Sudan and conflicts zones.

Sudan and conflicts zones.

Tuesday, 9 September 2008

Sudan - Darfur: l'Onu minaccia di sospendere gli aiuti umanitari
08 Settembre 2008, 16:37
Le Nazioni Unite hanno minacciato di sospendere il programma di aiuti alimentari nel Darfur se le condizioni di sicurezza non miglioreranno. "E' diventato troppo pericoloso per i nostri autisti fare il proprio lavoro" ha dichiarato il responsabile del Programma Alimentare Mondiale, Rachid Jaafar, dopo che 43 conducenti e 69 camion, attaccati dai ribelli, sono svaniti nel nulla. In Darfur ci sono 10.000 soldati di una missione di pace congiunta fra Nazioni Unite e forze africane, che però non riescono a scortare tutti i convogli di cibo e - ha proseguito Jaafar - settembre è il mese peggiore, perchè finiscono le scorte dell'anno precedente e non è ancora pronto il nuovo raccolto. Nel Darfur però, dopo cinque anni di guerra, sono più di 2 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto


الأمم المتحدة تعلق المساعدات الغذائية في دارفور
قال برنامج الغذاء العالمي التابع للأمم المتحدة إنه سيجمد توزيع المعونات الغذائية في إجزاء من دارفور ما لم يتحسن الوضع الأمني.
وقال المتحدث باسم البرنامج ريتشارد جعفر "لقد صار من الخطر جداً على سائقينا أن يواصلوا أداء عملهم"، مضيفاً أن 43 سائقاً و69 شاحنة خلال العام الحالي جراء هجمات شنتها مجموعات مسلحة.
ويحتاج أكثر من مليوني شخص للمعونات الغذائية في دارفور بعد أكثر من خمس سنوات من القتال.
وقالت الأمم المتحدة إن شهر سبتمبر /أيلول يمثل "الفجوة الغذائية" في الاقليم بعد أن نفد الغذاء الذي تم تجميعه خلال السنوات الماضية بينما لم ينضج بعد حصاد العام الحالي.
وبدأ برنامج الغذاء العالمي في تقليل حصص الغذاء الموزعة في مايو /أيار الماضي بعد سلسلة من الهجمات التي شهدها الاقليم.
يذكر أن حوالي 10 آلاف جندي تابعين لبعثة حفظ السلام المشتركة بين الأمم المتحدة والاتفاق الإفريقي (اليوناميد) ينتشرون في إقليم دارفور.
ويقول المتحدث باسم برنامج الغذاء إن قوات اليوناميد توفر قدراً من الأمن في بعض الاحيان لحماية شحنات المعونات الغذائية، لكن ليست لديهم الامكانية لحماية كل الرحلات.
وشهد الاقليم مؤخراً تصعيداً جديداً، حيث وجهت فصائل متمردة اتهامات للحكومة السودانية خلال اليومين الماضيين بشن هجمات جديدة شمال دارفور.
وتقدر الأمم المتحدة عدد القتلى الذين سقطوا جراء الصراع الدائر في دارفور منذ أكثر من خمس سنوات بأكثر من 300 ألف قتيل إضافة إلى حوالي مليوني آخرين شردوا من مناطقهم.
وبدأ الصراع عام 2003 عندما أعلنت جماعات مسلحة في الاقليم التمرد على الحكومة المركزية مطالبة بتوزيع أفضل للسلطة والثروة.

Penso che qualche volta ELJEM, SLA fanno aposta rubare il cibo distinato al sfolati per farli rebelare e si questo e vero NON E UN REVOLUZIONE ......................................................Azim

Tribunale Penale Falimentare !!





