Donne e politica.
di Emanuela Citterio
8 MARZO. Africa, boom di donne in politica
06 marzo 2010
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Così sta cambiando la rappresnetanza nel Continente nero
Fino a cinque anni, nessuno si sarebbe immaginato uno scenario simile, ma dal 2005, quando la “donna di ferro” della Liberia Ellen Johnson Sirleaf (in foto) è salita al potere, diventando la prima donna presidente, un nuovo trend politico si è affacciato nel continente africano. Nel 2010 è boom di donne candidate alla presidenziali a sud del Sahara. All’inizio di quest’anno Ellen Johnson ha annunciato che si presenterà al secondo mandato, e correrà per le elezioni del prossimo anno.
In Togo Brigitte Kafui Adjamagbo-Johnson ha aperto un nuovo capitolo della storia politica del paese con la sua candidatura alla presidenza per le elezioni del 2010. I seggi si sono aperti il 4 marzo e si attendono in questi giorni i risultati, ma la Adjamagbo una vittoria l’ha già ottenuta: è la prima donna candidata alla pin 50 anni di indipendenza. Ma non c’è dubbio che le elezioni più importanti del 2010 sono quelle che si apriranno in aprile in Sudan, il Paese più grande e complesso del continente, che andrà alle urne dopo essere uscito nel 2005 da una guerra durata vent’anni, tra il Nord arabo e il Sud che si inserisce come un cuneo nell’Africa nera, e con la regione del Darfur in precario equilibrio dopo la crisi scoppiata nel 2003.
Tra i candidati che proveranno a sfidare l’attuale presidente Omar el Bashir c’è Fatima Ahmed Abdelmahmoud, la prima donna-candidato presidente nella storia del Sudan. Leader del partito Sudanese Socialist and Democratic Union, correrà per le presidenziali di aprile, le prime in 24 anni, e da quando l’attuale presidente Omar el Bashir è salito al potere con un colpo di stato. Ha 66 anni ed è stata presidente della sede dell’Unesco in Sudan, è stata anche la prima ministra donna nel ’74. È a Quando un tribunale sudanese ha deciso di ammetterla tra i candidati (prima era stata rifiutata) ad attenderla all’uscita c’era una folla di donne sostenitrici che la inneggiavano come la “prossima presidente del Sudan”. Una prospettiva non realistica: gli osservatori internazionali dicono che, in un modo o nell’altro, vincerà ancora el Bashir. Ma questo non ha impedito a Fatima di dire che la sua ammissione «è una grande vittoria per le donne sudanesi, che per la prima volta vedono una donna candidata alla presidenza della repubblica».
Non è una presidente, ma è tra le donne africane più conosciute a livello internazionale, per la sua tenace opposizione a Jacob Zuma e per le politiche sociali che ha importato in politica il metodo della società civile. Si tratta di Hellen Zille, l’unica donna a governare una delle nove province del Sudafrica, il Paese che a giugno ospiterà i Mondiali di Calcio.
Ex sindaco di Cape Town, la Zille è leader del principale partito di opposizione, Democratic Alliance, dopo le elezioni del 2009, presidente della provincia di Western Cape.
Nel 2007 Hellen Zille è stata premiata come “il miglior sindaco al mondo”, un riconoscimento attribuito ogni anno dal City Mayor Project, che si occupa di monitorare l’operato dei sindaci nelle principali città. Il premio le è stato riconosciuto, fra le altre cose, per un intervento urbanistico che riguarda il Green Point, l’area verde sul lungomare di Capo di Buona Speranza. Di fronte a un governo centrale molto preoccupato di fare bella figura ai Mondiali di calcio, Zille ha deciso di contrattare, chiedendo in cambio del mega stadio sul Green Point, un nuovo quartiere di case popolari.
Sul fronte burundese invece l’Hutu Alice Nzomukunda del partito Democratic Alliance for Renewal of Burundi, ha sempre militato tra i gruppi più attivi, partecipando al movimento Conseil National Pour la Defense de la Democratie-Forces Pour la defense de la Democratie (CNDD-FDD), fino alla sua nomina come vice-presidente, carica che ha ricoperto fino all’8 febbraio 2008, quando le è stato revocato l’incarico dall’assemblea del partito.
Ma anche la politica del Rwanda si tinge di rosa. Victoire Ingabire Umuhonza, presidentessa dell’Unified Democratic Forces (UDF), guida la coalizione dei partiti d’opposizione ruandesi. Scelta come candidata dal partito, sfiderà gli altri candidati alla fine di agosto 2010, data in cui dovrebbero tenersi le elezioni nazionali. Ingabire, tornata da poco nel suo paese dopo 16 anni di esilio, è tra i critici più severi dell’attuale governo.
A proposito, quello ruandese è l’unico parlamento al mondo a maggioranza femminile: sono rosa 45 seggi su 80.
Scusati ma la donna in politica entrata in Sudan prima del Italia Fattma Abdelmahmoud sponente del Prtito comunista era ministro del affare sociale nell governo Nimeri "scomparso 2009" Rosa Bindi era Ministero del Educazione nel anno 1975 mi pare..............................Azim
Sudan and conflicts zones.
Saturday, 6 March 2010
Thursday, 4 March 2010
peace
Usa chiedono di far entrare la missione di pace Ua-Onu nella regione di Jebel Marra, sconvolta da nuovi scontri tra governo e ribelli
Darfur: la falsa preoccupazione degli Stati Uniti
di: Francesca Dessì
Con disarmante ipocrisia, gli Stati Uniti si sono detti “estremamente preoccupati” per i combattimenti tre le forze governative sudanesi e i ribelli dell’Esercito di liberazione del Sudan nelle regione di Jebel Marra, in Darfur.
Il compito ingrato di esprimere una certa “apprensione” per quanto sta accadendo nelle regione ricca di petrolio, tanto cara a Washington, è toccato al portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley.
La presunta offensiva governativa contro i ribelli della Sla “ha provocato importanti perdite di civili, spostamenti di popolazione e sgomberi di organizzazioni umanitarie”, per questo “gli Stati Uniti sollecitano il governo sudanese e l’Esercito di liberazione del Sudan ad astenersi da nuove violenze e a permettere alla missione congiunta Unione Africana-Nazioni Unite in Darfur di accedere a Jebel Marra per valutare la situazione umanitaria e ripristinare la stabilità”. Una richiesta alquanto bizzarra: basterebbe infatti che gli Stati Uniti smettessero di finanziare i guerriglieri della Sla per mettere fine ad un conflitto che si accende e si spegne a seconda di come fa più comodo agli Usa.
