، فنحن عندما وصلنا ام درمان كانت لدينا عدد من العربات التي تعطّلت بسبب السير لمسافات طويلة، فتركناها واستبدلناها بعربات استولينا عليها، وعددها، لا أريد الخوض في هذه التفاصيل الآن.* ولكن كثيرين يرون أن الحركة خسرت أكثر مما ربحت في هذه المعركة..؟- ليس صحيحاً، أولاً من ناحية عسكرية كسبت الحركة اكثر من «200» عربة في هذه العملية، واثبتت انها الجهة الوحيدة التي تقود الصراع ضد الحكومة، كان القصد من دخول ام درمان اطلاق رسالة مفادها اننا نستطيع ان نصل اي مكان، واذا قابلتنا القوات الحكومية على بُعد «100» كيلومتر، كنا نعتقد أننا حققنا نجاحاً.* ولكنكم دخلتم المدينة فعلياً، إن لم يكن هدفكم ذلك..؟- نعم دخلنا، ولكن الحركة أثبتت تمسكها بالقيم والأخلاق في حالتي السلم والحرب، والدليل على ذلك انه لا يوجد جيش في الدنيا يدخل مدينة ولا يعتدِ على مواطن في ماله أو عرضه أو ينتهك كرامته، بينما جنود الحركة اشتروا حتى أعواد الثقاب في ام درمان من حر مالهم.* أحكي لنا اكثر عما حدث في ام درمان في ذلك اليوم..؟- نحن دخلنا المدينة في الساعة الثانية ظهراً،وانسحبنا عند التاسعة في ذات اليوم بعد ان قررت القيادة العسكرية ذلك وفق الخطة الموضوعة أصلاً، فمنهجية الحركة واضحة، نحن لا نحتفظ بأرض، وذلك يحتاج لترتيبات كثيرة، ورغم ان انسحاب الحركة كان منظماً، الا ان هناك بعض الاخطاء المصاحبة لعبت فيها جغرافية المكان التي كانت مجهولة للكثيرين دوراً، فذهب الجرحى لبعض الأسر ووقع عدد منهم في الاسر، وتوزع آخرون في المدينة، بينما القوة الحقيقية للحركة انسحبت.* مَنْ كان قائد عملية الهجوم على ام درمان..؟- د. خليل ابراهيم رئيس الحركة نفسه، ووصل حتى صيدلية محمد سعيد بالمهندسين وصلى العصر والمغرب في ام درمان، وكان حريصاً على توجيه القوات بعدم استخدام الاسلحة الاستراتيجية الثقيلة في ام درمان..؟- طَيِّب لماذا احضرتموها الى هناك..؟- كنا نتوقع ان تكون المعركة خارجها.* آخر مرة رأيت فيها جمالي حسن جلال الدين، وكيف علمت بمقتله..؟- تقابلنا آخر مرة يوم دخولنا ام درمان في العاشر من مايو 2008م، في ام بدة حمد النيل توزعنا بعدها كل الى مهمته، ثم رأيت صورته منشورة في صحف الخرطوم.* كيف تم إلقاء القبض عليك.. ولماذا لم تنسحب مع الآخرين..؟- انا كنت مكلفاً بمهمة اخرى في الخرطوم، وأقمت في منزل بالصالحة عند أحد الفدائيين، وتسربت هذه المعلومة للأجهزة الاستخباراتية وتم اعتقالي.* كيف وصلت الى الصالحة..؟- استقليت عربة عادية.* لماذا التنسيق بين شهامة وحركة العدل..؟- اولاً حركة العدل حركة قومية، وكانت في كردفان حركة شهامة التي أسسها عمي الشيخ موسى حمدين رحمه الله، تلاقت الحركتان في الدفاع عن حقوق الهامش، وبعد أن قَرّرَت قيادات شهامة أن أواصل مسيرة عمي في الحركة، تمت اتصالات بيننا وحركة العدل، ووجدنا اننا نتفق في الأهداف الكلية والوسائل المرحلية ونصارع عدوا واحدا.* ولكن كردفان لم تستفد من هذا حتى الآن..؟- ولا دارفور ايضاً لم تستفد حتى الآن، نحن ما زلنا في مرحلة تثبيت الحقوق.* هناك اتهام بأن الحركة وقّعت على اتفاق المبادئ بهدف إطلاق سراحكم..؟- الاتفاق الذي وقع تم لظروف موضوعية تتعلق بإن الحركة الآن في أوج قوتها العسكرية والحرب طارئ بينما الاتفاق هو الاساس، والحكومة الآن في اضعف حالاتها وقوة الحركة وضعف الحكومة نتيجة طبيعية لهذا الاتفاق، وما ذكرتيه ليس صحيحاً، فلا يمكن لصراع سبع سنوات ان تتم مقايضته بأشخاصٍ.* الى أي مدىً يمكن لهذا الاتفاق أن يؤسّس للسلام في دارفور..؟- هذه الحركة بما لديها من امكانات وقدرات اذا توصلت الى اتفاق نهائي مع الحكومة استطيع ان اقول بأن ذلك سيكون خاتمة للعمل المسلح في السودان.* ما هي ضمانات تنفيذ هذا الاتفاق..؟- طالما أن جيشنا وشعبنا ملتفان حولنا سنجبر أي طرف لتنفيذ ما نتفق عليه.* حسب الاتفاق متى سيتم إطلاق بقية المحكومين..؟- حسب الاتفاق المفترض إطلاق سراحهم دفعة واحدة، ولا أدري لماذا جزأت الحكومة الامر، وعموماً هذا مؤشر غير جيد. * وفي إطار كل ما سبق، هل تود إضافة أيَّة معلومة..؟_ لا.. شكراً. أجرته: أميرة الحبر الرأي العام

Darfur !!! Oh Darfur!!!