TPI, OVVERO TRIBUNALE PENALE FALLIMENTARE



Qualche settimana fa il Procuratore del Tribunale Penale Internazionale (International Criminal Court), l'argentino Luis Moreno Ocampo, ha scosso le diplomazie occidentali annunciando che chiederà l'incriminazione del leader sudanese al-Bechir per genocidio. Ocampo ha scosso anche i giuristi, ai quali la sua uscita è apparsa strana per diversi e fondati motivi. Molti media e molti commentatori sono corsi avanti, parlando dell'incriminazione come già avvenuta, ma Ocampo l'ha solo annunciata e, secondo gli esperti in procedure dell'ICC, ci vorranno alcuni mesi, sempre che l'accusa alla fine sia formalizzata veramente. Nel caso, nella sua qualità di Procuratore, Ocampo propone un'accusa, ma non è per niente scontato che questa sia poi accolta e che ne scaturisca un processo. Che poi a sua volta è sempre di esito incerto. Questo per misurare la distanza da certi commenti che davano per imminente o già attivo un mandato d'arresto per il leader sudanese. Anche in questi giorni i telegiornali italiani parlano del presidente sudanese “incriminato”. Sabino Cassese, autorevole esperto di diritto internazionale, ha fatto notare che un'accusa del genere non dovrebbe essere annunciata con largo anticipo, converrebbe mantenere il tutto segreto, anche il mandato di cattura, altrimenti risulta ovvio che il colpevole ha tutto il tempo per regolarsi e sfuggire alla giustizia internazionale. Cassese inoltre sottolinea che anche il reato chiamato in causa, cioè il genocidio, è difficilmente ipotizzabile nel caso del Sudan. Un'accusa del genere in realtà spiana la strada all'assoluzione del presidente sudanese, non si capisce il senso di incriminare solo il capo dello stato sudanese e non si capisce la forzatura.Molte altre voci si sono levate contro l'annuncio di Ocampo, dall'Unione Africana alla Lega Araba è stato tutto un alzare muri e giudicarne negativamente l'uscita. Restano da capire i motivi di una mossa che ai più è parsa avventata, oltre che poco fondata. Molti infatti hanno pensato con terrore al vuoto di potere che si potrebbe aprire a Kharthoum e alle sorti dei colloqui di pace per il Darfur. Più d'uno ha sottolineato che l'ICC dovrebbe quantomeno interessarsi anche ai crimini dei ribelli darfurini, freschi di strage di soldati ONU, ma questo è un dettaglio. Un esempio eclatante dell'asimmetria dei fan del Darfur? Basta dire che Mia Farrow (che è anche Ambasciatrice Unicef) ha liquidato la recente strage di soldati dell'ONU dicendo che l'azione dei ribelli del JEM (Justice Equality Movement, movimento islamista che rifiuta i colloqui di pace) è stata un “errore”. Questo strabismo è molto diffuso tra i fan della war on terror, che sembrano rimasti a quando il regime sudanese era “nemico” e ospitava Bin Laden. Sul Darfur girano semplificazioni pericolosissime e la grancassa sembra primariamente servire ad occultare le stragi e i milioni di profughi che attraversano il Ciad in fuga dal regime ciadiano e da quello centrafricano. Due stragi più attuali di quella ormai trascorsa in Darfur e della stessa magnitudo, ma passate completamente sotto silenzio.Luis Moreno Ocampo non vive tempi sereni. Designato senza concorrenza nel 2002 alla carica di Procuratore del TPI (da non confondere con quello che giudica i crimini nella ex-Jugoslavia), l'uomo si è rivelato poco adatto all'incarico e nelle ultime settimane è stato investito da uno scandalo. Uno dei suoi aiutanti lo ha accusato di condotta scorretta ai danni di una giornalista sudafricana, in quanto il procuratore avrebbe da questa preteso favori sessuali. Il reclamo presso la stessa ICC è stato giudicato dallo stesso Ocampo come infondato, poi lo stesso procuratore ha votato la punizione dell'impertinente signor Christian Palme. Palme però ha fatto ricorso all'ILO (International Labour Organization) che gli ha dato ragione. In seguito al giudizio un'altra istanza dell'Onu giudicherà il suo reclamo e lui sarà reintegrato nelle proprie funzioni e riceverà un risarcimento. Per Ocampo si annunciano tempi difficili, già diverse testate in diversi paesi avevano chiesto le sue dimissioni all'emergere della vicenda.Quello che si vorrebbe essere un tribunale universale non può certo appoggiare la propria azione su un giudice che non si astiene dal giudicare una causa nella quale è anche parte. Princìpi a parte, a molti sembra evidente che la gestione di Ocampo stia minando gli esordi dell'ICC. Fino