Secondo le stime dell’Onu, il numero delle vittime si aggirerebbero intorno alle 140 e 400 persone, ma un portavoce delle forze regolari di Khartoum ha smentito che in questi giorni siano avvenuti scontri tra i soldati governativi e i ribelli. Il bilancio dei morti – non a caso – è stato dato dalla guerriglia, in quanto l’Onu e le agenzie umanitarie non possono accedere alla zona colpita.
Quello che è certo è che una simile azione è controproducente per il presidente Omar al Bashir che, con un mandato di cattura sulla testa - emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aja, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi proprio in Darfur - deve riabilitare la propria immagine in vista soprattutto delle elezioni presidenziali previste il prossimo aprile.
Dopo infatti i passi in avanti compiuti dal governo di Khartoum e il Movimento per la giustizia ed eguaglianza, che nei giorni scorsi hanno firmato un importante patto, sembrerebbe alquanto strano che il presidente sudanese abbia deciso di sferrare un attacco contro gli altri ribelli, mettendo in serio pericolo gli accordi di Doha che prevedono la firma definitiva entro il 15 marzo.
Al Bashir, in giro in questi giorni nelle regioni meridionali del Paese per la sua campagna elettorale, ha promesso ieri di lavorare per portare la pace nel Sud Sudan, garantendo in caso di rielezione numerosi progetti per lo sviluppo delle regioni meridionali e migliori strutture sanitarie e scolastiche. Ma come ha più volte detto il presidente sudanese l’Occidente vuole “ mettere le mani” sulle risorse del suo Paese in forma “neocolonialista”- riferendosi in particolar modo all’interesse che Washington ha per il petrolio sudanese - e farebbe di tutto per far fallire l’accordo di pace appena stilato e, soprattutto, le elezioni presidenziali. Togliersi dai piedi al Bashir significare avere accesso ai giacimenti petroliferi che per ora sono esclusiva della Cina.
Darfur: la falsa preoccupazione degli Stati Uniti
di: Francesca Dessì
Con disarmante ipocrisia, gli Stati Uniti si sono detti “estremamente preoccupati” per i combattimenti tre le forze governative sudanesi e i ribelli dell’Esercito di liberazione del Sudan nelle regione di Jebel Marra, in Darfur.
Il compito ingrato di esprimere una certa “apprensione” per quanto sta accadendo nelle regione ricca di petrolio, tanto cara a Washington, è toccato al portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley.
La presunta offensiva governativa contro i ribelli della Sla “ha provocato importanti perdite di civili, spostamenti di popolazione e sgomberi di organizzazioni umanitarie”, per questo “gli Stati Uniti sollecitano il governo sudanese e l’Esercito di liberazione del Sudan ad astenersi da nuove violenze e a permettere alla missione congiunta Unione Africana-Nazioni Unite in Darfur di accedere a Jebel Marra per valutare la situazione umanitaria e ripristinare la stabilità”. Una richiesta alquanto bizzarra: basterebbe infatti che gli Stati Uniti smettessero di finanziare i guerriglieri della Sla per mettere fine ad un conflitto che si accende e si spegne a seconda di come fa più comodo agli Usa.
Secondo le stime dell’Onu, il numero delle vittime si aggirerebbero intorno alle 140 e 400 persone, ma un portavoce delle forze regolari di Khartoum ha smentito che in questi giorni siano avvenuti scontri tra i soldati governativi e i ribelli. Il bilancio dei morti – non a caso – è stato dato dalla guerriglia, in quanto l’Onu e le agenzie umanitarie non possono accedere alla zona colpita.
Quello che è certo è che una simile azione è controproducente per il presidente Omar al Bashir che, con un mandato di cattura sulla testa - emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aja, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi proprio in Darfur - deve riabilitare la propria immagine in vista soprattutto delle elezioni presidenziali previste il prossimo aprile.
Dopo infatti i passi in avanti compiuti dal governo di Khartoum e il Movimento per la giustizia ed eguaglianza, che nei giorni scorsi hanno firmato un importante patto, sembrerebbe alquanto strano che il presidente sudanese abbia deciso di sferrare un attacco contro gli altri ribelli, mettendo in serio pericolo gli accordi di Doha che prevedono la firma definitiva entro il 15 marzo.
Al Bashir, in giro in questi giorni nelle regioni meridionali del Paese per la sua campagna elettorale, ha promesso ieri di lavorare per portare la pace nel Sud Sudan, garantendo in caso di rielezione numerosi progetti per lo sviluppo delle regioni meridionali e migliori strutture sanitarie e scolastiche. Ma come ha più volte detto il presidente sudanese l’Occidente vuole “ mettere le mani” sulle risorse del suo Paese in forma “neocolonialista”- riferendosi in particolar modo all’interesse che Washington ha per il petrolio sudanese - e farebbe di tutto per far fallire l’accordo di pace appena stilato e, soprattutto, le elezioni presidenziali. Togliersi dai piedi al Bashir significare avere accesso ai giacimenti petroliferi che per ora sono esclusiva della Cina.
Tuesday, 2 March 2010
Oh Darfur cry beloved country!!!