Due o tre motivi per cui il presidente Bashir ha firmato la pace in DarfurAnna Bono1 Marzo 2010La fine della guerra nel Darfur è stata ufficialmente annunciata dal presidente del Sudan Omar Hassan el Bashir in seguito all’accordo siglato il 23 febbraio a Doha, Qatar, con il Jem, Justice and Equality Movement. Il Jem è uno dei due principali movimenti antigovernativi della regione, in armi dal 2003 in difesa delle etnie di origine africana – Fur, Zaghawa e Masalit – marginalizzate e impoverite dal processo di arabizzazione avviato dalla leadership araba al potere.Nel 2006 aveva accettato un analogo accordo una delle due fazioni in cui si era diviso l’altro movimento antigovernativo maggiore, lo Sla, Sudan Liberation Army: quello guidato dal leader di etnia Zaghawa, Minni Minawi. Il resto dello Sla, composto in prevalenza da militanti di etnia Fur, aveva allora rifiutato di negoziare con il governo e tuttora il suo leader, Abdel Wahid al Nur, respinge ogni trattativa. Restano inoltre da risolvere i rapporti con altri gruppi minori e gli stessi janjaweed, i miliziani arabi finora armati e sostenuti da Khartoum, non è detto che siano tutti pronti a deporre le armi: come nel resto del continente africano, anche in Sudan vivere di razzie e abusi spesso diventa una scelta per uomini, magari reclutati da bambini, che non vedono prospettive migliori per sopravvivere.Non a caso, l’intesa raggiunta a Doha prevede per il Jem, come quella precedente con lo Sla di Minni Minawi, l’integrazione dei combattenti nell’esercito regolare mentre ai loro leader si prospettano cariche politiche e amministrative a tutti i livelli dell’apparato statale: dopo la sua resa, per Minawi è stato creato un posto di consigliere presidenziale che ne ha fatto la quarta carica dello stato.Jem e Khartoum si sono impegnati a firmare un trattato di pace definitivo entro il 15 marzo e, a dimostrazione della propria volontà di porre fine al conflitto, il governo sudanese ha subito ordinato la scarcerazione di una cinquantina di detenuti del Jem, la maggior parte dei quali già condannati a morte per aver partecipato nel 2008 all’assalto di Omdurman, la città gemella della capitale che sorge sull’altra riva del Nilo.Che el Bashir intenda davvero porre fine al conflitto, implicitamente ammettendo di esserne responsabile dopo averlo negato in tutti questi anni, malgrado le denunce della comunità internazionale sfociate nel 2008 in una incriminazione da parte della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, trova conferma nella svolta verificatasi nei rapporti con il presidente del vicino Ciad, Idriss Deby, di etnia Zaghawa, più volte accusato da el Bashir di sostenere i ribelli del Darfur della propria etnia: accusa restituita da Deby secondo il quale Khartoum appoggia la rivolta armata dei dissidenti ciadiani. I due leader, dopo aver rotto più volte i rapporti diplomatici, si sono incontrati l’8 febbraio a Khartoum a conclusione di un processo di riavvicinamento che entrambi hanno definito una svolta storica, l’inizio di una nuova fase di armonia duratura e ricca di vantaggi per le popolazioni dei rispettivi paesi.Nessuno scommetterebbe sul rinsavimento dei due leader finora palesemente assai poco preoccupati dei loro connazionali. Ma entrambi in questo momento hanno bisogno di stabilità e consenso per affrontare con successo gli appuntamenti elettorali imminenti. Ne ha bisogno Deby poiché il Ciad andrà alle elezioni legislative il prossimo novembre. Ma ne ha ancora più bisogno el Bashir, alla vigilia delle elezioni generali di aprile, previste dal trattato di pace con cui nel 2005 si è conclusa la lunga e drammatica guerra di resistenza delle popolazioni africane del sud, di religione cristiana, all’arabizzazione del paese.L’esito di queste elezioni è tanto più importante in quanto influirà su quello del successivo referendum con cui nel gennaio del 2011 gli abitanti del Sud, già reso semi autonomo nel 2005, decideranno se continuare a far parte del Sudan o costituire un’entità politica autonoma. La posta in gioco è enorme dal momento che la maggior parte dei giacimenti di petrolio, che costituiscono la principale ricchezza nazionale, si trovano al sud: el Bashir cinque anni fa non ha potuto evitare di acconsentire all’eventualità di una secessione, ma ora che si avvicina la scadenza del referendum è improbabile che sia disposto ad accettarla senza nulla tentare.Per questo i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti del Sudan e, di riflesso, dell’intera regione dove preoccupano altri fattori di instabilità a incominciare dalla sempre critica situazione della Somalia e dove un altro importante paese, l’Etiopia, si appresta ad andare alle urne. Ben due missioni delle Nazioni Unite sono già operative in Sudan: la Unamid nel Darfur, in collaborazione con l’Unione Africana, istituita nel 2007, e la Unmis, creata nel 2005 per garantire il rispetto dei termini dell’accordo di pace tra Khartoum e Sud Sudan.