ad oggi Ocampo si è occupato dei crimini commessi solo in quattro paesi, tutti africani. Con singolare scelta di campo fino ad oggi sono stati incriminati solo “criminali” invisi all'Occidente, ignorando le loro stesse controparti. Nel caso del Congo si è giunti all'incriminazione del leader dell'opposizione Bemba, per crimini commessi in Repubblica Centrafricana. Nessuna menzione dei crimini di Kabila, suo principale concorrente, anche nelle stragi. Nessuna menzione del dittatore centrafricano Bozizè (vincitore su Patassè all'epoca sostenuto da Bemba), recentemente causa della fuga di un milione di suoi compatrioti inseguiti dalle sue milizie e dei suoi mercenari.Il procedimento contro uno dei peggiori signori della guerra congolesi, si è invece arenato perché Ocampo non ha fornito il fascicolo alla sua difesa, facendo sorgere il dubbio che non sia in possesso delle prove vantate. Il procedimento è così abortito. In Uganda Ocampo ha messo sotto accusa Joseph Kony e il suo Esercito di Liberazione del Signore, di ispirazione cristiana. La mossa ha messo in pericolo i colloqui di pace con il dittatore ugandese Museveni, responsabile di stragi in Congo e Ruanda, ma anche qui l'asimmetria tra le parti in conflitto è più che evidente. Voci di corridoio danno per certa anche l'apertura di un procedimento contro la ribellione somala, ovviamente nemmeno in questo caso ci sarà nulla da eccepire sul comportamento dell'armata d'invasione etiope.Un interesse molto selettivo, se è vero che Ocampo ha respinto oltre 240 richieste per procedimenti contro le truppe occidentali in Iraq e le ha ritenute tutte infondate o fuori dalla sua giurisdizione adducendo argomenti risibili e che fanno a pugni con la realtà. Basta segnalare la frase che chiude la saracinesca sulle indagini per i crimini in Iraq: “Le informazioni disponibili a quest'epoca sostengono basi ragionevoli per l'omicidio volontario e un numero limitato di vittime di trattamenti inumani, totalizzando nel complesso meno di venti persone”. Venti persone?In Iraq sono decedute oltre un milione di persone e sei milioni sono profughi, sono state impiegate armi chimiche e altre vietate, sono stati torturati e umiliati migliaia di prigionieri; ma Moreno Ocampo dice che le accuse riguardano solo una ventina di persone e che quindi, in Iraq non è successo niente di tutto quello che tutti hanno visto negli ultimi cinque anni. Si sono sbagliate le oltre 240 organizzazioni che hanno presentato denunce, ci siamo sbagliati tutti.Nemmeno in Birmania è successo niente, a confermare che il regime dei generali è molto più “amico” dell'Occidente di quanto non facciano intendere certi indignati a gettone. Non è successo niente neppure nelle altre feroci dittature africane o asiatiche che soggiogano interi popoli, evidentemente la dittatura birmana, quella etiope o quella uzbeka non sono nella sua personalissima lista dei cattivi. Il deposito da parte delle autorità del Ruanda di un dossier che accusa di partecipazione al genocidio (questo sì) ruandese, non ha strappato una sola parola al Procuratore.Basterebbe molto di meno per giudicarlo inadatto al ruolo, se non fosse che l'uomo sembra nella necessità di giocarsi il tutto per tutto. Con scarsissimo senso di responsabilità Ocampo ha rilasciato molte altre dichiarazioni strampalate, la più pericolosa delle quali è che le fonti delle sue accuse (quelle che non vuole mostrare) sono le ONG. Facile immaginare che con un simile viatico si metta in grave pericolo tutta la macchina internazionale “umanitaria”, rendendo ogni leader più che sospettoso verso questo genere d’interventi, con gravi danni per le popolazioni inermi.La notizia non è quindi l'accusa di genocidio rivolta verbalmente al leader sudanese, ma lo stato pietoso dell'ICC e l'urgenza di sostituire Ocampo, ormai completamente delegittimato nell'opinione internazionale. Un argomento che nessun organo d'informazione ha toccato nel nostro paese, dove si preferisce continuare a schierarsi per buoni e cattivi, ma resta fondamentale ove si sostenga l'utilità dell'esistenza dell'ICC. Risulta fin troppo evidente che il primo capitale di un'istituzione come l'ICC è la credibilità e che questa vada costruita rimuovendo al più presto Luis Moreno Ocampo e nominando al suo posto una personalità più credibile e responsabile.
Questa e la verità di saggessa d' un giurista iternazionale Italiano espressa l?08/set./2008.......................azim