لم تكن مهمتي في لقاء محمد بحر نائب رئيس حركة العدل والمساواة وأمينها في إقليم كردفان سهلة، فبحر الذي أُطلق سراحه - بعد أن حُكم عليه بالاعدام - وفق اتفاق الحكومة وحركة العدل والمساواة بالدوحة، ظل يستقبل عشرات الضيوف من دارفور وكردفان في محل إقامته في منزل د. خليل ابراهيم رئيس الحركة منذ إطلاق سراحه و«57» من قيادات الحركة، وكانت المهمة الاكثر صعوبةً بعد ان تذللت الاولى، هي اختراق التحفظ الشديد لبحر وحمله للاجابة على عدد من الاسئلة، وما بين إلحاحي الشديد وتحفظات بحر التي يراها مهمة في هذه المرحلة جاءت هذه الإفادات تحمل الكثير من التفاصيل حول هجوم حركة العدل والمساواة على مدينة أم درمان، إن لم تكن كلها، وتمدد الحركة في اقليم دارفور، الى جانب الاتفاق الاطاري الأخير بين الحكومة وحركة العدل والمساواة، إضافةً الى الدقيقة التي كانت فاصلة بين خروجه من عربته وتدميرها بواسطة صاروخ وهم في طريقهم الى ام درمان.----* الهجوم على أم درمان رآه البعض غير مُبررٍ، وفقدت فيه الحركة أكثر مما كسبت، هل أنتم راضون عن هذه العملية..؟- الحركة راضية تماماً عن عملية الذراع الطويل التي نفذت في ام درمان، وهي عملية استراتيجية قادت لتحولات كبيرة جداً تجاه عملية توازن القوى الفاعلة في الصراع بين الحكومة وحركة العدل والمساواة.* هل كان الغرض من العمليّة اظهار تلك القوى..؟- ليس هذا فقط، نحن نقود صراعا عنيفا مع السلطة، وفي إطاره تم حرق وتدمير القرى وموارد المياه،وأصبح كل سكان دارفور باستثناء المدن الثلاث بين لاجئين خارج الحدود ونازحين في المعسكرات، وجاء التوقيع على ابوجا مما اسهم في تأخير حل القضية.. بعد أبوجا عمدت الحكومة على تجزئة الحركات وخلق مجموعات وهمية، مما أدّى لتغييب القضية وخلق حالة من الفوضى، وفي الواقع كانت حركة العدل والمساواة تقود الصراع في دارفور ويستثمر الآخرون هذا ليثبتوا وجودهم، وعملية الذراع الطويل أثبتت للمواطن السوداني من يملك هذه القوى وهي عملية ردع متبادل.* هناك جدلٌ حول مسألة الدخول الى المدينة..؟- قوات الحكومة كانت ترصد تحركاتنا، ويوم الاربعاء قبل وصولنا ام درمان بثلاثة ايام أصدر الناطق الرسمي للقوات المسلحة بياناً يؤكد متابعتهم لنا ورصدهم، وهم فعلاً كانوا «يحومون» حولنا بالطيران ونحن كنا نرصد تجسسهم هذا.* انت تريد ان تقول ان الحكومة لم تتفأجا بهجومكم ..؟كل الدلائل تؤكد ذلك، بل اننا ونحن في طريقنا للخرطوم تعرضنا لقصف بالطائرات في منطقة جبل عيسى بولاية شمال دارفور على بُعد «1300» كيلومتر من الخرطوم وتم حرق ثلاث عربات من بينهم عربتي الخاصة، ولقد نجوت بفارق دقيقة واحدة فقط من انفجار العربة التي أُصيبت بصاروخ بعد ان نبّهني سائق العربه التي أمامي بأن طائرة حكومية تحلِّق فوقنا مُباشرةً.. فخرجنا منها بسرعة مستخدمين الساتر.* أتذكّر أن هذه التفاصيل تم ذكرها أثناء المحكمة عندما تلا المتحري أقوالك أمام القاضي ..؟- نعم هذا صحيح.* هذا يعني ان ما ذكره المتحري على لسانك كان صحيحا..؟- لا.. ليس كله.* هل يمكن أن توضّح أكثر، ما لم تقله وما قلته..؟- لا أعتقد أن الوقت الآن مناسب.* متى بالضبط تبلورت فكرة الهجوم على أم درمان..؟- عملية الذراع الطويل كانت تنفيذا لاحد مقررات المؤتمر العام الرابع وهو اعلى سلطة في الحركة انعقدت في نهاية العام 2007م.* وفق مراقبين، فإنّ هذه العملية لابد ان تكون مدعومة بقوة من بعض الجهات، فهل كان لدولة تشاد دور في هذا الأمر كما قيل..؟- مع احترامي الشديد لتشاد حكومةً وشعباً وهم يستضيفون أهلنا من اللاجئين، لكن لم يكن في مقدور الحكومة التشادية عندما نفذنا عملية الذراع الطويل بلعب اي دور نسبة للظروف والوقت، فانجمينا كانت قد تعرّضت لهجوم قبل اقل من ثلاثة اشهر، وكانوا مهتمين بترتيباتهم الداخلية، بل نحن الذين قدمنا المساعدة للحكومة التشادية حمايةً لاهلنا اللاجئين، وحتى لا نضرب من الخلف ونكون وسط نظامين متحالفين.* ما هو العدد الكلي للعربات التي دخلت ام درمان..؟- أولاً ما ذكرته الحكومة باستيلائها على عرباتنا غير دقيقٍ، فنحن عندما وصلنا ام درمان كانت لدينا عدد من العربات التي تعطّلت بسبب السير لمسافات طويلة، فتركناها واستبدلناها بعربات استولينا عليها، وعددها، لا أريد الخوض في هذه التفاصيل الآن.* ولكن كثيرين يرون أن الحركة خسرت أكثر مما ربحت في هذه المعركة..؟- ليس صحيحاً، أولاً من ناحية عسكرية كسبت الحركة اكثر من «200» عربة في هذه العملية، واثبتت انها الجهة الوحيدة التي تقود الصراع ضد الحكومة، كان القصد من دخول ام درمان اطلاق رسالة مفادها اننا نستطيع ان نصل اي مكان، واذا قابلتنا القوات الحكومية على بُعد «100» كيلومتر، كنا نعتقد أننا حققنا نجاحاً.* ولكنكم دخلتم المدينة فعلياً، إن لم يكن هدفكم ذلك..؟- نعم دخلنا، ولكن الحركة أثبتت تمسكها بالقيم والأخلاق في حالتي السلم والحرب، والدليل على ذلك انه لا يوجد جيش في الدنيا يدخل مدينة ولا يعتدِ على مواطن في ماله أو عرضه أو ينتهك كرامته، بينما جنود الحركة اشتروا حتى أعواد الثقاب في ام درمان من حر مالهم.* أحكي لنا اكثر عما حدث في ام درمان في ذلك اليوم..؟- نحن دخلنا المدينة في الساعة الثانية ظهراً،وانسحبنا عند التاسعة في ذات اليوم بعد ان قررت القيادة العسكرية ذلك وفق الخطة الموضوعة أصلاً، فمنهجية الحركة واضحة، نحن لا نحتفظ بأرض، وذلك يحتاج لترتيبات كثيرة، ورغم ان انسحاب الحركة كان منظماً، الا ان هناك بعض الاخطاء المصاحبة لعبت فيها جغرافية المكان التي كانت مجهولة للكثيرين دوراً، فذهب الجرحى لبعض الأسر ووقع عدد منهم في الاسر، وتوزع آخرون في المدينة، بينما القوة الحقيقية للحركة انسحبت.* مَنْ كان قائد عملية الهجوم على ام درمان..؟- د. خليل ابراهيم رئيس الحركة نفسه، ووصل حتى صيدلية محمد سعيد بالمهندسين وصلى العصر والمغرب في ام درمان، وكان حريصاً على توجيه القوات بعدم استخدام الاسلحة الاستراتيجية الثقيلة في ام درمان..؟- طَيِّب لماذا احضرتموها الى هناك..؟- كنا نتوقع ان تكون المعركة خارجها.* آخر مرة رأيت فيها جمالي حسن جلال الدين، وكيف علمت بمقتله..؟- تقابلنا آخر مرة يوم دخولنا ام درمان في العاشر من مايو 2008م، في ام بدة حمد النيل توزعنا بعدها كل الى مهمته، ثم رأيت صورته منشورة في صحف الخرطوم.* كيف تم إلقاء القبض عليك.. ولماذا لم تنسحب مع الآخرين..؟- انا كنت مكلفاً بمهمة اخرى في الخرطوم، وأقمت في منزل بالصالحة عند أحد الفدائيين، وتسربت هذه المعلومة للأجهزة الاستخباراتية وتم اعتقالي.* كيف وصلت الى الصالحة..؟- استقليت عربة عادية.* لماذا التنسيق بين شهامة وحركة العدل..؟- اولاً حركة العدل حركة قومية، وكانت في كردفان حركة شهامة التي أسسها عمي الشيخ موسى حمدين رحمه الله، تلاقت الحركتان في الدفاع عن حقوق الهامش، وبعد أن قَرّرَت قيادات شهامة أن أواصل مسيرة عمي في الحركة، تمت اتصالات بيننا وحركة العدل، ووجدنا اننا نتفق في الأهداف الكلية والوسائل المرحلية ونصارع عدوا واحدا.* ولكن كردفان لم تستفد من هذا حتى الآن..؟- ولا دارفور ايضاً لم تستفد حتى الآن، نحن ما زلنا في مرحلة تثبيت الحقوق.* هناك اتهام بأن الحركة وقّعت على اتفاق المبادئ بهدف إطلاق سراحكم..؟- الاتفاق الذي وقع تم لظروف موضوعية تتعلق بإن الحركة الآن في أوج قوتها العسكرية والحرب طارئ بينما الاتفاق هو الاساس، والحكومة الآن في اضعف حالاتها وقوة الحركة وضعف الحكومة نتيجة طبيعية لهذا الاتفاق، وما ذكرتيه ليس صحيحاً، فلا يمكن لصراع سبع سنوات ان تتم مقايضته بأشخاصٍ.* الى أي مدىً يمكن لهذا الاتفاق أن يؤسّس للسلام في دارفور..؟- هذه الحركة بما لديها من امكانات وقدرات اذا توصلت الى اتفاق نهائي مع الحكومة استطيع ان اقول بأن ذلك سيكون خاتمة للعمل المسلح في السودان.* ما هي ضمانات تنفيذ هذا الاتفاق..؟- طالما أن جيشنا وشعبنا ملتفان حولنا سنجبر أي طرف لتنفيذ ما نتفق عليه.* حسب الاتفاق متى سيتم إطلاق بقية المحكومين..؟- حسب الاتفاق المفترض إطلاق سراحهم دفعة واحدة، ولا أدري لماذا جزأت الحكومة الامر، وعموماً هذا مؤشر غير جيد. * وفي إطار كل ما سبق، هل تود إضافة أيَّة معلومة..؟_ لا.. شكراً. أجرته: أميرة الحبر الرأي العام
Darfur !!! Oh Darfur!!!
Due o tre motivi per cui il presidente Bashir ha firmato la pace in DarfurAnna Bono1 Marzo 2010La fine della guerra nel Darfur è stata ufficialmente annunciata dal presidente del Sudan Omar Hassan el Bashir in seguito all’accordo siglato il 23 febbraio a Doha, Qatar, con il Jem, Justice and Equality Movement. Il Jem è uno dei due principali movimenti antigovernativi della regione, in armi dal 2003 in difesa delle etnie di origine africana – Fur, Zaghawa e Masalit – marginalizzate e impoverite dal processo di arabizzazione avviato dalla leadership araba al potere.Nel 2006 aveva accettato un analogo accordo una delle due fazioni in cui si era diviso l’altro movimento antigovernativo maggiore, lo Sla, Sudan Liberation Army: quello guidato dal leader di etnia Zaghawa, Minni Minawi. Il resto dello Sla, composto in prevalenza da militanti di etnia Fur, aveva allora rifiutato di negoziare con il governo e tuttora il suo leader, Abdel Wahid al Nur, respinge ogni trattativa. Restano inoltre da risolvere i rapporti con altri gruppi minori e gli stessi janjaweed, i miliziani arabi finora armati e sostenuti da Khartoum, non è detto che siano tutti pronti a deporre le armi: come nel resto del continente africano, anche in Sudan vivere di razzie e abusi spesso diventa una scelta per uomini, magari reclutati da bambini, che non vedono prospettive migliori per sopravvivere.Non a caso, l’intesa raggiunta a Doha prevede per il Jem, come quella precedente con lo Sla di Minni Minawi, l’integrazione dei combattenti nell’esercito regolare mentre ai loro leader si prospettano cariche politiche e amministrative a tutti i livelli dell’apparato statale: dopo la sua resa, per Minawi è stato creato un posto di consigliere presidenziale che ne ha fatto la quarta carica dello stato.Jem e Khartoum si sono impegnati a firmare un trattato di pace definitivo entro il 15 marzo e, a dimostrazione della propria volontà di porre fine al conflitto, il governo sudanese ha subito ordinato la scarcerazione di una cinquantina di detenuti del Jem, la maggior parte dei quali già condannati a morte per aver partecipato nel 2008 all’assalto di Omdurman, la città gemella della capitale che sorge sull’altra riva del Nilo.Che el Bashir intenda davvero porre fine al conflitto, implicitamente ammettendo di esserne responsabile dopo averlo negato in tutti questi anni, malgrado le denunce della comunità internazionale sfociate nel 2008 in una incriminazione da parte della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, trova conferma nella svolta verificatasi nei rapporti con il presidente del vicino Ciad, Idriss Deby, di etnia Zaghawa, più volte accusato da el Bashir di sostenere i ribelli del Darfur della propria etnia: accusa restituita da Deby secondo il quale Khartoum appoggia la rivolta armata dei dissidenti ciadiani. I due leader, dopo aver rotto più volte i rapporti diplomatici, si sono incontrati l’8 febbraio a Khartoum a conclusione di un processo di riavvicinamento che entrambi hanno definito una svolta storica, l’inizio di una nuova fase di armonia duratura e ricca di vantaggi per le popolazioni dei rispettivi paesi.Nessuno scommetterebbe sul rinsavimento dei due leader finora palesemente assai poco preoccupati dei loro connazionali. Ma entrambi in questo momento hanno bisogno di stabilità e consenso per affrontare con successo gli appuntamenti elettorali imminenti. Ne ha bisogno Deby poiché il Ciad andrà alle elezioni legislative il prossimo novembre. Ma ne ha ancora più bisogno el Bashir, alla vigilia delle elezioni generali di aprile, previste dal trattato di pace con cui nel 2005 si è conclusa la lunga e drammatica guerra di resistenza delle popolazioni africane del sud, di religione cristiana, all’arabizzazione del paese.L’esito di queste elezioni è tanto più importante in quanto influirà su quello del successivo referendum con cui nel gennaio del 2011 gli abitanti del Sud, già reso semi autonomo nel 2005, decideranno se continuare a far parte del Sudan o costituire un’entità politica autonoma. La posta in gioco è enorme dal momento che la maggior parte dei giacimenti di petrolio, che costituiscono la principale ricchezza nazionale, si trovano al sud: el Bashir cinque anni fa non ha potuto evitare di acconsentire all’eventualità di una secessione, ma ora che si avvicina la scadenza del referendum è improbabile che sia disposto ad accettarla senza nulla tentare.Per questo i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti del Sudan e, di riflesso, dell’intera regione dove preoccupano altri fattori di instabilità a incominciare dalla sempre critica situazione della Somalia e dove un altro importante paese, l’Etiopia, si appresta ad andare alle urne. Ben due missioni delle Nazioni Unite sono già operative in Sudan: la Unamid nel Darfur, in collaborazione con l’Unione Africana, istituita nel 2007, e la Unmis, creata nel 2005 per garantire il rispetto dei termini dell’accordo di pace tra Khartoum e Sud Sudan.