Monday, 8 September 2008

War every where!!??

War
Sudan. Decine di morti negli scontri tra ribelli ed esercito I ribelli dell'Esercito di liberazione del Sudan (Sla) hanno reso noto questa mattina che dei combattimenti con l'esercito sudanese avrebbero ucciso decine di persone della regione del Darfur, nel sud ovest del Paese. Gli scontri si sono svolti a Jebel Marra, nel nord del Darfur, dove i soldati governamentali spalleggiati da quattro elicotteri e due aerei hanno lanciato attacco da sabato. I ribelli dichiarano inoltre che i soldati e le milizie alleate del governo ventrale di Khartoum avrebbero attaccato anche le città di Disa, Birmaza e Tawila. «Abbiamo rinvenuto 63 cadaveri, tutti di militanti del Sla o dell'esercito governativo» ha dichiarato Ibrahim al-Hillo, un comandante del Sla presente in Darfur. متمردو دارفور: عشرات القتلى في معارك مع الجيش السوداني اكدت حركة جيش تحرير السودان المتمردة الأحد ان معارك مع الجيش السوداني في اقليم دارفور غرب السودان، اوقعت عشرات القتلى. وقالت الحركة ان الاشتباكات مستمرة في منطقة جبل مرة شمال دارفور حيث شنت القوات الحكومية مدعومة من اربع مروحيات وطائرتين هجوما السبت وفقا لحركة التمرد. وقال صالح بوب احد قادة فصيل جيش تحرير السودان الذي يقوده المعارض عبد الواحد محمد نور الذي يقيم في المنفى في باريس "انهم يهاجمون مواقعنا في الوقت الذي اتحدث فيه معكم". وأضاف من كيجادم شرق جبل مره "انهم جنود حكوميون ونحن نرد عليهم". ويؤكد المتمردون أن القوات الحكومية والميليشيات الحليفة للخرطوم شنت هجوما حول مدن ديزا وبير مزة وطويلة. حديث عن "جثث" وقال ابراهيم الهيلو احد قادة الجماعة نفسها: "رأينا 36 جثة كلها لمقاتلي جيش تحرير السودان او الجيش الحكومي". وأضاف "قتل اكثر من 20 مدنيا ويمكن ان يكون هناك المزيد". وأوضح أن وجود القوات الحكومية في المنطقة يمنع المتمردين من التحقق من عدد الضحايا. ولم يصدر عن الجيش السوداني بيان رسمي الا ان وسائل اعلام سودانية نقلت عن متحدث عسكري أن الجيش لا يشن اي عملية في الوقت الحالي. وقال ناطق باسم القوة المشتركة للأمم المتحدة والاتحاد الافريقي انه لا يملك اي معلومات عن هجوم عسكري جديد الا أن القوة تسعى الى التحقق من اتهامات المتمردين. هجوم نيالا وكان الجيش السوداني شن في 25 أغسطس/ آب هجوما على مخيم كلمه القريب من نيالا الواقعة في جنوب دارفور، اوقع حسب ما قاله المتمردون وشهود 30 قتيلا من النازحين بينهم نساء واطفال. وتقول الأمم المتحدة إن نزاع دارفور أوقع منذ عام 2003 نحو 300 الف قتيل في حين تقول الخرطوم ان عدد هؤلاء لا يزيد عن عشرة الاف. وقد طلب المدعي العام في المحكمة الجنائية الدولية منتصف يوليو/ تموز من قضاة هذه المحكمة اصدار مذكرة اعتقال ضد الرئيس السوداني عمر البشير. ويقول المدعي إن البشير ضالع في عشر تهم تتعلق بالابادة وارتكاب جرائم ضد الانسانية وجرائم حرب في دارفور. إلا أن الخرطوم نفت هذه الاتهامات تماما. متمردو دارفور يتهمون الحكومة السودانية باستهداف المدنيين اتهمت حركة تحرير السودان الحكومة السودانية باستهداف المدنيين خلال طلعات جوية شمال دارفور ومعارك مع مقاتليها. وقال إبراهيم الحلو أحد القادة العسكريين في جيش تحرير السودان "قتل العديد من المدنيين وبعض جنودنا كذلك"، وأضاف أن مقاتلين وأربع مروحيات وطائرتي انتينوف بدأتا مهاجمة المدنيين ومواقع المتمردين في وقت مبكر يوم السبت في مدينة ديسا شمال مدينة "كتم". وأضاف الحلو من ميدان المعركة "هذا هجوم كبير، لقد كانوا يقتلون ويسرقون أمامنا، ... المعارك لا تزال دائرة، إنهم داخل المدينة وهم ينهبون الآن، لا نعلم عدد القتلى حتى الآن لكن هناك العديد منهم". ولم يصدر تعليق فوري من الحكومة السودانية على هذه الادعاءات. وقال متحدث باسم قوات حفظ السلام المشتركة بين الأمم المتحدة والاتحاد الافريقي (يوناميد) إنهم أجروا تحقيقاً حول هذه الادعاءات. وأضاف المتحدث "ظللنا على اتصال بالحركات الذين أخبرونا عن الهجوم، لكنهم ليسوا في وضع يسمح لهم بتقديم المزيد من التفاصيل عن الضحايا والخسائر، ... ونحن نبحث في صحة هذه التقارير". --Postato da Darfur su Darfur il 9/08/2008 10:38:00