Thursday, 25 February 2010
War is over...

The war in Darfur is over, says Sudan's al-BashirASHRAF SHAZLY EL-FASHER, SUDAN - Feb 25 2010 07:14
"The war in Darfur is over," Sudan President Omar al-Bashir said on Wednesday in a speech in the war-torn region, adding that 57 members of a key rebel group, 50 on death row, had been freed. Speaking in El-Fasher, the capital of North Darfur state, al-Bashir made the announcement a day after his government and the Justice and Equality Movement (JEM) signed a ceasefire and agreed to work towards a full peace agreement."The crisis in Darfur is finished; the war in Darfur is over. Darfur is now at peace," he said of the seven-year conflict that devastated the region."The combat of arms is over, and the one of development now begins," added al-Bashir, the subject of an arrest warrant from the International Criminal Court for alleged war crimes in Darfur."We need to make more efforts to develop Sudan and Darfur," he said.The prisoners freed on Wednesday represented half of JEM's members in jail, Justice Minister AbdelBasit Sabdarat said outside Kober prison on the outskirts of Khartoum."Today we free 57 people: 50 had been condemned to death, five to prison terms and two who were being investigated," he said.In El-Fasher, al-Bashir confirmed the releases, saying: "We have just freed 50% of those detained" in connection with an unprecedented rebel attack on the capital's twin city of Omdurman in May 2008.The fighting resulted in the deaths of 220 people and the capture of a large number of rebels. Special courts later condemned 105 to death.CONTINUES BELOWAl-Bashir had said the death sentences would be quashed and that 30% of JEM's militants would be freed after the ceasefire deal, which was signed on Tuesday in Doha.Framework agreementSudan and the JEM, Darfur's main rebel group, signed the agreement and a framework accord in the Qatari capital, with a final peace deal due to be signed by March 15.Al-Bashir on Tuesday called the Doha agreement "an important step toward ending war and the conflict in Darfur". On Saturday, the government and JEM representatives inked a framework agreement in Chad proclaiming a "ceasefire" in the seven-year-old conflict.The 12-point provisional deal offered the JEM, long seen as Darfur's most heavily armed rebel group, a power-sharing role in Sudan, where presidential and legislative polls are due in April.The two sides also agreed on Saturday that the JEM would become "a political party as soon as the final agreement is signed between the two parties" by March 15.JEM leader Khalil Ibrahim on Wednesday again urged that the April elections be put back, however, saying that thousands of displaced people would be unable to vote."Our position is to ask for a delay in these elections because there are numerous citizens of Darfur and [the western states of North, South and West] Kordofan who will not be able to take part because they are displaced."However, North Darfur Governor Mohammed Yusif Kibir said: "A postponement of the election would plunge the whole country into darkness. Darfur is ready for the election."The Darfur conflict has claimed about 300 000 lives and displaced 2,7-million people, according to United Nations figures, since it erupted in February 2003. Khartoum puts the death toll at 10 000.Ethnic minority rebels took up arms against Khartoum and state-backed Arab militias, demanding greater access to resources and power.'What peace is it?'The conflict also saw a splintering into small factions of rebel groups, making efforts to seal lasting peace a massive task.The ceasefire with the JEM closed the most active front in Darfur, but smaller rebel groups such as the Sudanese Liberation Army of France-based exile Abdelwahid Nur have refused to talk to Khartoum.On Wednesday, Nur, who lives in France, blasted the truce."What peace is it? A ceremonial peace ... a struggle to get government posts, but one not interested in fundamentals: guaranteeing the security of the population," he told Agence France-Presse by telephone.One of the smaller factions, the JEM-Democracy, also rejected the accord, calling it biased.However, on Tuesday four of the smaller groups announced they were merging to form the Liberation Movement for Justice and also hoped to agree a deal with Khartoum. -- Sapa-AFP
La guerra in Darfur è finita, dice al Sudan al-Bashir Ashraf Shazly el-Fasher, SUDAN - 25 Febbraio 2010 07:14
"La guerra in Darfur è finita", il presidente del Sudan Omar al-Bashir ha detto il Mercoledì in un discorso nella regione dilaniata dalla guerra, aggiungendo che 57 membri di un gruppo chiave ribelle, 50 nel braccio della morte, era stata liberata. Parlando a El-Fasher, la capitale dello stato del Nord Darfur, al-Bashir ha dato l'annuncio il giorno dopo che il suo governo e il Justice and Equality Movement (JEM) hanno firmato un cessate il fuoco e hanno convenuto di adoperarsi per un pieno accordo di pace. "La crisi nel Darfur è finita, la guerra in Darfur è finita. Darfur è ora in pace", ha detto dei sette anni di conflitto che ha devastato la regione. "Il combattimento di armi è finita, e quello dello sviluppo comincia adesso", ha aggiunto al-Bashir, l'oggetto di un mandato d'arresto dal Tribunale penale internazionale per i presunti crimini di guerra nel Darfur. "Abbiamo bisogno di fare ulteriori sforzi per sviluppare il Sudan e del Darfur", ha detto. I prigionieri liberati su Mercoledì rappresentato la metà dei membri del JEM è in prigione, il ministro della Giustizia AbdelBasit Sabdarat ha detto fuori dal carcere Kober, alla periferia di Khartoum. "Oggi abbiamo libero 57 persone: 50 erano stati condannati a morte, da cinque a pene detentive e due che sono stati oggetto di indagine", ha detto. A El-Fasher, al-Bashir ha confermato la stampa, dicendo: "Abbiamo appena liberato il 50% dei detenuti" in connessione con un attacco senza precedenti dei ribelli sulla città gemella della capitale di Omdurman nel maggio 2008. I combattimenti hanno causato la morte di 220 persone e la cattura di un gran numero di ribelli. I tribunali speciali in seguito condannato a morte 105. Continua qui sotto Al-Bashir aveva detto le condanne a morte sarebbe stata annullata e che il 30% dei militanti JEM sarebbe stato liberato, dopo l'accordo di cessate il fuoco, che è stato firmato il Martedì a Doha. Accordo quadro Sudan e il JEM, il gruppo di ribelli del Darfur principale, firmato l'accordo e di un accordo quadro nella capitale del Qatar, con un accordo di pace definitivo dovrebbe essere firmato entro il 15 marzo. Al-Bashir su Martedì ha definito l'accordo di Doha "un passo importante verso la fine della guerra e del conflitto nel Darfur". Sabato scorso, il governo ei rappresentanti JEM firmato un accordo quadro in Ciad proclamare un cessate il fuoco "in sette-anno-vecchio conflitto. 12 punti accordo provvisorio ha offerto il JEM, a lungo considerata come il Darfur più pesantemente armati gruppo ribelle, un ruolo di condivisione del potere in Sudan, dove i sondaggi presidenziali e legislative sono previste nel mese di aprile. Le due parti hanno anche concordato il Sabato che il JEM sarebbe diventato "un partito politico non appena l'accordo definitivo è firmato tra le due parti" entro il 15 marzo. Khalil Ibrahim, leader del JEM il Mercoledì nuovamente chiesto che le elezioni di aprile rinviare, comunque, dicendo che migliaia di sfollati sarebbero in grado di votare. "La nostra posizione è di chiedere per un ritardo in queste elezioni, perché ci sono numerosi cittadini del Darfur e [gli Stati occidentali del Nord, Sud e Ovest] Kordofan, che non sarà in grado di prendere parte perché sono sfollati". Tuttavia, nel nord del Darfur governatore Mohammed Yusif Kibir ha detto: "un rinvio delle elezioni farebbe precipitare l'intero paese nel buio. Darfur è pronto per le elezioni". Il conflitto del Darfur ha sostenuto circa 300 000 morti e di 2,7 milioni di persone, secondo dati delle Nazioni Unite, dal momento che esplose nel febbraio 2003. Khartoum mette i morti sono 10 000. Ribelli delle minoranze etniche hanno preso le armi contro Khartoum e lo stato-backed milizie arabe, chiedendo un maggiore accesso alle risorse e potere. 'Che la pace è?' Il conflitto ha visto anche una frammentazione in piccole fazioni di gruppi ribelli, compiendo sforzi per suggellare una pace duratura di un compito enorme. Il cessate il fuoco con il JEM ha chiuso il fronte più attivi in Darfur, ma i gruppi ribelli minori come il Sudan Liberation Army di Francia a base di esilio Abdelwahid Nur si sono rifiutati di parlare con Khartoum. Il Mercoledì, Nur, che vive in Francia, saltare la tregua. "Che la pace è? Una pace cerimoniale ... una lotta per ottenere posti di governo, ma non si interessa fondamentali: garantire la sicurezza della popolazione", ha detto Agence France-Presse per telefono. Una delle fazioni più piccole, il JEM-Democracy, ha anche respinto l'accordo, definendolo parziale. Tuttavia, il Martedì e quattro i gruppi più piccoli annunciarono la loro fusione per formare il Movimento di Liberazione della Giustizia e anche sperava di concordare un accordo con Khartoum. - Sapa-AFP
ONE SUDAN ONE NATION.......................UNICA NAZIONE UN SUDAN ........................azim
"La guerra in Darfur è finita", il presidente del Sudan Omar al-Bashir ha detto il Mercoledì in un discorso nella regione dilaniata dalla guerra, aggiungendo che 57 membri di un gruppo chiave ribelle, 50 nel braccio della morte, era stata liberata. Parlando a El-Fasher, la capitale dello stato del Nord Darfur, al-Bashir ha dato l'annuncio il giorno dopo che il suo governo e il Justice and Equality Movement (JEM) hanno firmato un cessate il fuoco e hanno convenuto di adoperarsi per un pieno accordo di pace. "La crisi nel Darfur è finita, la guerra in Darfur è finita. Darfur è ora in pace", ha detto dei sette anni di conflitto che ha devastato la regione. "Il combattimento di armi è finita, e quello dello sviluppo comincia adesso", ha aggiunto al-Bashir, l'oggetto di un mandato d'arresto dal Tribunale penale internazionale per i presunti crimini di guerra nel Darfur. "Abbiamo bisogno di fare ulteriori sforzi per sviluppare il Sudan e del Darfur", ha detto. I prigionieri liberati su Mercoledì rappresentato la metà dei membri del JEM è in prigione, il ministro della Giustizia AbdelBasit Sabdarat ha detto fuori dal carcere Kober, alla periferia di Khartoum. "Oggi abbiamo libero 57 persone: 50 erano stati condannati a morte, da cinque a pene detentive e due che sono stati oggetto di indagine", ha detto. A El-Fasher, al-Bashir ha confermato la stampa, dicendo: "Abbiamo appena liberato il 50% dei detenuti" in connessione con un attacco senza precedenti dei ribelli sulla città gemella della capitale di Omdurman nel maggio 2008. I combattimenti hanno causato la morte di 220 persone e la cattura di un gran numero di ribelli. I tribunali speciali in seguito condannato a morte 105. Continua qui sotto Al-Bashir aveva detto le condanne a morte sarebbe stata annullata e che il 30% dei militanti JEM sarebbe stato liberato, dopo l'accordo di cessate il fuoco, che è stato firmato il Martedì a Doha. Accordo quadro Sudan e il JEM, il gruppo di ribelli del Darfur principale, firmato l'accordo e di un accordo quadro nella capitale del Qatar, con un accordo di pace definitivo dovrebbe essere firmato entro il 15 marzo. Al-Bashir su Martedì ha definito l'accordo di Doha "un passo importante verso la fine della guerra e del conflitto nel Darfur". Sabato scorso, il governo ei rappresentanti JEM firmato un accordo quadro in Ciad proclamare un cessate il fuoco "in sette-anno-vecchio conflitto. 