Friday, 5 September 2008

Conferenza subito

Sudan; ministro esteri: caos se Aia chiede arresto al-Bashir
L'Aia, 4 set. (Ap) - Per il ministro degli esteri sudanese Deng Alor, se il tribunale dell'Aia spiccherà un mandato di cattura nei confronti del presidente sudanese Omar Al Bashir, il paese potrebbe sprfondare nel caos e nell'instabilità.
A luglio il procuratore del tribunale internazionale dell'Aia Luis Moreno Ocampo ha chiesto ai giudici di spiccare un mandato di arresto per il presidente al-Bashir accusandolo di genocidio in Darfur e una decisione è attesa entro le prossime settimane.
Deng Alor, parlando oggi all'Aia, avverte che questa prospettiva aprirebbe una gravissima crisi nel paese, compromettendo il tentativo di giungere alla pace. Incontrando il ministro degli esteri olandese Maxime Verhagen Alor ha detto esplicitamente che qualsiasi mandato di arresto in tal senso "potrebbe causare instabilità politica interna nel paese, ulteriore instabilità... prolungando anche la guerra in Darfur e scongiurando la possibiltià di arrivare a un accordo di pace comprensivo nel sud del paese".
Dal canto suo, Al-Bashir ha già detto a più riprese di non riconoscere la giurisdizione del Tribunale Penale Internazionale e si è impegnato a non consegnare mai alla corte dell'Aia alcun cittadino sudanese. Il tribunale dell'Aia ha già chiesto l'arresto del ministro per gli affari umanitari sudanese Ahmed Harun e per uno dei comandanti delle milizie Janjaweed.