12 punti accordo provvisorio ha offerto il JEM, a lungo considerata come il Darfur più pesantemente armati gruppo ribelle, un ruolo di condivisione del potere in Sudan, dove i sondaggi presidenziali e legislative sono previste nel mese di aprile. Le due parti hanno anche concordato il Sabato che il JEM sarebbe diventato "un partito politico non appena l'accordo definitivo è firmato tra le due parti" entro il 15 marzo. Khalil Ibrahim, leader del JEM il Mercoledì nuovamente chiesto che le elezioni di aprile rinviare, comunque, dicendo che migliaia di sfollati sarebbero in grado di votare. "La nostra posizione è di chiedere per un ritardo in queste elezioni, perché ci sono numerosi cittadini del Darfur e [gli Stati occidentali del Nord, Sud e Ovest] Kordofan, che non sarà in grado di prendere parte perché sono sfollati". Tuttavia, nel nord del Darfur governatore Mohammed Yusif Kibir ha detto: "un rinvio delle elezioni farebbe precipitare l'intero paese nel buio. Darfur è pronto per le elezioni". Il conflitto del Darfur ha sostenuto circa 300 000 morti e di 2,7 milioni di persone, secondo dati delle Nazioni Unite, dal momento che esplose nel febbraio 2003. Khartoum mette i morti sono 10 000. Ribelli delle minoranze etniche hanno preso le armi contro Khartoum e lo stato-backed milizie arabe, chiedendo un maggiore accesso alle risorse e potere. 'Che la pace è?' Il conflitto ha visto anche una frammentazione in piccole fazioni di gruppi ribelli, compiendo sforzi per suggellare una pace duratura di un compito enorme. Il cessate il fuoco con il JEM ha chiuso il fronte più attivi in Darfur, ma i gruppi ribelli minori come il Sudan Liberation Army di Francia a base di esilio Abdelwahid Nur si sono rifiutati di parlare con Khartoum. Il Mercoledì, Nur, che vive in Francia, saltare la tregua. "Che la pace è? Una pace cerimoniale ... una lotta per ottenere posti di governo, ma non si interessa fondamentali: garantire la sicurezza della popolazione", ha detto Agence France-Presse per telefono. Una delle fazioni più piccole, il JEM-Democracy, ha anche respinto l'accordo, definendolo parziale. Tuttavia, il Martedì e quattro i gruppi più piccoli annunciarono la loro fusione per formare il Movimento di Liberazione della Giustizia e anche sperava di concordare un accordo con Khartoum. - Sapa-AFP
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Italians for Darfur: Contingente italiano arriverà a 100 unitàNapoli: Nostra presenza andrà oltre la partecipazione simbolicapostato 1 giorno fa da APCOMRoma, 23 feb. (Apcom) - Il contingente italiano che sarà inviato a sostegno della missione ibrida Unamid delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana dispiegata in Darfur, sarà composto da "100 unità". Lo afferma Antonella Napoli, presidente di "Italians for Darfur", organizzazione promotrice della campagna per il Sudan, in un comunicato."L'anniversario dell'inizio del conflitto in Darfur quest'anno ricorre nei giorni in cui in Parlamento si discute e si approva definitivamente il decreto che rifinanzia le missioni italiane all'estero", sottolinea Napoli. "Per il Darfur, dopo anni di pressione mediatica e istituzionale, siamo felici di constatare che sia previsto un intervento che vada oltre la 'partecipazione simbolica' ottenuta finora. Il contingente che sarà inviato a sostegno della missione 'ibrida' delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana dispiegata nella regione, sarà praticamente centuplicato", aggiunge sottolineando che "la relazione tecnica allegata al provvedimento, già approvato alla Camera, dispone infatti l'invio di 100 unità, a fronte delle tre previste nel precedente testo".Nel settimo anniversario dell'inizio del conflitto in Darfur, e in occasione della discussione per l'approvazione definitiva del decreto che finanzia le missioni italiane all'estero, giovedì prossimo, alle ore 11, nella sala Nassirya di Palazzo Madama, sarà presentato il 'Rapporto Darfur 2009 / 2010' di Italians for Darfur. L'incontro sarà anche occasione per fare il punto sulle continue violazioni dei diritti umani, la censura e la repressione del governo di Khartoum nei confronti degli attivisti e dei giornalisti che provano a raccontare il dramma vissuto da milioni di persone sia nel Sud che nel Nord del Paese. Interverranno il presidente della Commissione Diritti Umani di Palazzo Madama, il senatore Pietro Marcenaro, il portavoce di Articolo 21, Beppe Giulietti, e la presidente di 'Italians for Darfur'. Napoli illustrerà il rapporto annuale sia sulla crisi umanitaria in corso nella regione sudanese, sia sugli scontri e le crescenti tensioni in Sud Sudan in vista delle elezioni di aprile 2010 e del referendum del 2011 che potrebbe sancire l'indipendenza del Sud dal Sudan.
Volevo dire che Italians for Darfur non presentano il governo Italiano come fanno a mandare un unità simbolica questi dicchiarazione non si fanno cosi e si il governo del Sudan rifiuta come già fatto prima EVITARE DICCHIARAZIONE A FRETTATI...............................azim
Monday, 22 February 2010
Speriamo che finita.