Sudan - Proteste contro il razionamento del cibo in un campo profughi in Darfur: un morto
04 Settembre 2008, 09:10E' di un morto e sei feriti il bilancio dei disordini scoppiati ieri sera in un campo profughi del Darfur (Sudan occidentale). Gli operatori umanitari delle Nazioni Unite, dopo essere rimasti quasi senza cibo in seguito alle razzie delle bande di predoni contro i convogli alimentari, hanno razionato i viveri nel campo. Una manifestazione per la mancanza di cibo è degenerata in un attacco contro i poliziotti e gli stessi operatori umanitari; la polizia ha sparato in aria e un profugo è stato colpito al petto.
La soluzione pace immediata coinvolgendo UNO, UAE, UNA, e Lega Araba, governo sudanese e ribelli tutti i fase che sono 12 .............................................................Azim

Thursday, 4 September 2008

Guerra e pace

Sudan/ A Khartoum aperto hotel 5-stelle disegnato da italiani
Si tratta di un investimento libico

Roma, 3 set. (Apcom) - Con vista panoramica sul Nilo ma anche su decine di casupole di fango che sorgono sulla sponda del fiume, il fiore all'occhiello degli hotel del Sudan porta le firme di Muammar Gheddafi e del lusso italiano. Il "Burj al Fateh Hotel" è stato inaugurato oggi, riporta il sito internet "Middle East Online" alla presenza del presidente sudanese Omar el Beshir che ha tagliato il nastro.
Burj al Fateh Hotel - 18 piani di acciaio e vetro della forma di un uovo o di una vela - è un sogno libico cominciato nove anni fa e trasformato in un'icona architettonica da 130 milioni di euro. Finanziato da Lafico, la Compagnia libica per gli investimenti esteri, e disegnato da un team di archittetti italiani, l'hotel dispone di 230 camere, di sale conferenze, ristoranti, centro sportivo e spa. La suite presidenziale, occupata dal Primo ministro libico Baghdadi Mahmudiall'inaugurazione, costa 4,000 dollari a notte mentre una camera standard ne costa solo 250 dollari.
"L'alta qualità dell'hotel permetterà di rilanciare la vita economica e sociale della locale comunità", ha dichiarato il direttore del progetto di Lafico Emhemmed Ghula che ha tenuto a prendere le distanze dall'establishment politico sudanese e in particolare dal presidente el Beshir, attualmente a rischio di esser processato per genocidio. "Non ci è nessun contatto fra i membri della famiglia del leader e questa compagnia", ha dichiarato. "Siamo sicuri che faremo molti soldi. Ci sono dei rischi legati alla instabilità politica ma si tratta di rischi calcolati", gli ha fatto eco il direttore marketing, l'americo-libanese Wissam Khalek.
"Ne sono fiero. E' bello", ha commentato Giuseppe Freda, project manager dello studio italiano Cmc, dopo la corsa per l'inaugurazione. "Può essere considerato un fiore all'occhiello per Khartoum."

Scontri tra immigrati in centro accoglienza a Foggia: 17 feriti
La struttura ospita circa 1.100 persone. Nella rissa coinvolti circa 100 extracomunitari tra ghanesi, sudanesi, eritrei e somali Foggia, 3 set. - (Adnkronos) - E' di 17 feriti il bilancio di due episodi successivi di scontri verificatisi la notte scorsa a Borgo Mezzanone, vicino Foggia, nel Centro di Accoglienza per Immigrati richiedenti asilo che ospita circa 1.100 persone. La rissa ha visto coinvolti circa 100 extracomunitari ghanesi, sudanesi, eritrei e somali. Nel primo episodio, accaduto poco prima delle 22, sono rimaste ferite 6 persone, 4 medicate nell'infermeria del Centro e due ricoverate in Ospedale.Verso le 2 la lite si e' riaccesa provocando 11 feriti di cui cinque accompagnati in Ospedale. Sul posto sono intervenuti le Volanti della Questura e le pattuglie del Nucleo Radiomobile dei carabinieri. Alla base dello scontro la convivenza forzata ma anche l'appartenenza a etnie diverse e la situazione dovuta all'attesa. Molti immigrati ospitati a Borgo Mezzanone, approdati in Italia prevalentemente a Lampedusa, provengono da zone di guerra.
Come sudanese preferiamo la PACE E SVILUPPO non guerra e sviluppo...................Azim

Wednesday, 3 September 2008

Tentativo di Arko Minawi

Minawi nel prossimo vedraDrKhalil Ibrahim e che sa anche forse altri fasione dell rebelli del Darfur per remediare una conferensa tragoverno Sudanese e rebelli............almshaheer del 03.09.2009......................azim
: السلام والعدالة في دارفور لهما أهمية متكافئة
نيويورك ـ العرب اونلاين ـ وكالات: قال الامين العام للامم المتحدة بان جي مون إن من المهم ان يحصل ضحايا أي جرائم حرب في دارفور على العدالة لكن السلام لا يقل اهمية للاقليم الواقع في غرب السودان.وفي الشهر الماضي طلب لويس مورينو اوكامبو رئيس الادعاء بالمحكمة الجنائية الدولية من قضاة المحكمة إصدار أمر اعتقال بحق الرئيس السوداني عمر حسن البشير عن جرائم حرب ارتكبت في دارفور.وفي تقرير جديد قاتم عن بعثة حفظ السلام المشتركة للامم المتحدة والاتحاد الافريقي (يوناميد) قال بان إن من المهم السعي لتحقيق العدالة في أي جرائم ارتكبت في السودان لكنه اوضح ان العدالة ليست وحدها الاولوية العليا.وقال بان في التقرير \"على المجتمع الدولي ايضا مسؤولية السعي إلي اتفاق على الاهمية المتكافئة للسلام والعدالة في محاولة تلبية حاجات الناس في دارفور\".ولم ينتقد بان طلب مورينو اوكامبو مؤكدا ان المحكمة الجنائية الدولية \"مؤسسة مستقلة وأن الامم المتحدة تحترم استقلال العملية القضائية\".لكنه قال ان طلب رئيس الادعاء \"غير المشهد السياسي رغم انه من السابق لاوانه تقييم اثاره على عملية السلام\".وقال بان انه سواء قرر قضاة المحكمة الاستجابة لطلب الادعاء لاصدار امر اعتقال بحق البشير او لم يقرروا فانه \"ينبغي للمجتمع الدولي ان يواصل حواره مع الاطراف المعنية ودعم جهودها .. نحو تسوية الازمة\".ومن المتوقع ان يتخذ قضاة المحكمة الجنائية الدولية قرارا بحلول اوخر اكتوبر/ تشرين الاول.وقال دبلوماسيون ومسؤولون بالامم المتحدة إن مستشاري بان القانونيين نصحوه أن \"ينأى بنفسه سياسيا\" عن البشير بسبب احتمال ان تصدر المحكمة الجنائية أمر الاعتقال.وفي تقريره وصف بان الوضع في دارفور بانه مريع. وقال انه في يوليو تموز حدثت \"زيادة مزعجة في العنف\" بما في ذلك بضع هجمات قاتلة شنت على قوات يوناميد
Ethiopian Highlands & Sudan - 25-night, departs Addis Ababa 19th November 2008Overland journey following the Nile from Ethiopia’s Addis Ababa to Khartoum in Sudan. Expect few western amenities and likely deviations to the planned itinerary, all of which reflect the ‘otherness’ of this region of Africa. Step into a world of ancient Christian and Muslim traditions against a backdrop of memorable sights and sounds – the confluence of the Niles, Blue Nile Falls and Gorge, Gondar, the Grave Dancing of the Whirling Dervishes, Lalibela Churches, Bahir Dar, Axum, Lake Tana and the Monasteries and the stunning Simien Mountains National Park.The tour costs £925 p/p plus kitty $320 (~£172) including travel aboard Dragoman's customised Mercedes-Benz vehicle, hotel and camp accommodation (65% / 35%) all camp meals and the expertise of Dragoman's two person crew and local guides.