Monday, 22 February 2010
Ok e fermato il primo patto di Pace
Sudan: firmato l'accordo quadro fra il governo e le organizzazioni anti-governative2010-02-21 20:05:38 criIl 20 febbraio a Khartoum, il consulente del presidente del Sudan, responsabile agli affari del Darfur, Ghazi Salaheddin, ha annunciato che lo stesso giorno il governo sudanese e le organizzazioni locali anti-governative del Darfur hanno firmato a N'djamena, capitale del Ciade, l'accrodo quadro "movimenti giusti e paritari".Salaheddin ha dichiarato che, secondo l'accordo quadro, le due parti terrano subito i negoziati sul cessate il fuoco, e si prevede che fra qualche giorno le due parti firmerano a Doha un accordo formale sulla tregua. Egli ha aggiunto che dopo la firma dell'accordo, le due parti apriranno i negoziati completi e che prima del 15 marzo raggiungeranno un accordo finale di pace, e successivamente apriranno le elezioni generali.Salaheddin ha affermato che l'accordo non trascura le altre organizzazioni anti-governative che partecipano ai negoziati di pace a Doha e promuoverà e accelerà la pacificazione.17:55 20/02/10Darfur: accordo tra governo Sudan e ribelli del JemIl governo sudanese e i ribelli Movimento Giustizia ed Uguaglianza (Jem) del Darfur hanno siglato un accordo che prevede il cessate il fuoco e l'avvio di negoziati di pace. Lo ha annunciato il presidente sudanese, Omar Hassan al-Bashir, intervenendo alla tv di Stato. La notizia è stata confermata anche dai ribelli.L'accordo è stato siglato a N'Djamena, e verrà controfirmato martedì a Doha alla presenza del presidente sudanese e del suo omologo del Ciad, Idriss Deby, che ha svolto un ruolo di mediazione tra i ribelli ed il governo di Khartoum.Il cessate il fuoco è già operativo, ed i leader del Jem hanno ordinato ai loro uomini di interrompere ogni attività militare.Il conflitto in Darfur, stima l'Onu, ha causato sino ad oggi almeno 300.000 morti e 2,7 milioni di rifugiati.السودان : توقيع الاتفاق الإطاري بين الحكومة والمنظمات المناهضة للحكومة 2010-02-21 20:05:38 القطن في 20 شباط / فبراير في الخرطوم ، ومستشار رئيس جمهورية السودان ، والمسؤولة عن شؤون دارفور ، وقال غازي صلاح الدين ، وأعلن أن اليوم نفسه ، فإن الحكومة السودانية والمحلية لمكافحة المنظمات غير الحكومية في دارفور وقعت في نجامينا ، عاصمة تشاد الإطار accrodo "عادل وحركات المساواة. وقال صلاح الدين إنه وفقا لاتفاق الإطار ، فإن الطرفين عقد على الفور في مفاوضات بشأن وقف اطلاق النار ، وأنه من المتوقع أن في غضون بضعة أيام وسوف يوقع الجانبان على اتفاق رسمي على هدنة الدوحة. وأضاف أنه بعد التوقيع على الاتفاق ، سيكون كل من الطرفين فتح مفاوضات كاملة ، وذلك قبل 15 آذار / مارس الذي توصل الى اتفاق سلام نهائي ، ومن ثم فتح في الانتخابات العامة. وقال صلاح الدين ان الاتفاق لا تهمل منظمات أخرى مناهضة لحكومة المشاركة في مفاوضات السلام في الدوحة وسيتم تعزيز وتسريع عملية السلام. 17:55 20/02/10 دارفور : اتفاق بين الحكومة السودانية ومتمردي حركة العدل والمساواة الحكومة السودانية وحركة العدل والمساواة المتمردة (حركة العدل والمساواة) في دارفور قد وقعا اتفاقا ينص على وقف لاطلاق النار وبدء مفاوضات السلام. هذا ما صرح به الرئيس السوداني عمر حسن البشير الذي كان يتحدث الى التلفزيون الرسمي. وتم تأكيد الخبر من قبل المتمردين. ووقع الاتفاق في نجامينا وسوف تتم معادلتها الثلاثاء في الدوحة في حضور الرئيس السوداني عمر البشير ونظيره التشادي ادريس ديبي ، الذي لعب دور الوسيط بين المتمردين وحكومة الخرطوم. وقف إطلاق النار هو بالفعل التنفيذية ، وزعيم حركة العدل والمساواة قد أمرت رجالهم لوقف جميع الأنشطة العسكرية. الصراع في دارفور ، وتشير تقديرات الامم المتحدة ، وقد تسبب حتى الآن ما لا يقل عن 300،000 حالة وفاة و 2.7 مليون لاجئ.Bene ora fatti tutto per smontare quelli tende di sfollati vergonose e consegnati loro terreni secuesrtrate da che sia ? ............................ azim
Saturday, 20 February 2010
News fun and wisdom!!!!!

News fun and wisdom,
Stalin makes a Moscow come back !!!
Dictator celebrated for his role in defeating Hitler. On may 9th the defeat of German Nazi to mark the 65th anniversary.
Nicole Minetti, “THIS IS VERY FUNNY LIKE AFRICAN LEADERS ALSO THEY DO IT”
Recently qualified as an oral hygienist, treated the prime minister after his teeth were damaged in an attack last year. A former dancer has no political experience – a part from helping to fix Silvio Berlusconi teeth.
News divertente e saggezza,Stalin fa una mosca tornato!Dittatore celebrato per il suo ruolo nella sconfitta di Hitler. Il 9 maggio la sconfitta della Germania nazista per celebrare il 65 ° anniversario.
Nicole Minetti, "Questo è molto divertente come i leader africani ANCHE lo fanno"Recentemente qualificato come un igienista orale, trattati con il primo ministro, dopo i suoi denti sono stati danneggiati in un attentato lo scorso anno. Un ex ballerina non ha alcuna esperienza politica - da una parte contribuire a risolvere i denti Silvio Berlusconi.
Stalin makes a Moscow come back !!!
Dictator celebrated for his role in defeating Hitler. On may 9th the defeat of German Nazi to mark the 65th anniversary.
Nicole Minetti, “THIS IS VERY FUNNY LIKE AFRICAN LEADERS ALSO THEY DO IT”
Recently qualified as an oral hygienist, treated the prime minister after his teeth were damaged in an attack last year. A former dancer has no political experience – a part from helping to fix Silvio Berlusconi teeth.
News divertente e saggezza,Stalin fa una mosca tornato!Dittatore celebrato per il suo ruolo nella sconfitta di Hitler. Il 9 maggio la sconfitta della Germania nazista per celebrare il 65 ° anniversario.
Nicole Minetti, "Questo è molto divertente come i leader africani ANCHE lo fanno"Recentemente qualificato come un igienista orale, trattati con il primo ministro, dopo i suoi denti sono stati danneggiati in un attentato lo scorso anno. Un ex ballerina non ha alcuna esperienza politica - da una parte contribuire a risolvere i denti Silvio Berlusconi.
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