Tuesday, 2 September 2008

Silva kire



الحركة الشعبية تعلق مشاركتها في حكومات ولايات دارفور
أعلنت الحركة الشعبية لتحرير السودان تعليق أنشطتها في الحكومة السودانية بولايات دارفور الثلاث احتجاجا على ما أسمته تردي الأوضاع في الأقليم. واشارت الحركة إلى أن قرارها يرجع أيضا إلى اقتحام الشرطة السودانية لمعسكر كالما للاجئين في الأقليم الأسبوع الماضي.
وكان للحركة ثلاثة وزراء في حكومات ولايات دارفور إضافة إلى 15 نائبا برلمانيا قرروا جميعا وقف مشاركتهم في أنشطة الحكومة ومجالس الولايات.
وجاء في بيان صدر عن الحركة أن قرار اقتحام معسكر كالما اتخذ دون علم هؤلاء الوزراء رغم أنهم أعضاء في حكومات الولايات.
ودعت الحركة إلى وضع ما أسمته بخريطة طريق واضحة لحل ازمة دارفور تظهر مدى جدية حزب المؤتمر الوطني الحاكم تجاه حل الأزمة.
وفي سياق متصل أعربت قوات حفظ السلام المشتركة بين الاتحاد الأفريقي والأمم المتحدة عن قلقها الشديد تجاه عملية اقتحام المسعكر التي أسفرت في 25 أغسطس/ آب الماضي عن مقتل عشرات اللاجئين.
وقد أجرى رودلف أدادا ممثل قوات حفظ السلام محادثات في الخرطوم الاثنين مع مطرف صديق وكيل وزارة الخارجية السودانية حيث نقل له قلقه العميق تجاه الحادث بحسب ما ذكر بيان القوات الدولية.
وذكر البيان أيضا أن المسؤول السوداني أعرب عن أسف الحكومة السودانية لهذا الحادث مؤكدا أنها تجري تحقيقا فيه. سلفا كير
من جهة أخرى أعلنت حركة العدل والمساواة المتمردة في دارفور انها ستؤيد زعيم الحركة الشعبية سلفا كير النائب الأول للرئيس السوداني في انتخابات الرئاسة التي ستجرى العام القادم.
يشار إلى أن حركة العدل والمساواة رفضت التوقيع على اتفاق أبوجا للسلام عام 2006 بين الحكومة السودانية وفصيل ميني أركو ميناوي بجيش تحرير السودان.
وتقول الحركة إن مطالبة المدعي العام للمحكمة الجنائية الدولية قضاة المحكمة بإصدار مذكرة توقيف بحق البشير يمنعه من خوض انتخابات الرئاسة.
وقال متحدث باسم الحركة في تصريحات بالعاصمة الأوغندية كمبالا إنها تحب أن ترى سلفا كير رئيسا ، واعتبر المتحدث أن اتهامات المدعي العام للمحكمة الجنائية جاءت في وقتها وقضت سياسيا على حزب المؤتمر.
وكان البشير قد تعهد بإجراء انتخابات "حرة ونزيهة" في البلاد تشمل إقليم دارفور.


(ASCA) - Roma, 29 ago - Storie vere di medici in prima linea alla Mostra del Cinema di Venezia. E' stato proiettato stamattina (con replica oggi alle 17.00) tra gli eventi collaterali il film ''Living in emergency - Storie di medici senza frontiere'', una coproduzione italo-americana che segue le vere storie di quattro personaggi (tra cui anche il medico italiano Chiara Lepora) coinvolti nell'attivita' della piu' grande organizzazione medico-umanitaria di oggi, ovvero Medici Senza Frontiere appunto. Girato in condizioni di emergenza tra Liberia e Congo, il film mette a confronto i principi ideali che hanno spinto i protagonisti con la dura realta' di tutti i giorni in paesi lacerati dalle guerre e dalla violenza.Domani sara' invece proiettato il documentario ''Domani torno a casa'' di Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti, prodotto da Rai Cinema e Magnolia e dedicato all'attivita' di ''Emergency'' in Sudan e in Afghanistan: gli autori hanno seguito per due anni il lavoro nei centri cardiochirurgici di Khartoum e Kabul per raccontare ''senza pietismi e luoghi comuni'' le storie di due piccoli pazienti dei due ospedali.Alle 18.30 dopo la proiezione in Sala Pasinetti ci sara' un incontro con la stampa e il pubblico alla presenza dei registi, del fondatore di Emergency Gino Strada e il cardiochirurgo Gabriele Risica.