Sudan and conflicts zones.

Sudan and conflicts zones.

Saturday, 3 October 2009

Ideologia del 19 mo secolo.


Fotografia. A Roma settanta scatti per raccontare il mondo del lavoro

Data: 02/10/2009
Da oggi fino al 4 ottobre al Salone dell'editoria sociale l'esposizione realizzata dall'agenzia Contrasto. In mostra lo sfruttamento degli immigrati di Cocco, le morti bianche di Venturi e le terre di risaia di Berengo Gardin Il lavoro nelle assolate terre del Sud Italia ad opera di uomini e donne che arrivano da Sudan, Liberia, Maghreb, Est Europa. Lavoratrici, madri, vedove segnate per sempre da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale, provocata dal contatto con l'amianto o il cloruro di vinile, che uccide giorno per giorno un po' alla volta. La rabbia e la disperazione dei disoccupati campani costretti a confrontarsi con una crisi economica che, nella regione, sta portando la percentuale di chi non ha un lavoro dal 14 ad oltre il 17%. Sbarca il prossimo week end a Roma, presso il Salone dell'editoria sociale, la mostra ideata e realizzata dall'agenzia fotografica Contrasto "Diritto al lavoro": settanta fotografie in bianco e nero e a colori dedicate al mondo del lavoro e ai suoi risvolti, sociali e psicologici, sulla vita concreta delle persone. Attraverso le immagini di sette tra i maggiori fotografi italiani la mostra presenta dunque alcune storie di lavoro, a volte crude e drammatiche altre volte positive e incoraggianti, ma in tutti i casi nascoste e invisibili. Accanto alle vicende legate allo sfruttamento e alla schiavitù dei lavoratori stranieri raccontate dal Francesco Cocco o allo strazio delle morti bianche testimoniato da Riccardo Venturi la mostra documenta, infatti, anche il volto più sano di un paese che negli anni ha trovato nella qualità e nella tradizione la linfa più vitale dell'economia nazionale. Così le fotografie ci mostrano alcune delle aziende leader di quel Made in Italy che, nei più disparati settori, è riuscito ad affermarsi per la concreta maestria nel realizzare prodotti "affidabili" e "riconoscibili". Ma ci sono anche le storie dei giovani che riescono ad entrare nel mondo del lavoro grazie alla formazione. Le fotografie del (Milano), un istituto tecnico industriale specializzato nell'ambito del trasporto aereo, aprono uno spaccato su un settore dell'istruzione italiana, quella professionale, spesso in grado di preparare gli studenti a un concreto ingresso nelle professioni.Un'altra sezione riguarda invece le aziende che hanno deciso di puntare sul "futuro sostenibile" attraverso l'uso delle fonti rinnovabili e le energie pulite. Da non perdere, infine, il racconto delle terre di risaia di Gianni Berengo Gardin che, con il lirismo che contraddistingue tutta la sua opera, descrive il mondo antico e insieme moderno della produzione del riso.Accanto alle immagini dei fotografi dell'agenzia Contrasto sulla realtà italiana, l'esposizione propone inoltre una proiezione su video-wall di alcune delle più belle fotografie dell'agenzia Reuters sul lavoro nei diversi paesi del mondo. La mostra si terrà da oggi al 4 ottobre presso il Salone dell'editoria sociale (Ex Gil, Largo Ascianghi, 5 - Roma).
Fonte: Inail

Fotografia. A Roma settanta scatti per raccontare il mondo del lavoro


Data: 02/10/2009






Da oggi fino al 4 ottobre al Salone dell'editoria sociale l'esposizione realizzata dall'agenzia Contrasto. In mostra lo sfruttamento degli immigrati di Cocco, le morti bianche di Venturi e le terre di risaia di Berengo Gardin


Il lavoro nelle assolate terre del Sud Italia ad opera di uomini e donne che arrivano da Sudan, Liberia, Maghreb, Est Europa. Lavoratrici, madri, vedove segnate per sempre da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale, provocata dal contatto con l'amianto o il cloruro di vinile, che uccide giorno per giorno un po' alla volta.
La rabbia e la disperazione dei disoccupati campani costretti a confrontarsi con una crisi economica che, nella regione, sta portando la percentuale di chi non ha un lavoro dal 14 ad oltre il 17%.
Sbarca il prossimo week end a Roma, presso il Salone dell'editoria sociale, la mostra ideata e realizzata dall'agenzia fotografica Contrasto "Diritto al lavoro": settanta fotografie in bianco e nero e a colori dedicate al mondo del lavoro e ai suoi risvolti, sociali e psicologici, sulla vita concreta delle persone.
Attraverso le immagini di sette tra i maggiori fotografi italiani la mostra presenta dunque alcune storie di lavoro, a volte crude e drammatiche altre volte positive e incoraggianti, ma in tutti i casi nascoste e invisibili.
Accanto alle vicende legate allo sfruttamento e alla schiavitù dei lavoratori stranieri raccontate dal Francesco Cocco o allo strazio delle morti bianche testimoniato da Riccardo Venturi la mostra documenta, infatti, anche il volto più sano di un paese che negli anni ha trovato nella qualità e nella tradizione la linfa più vitale dell'economia nazionale.
Così le fotografie ci mostrano alcune delle aziende leader di quel Made in Italy che, nei più disparati settori, è riuscito ad affermarsi per la concreta maestria nel realizzare prodotti "affidabili" e "riconoscibili". Ma ci sono anche le storie dei giovani che riescono ad entrare nel mondo del lavoro grazie alla formazione.
Le fotografie del (Milano), un istituto tecnico industriale specializzato nell'ambito del trasporto aereo, aprono uno spaccato su un settore dell'istruzione italiana, quella professionale, spesso in grado di preparare gli studenti a un concreto ingresso nelle professioni.
Un'altra sezione riguarda invece le aziende che hanno deciso di puntare sul "futuro sostenibile" attraverso l'uso delle fonti rinnovabili e le energie pulite. Da non perdere, infine, il racconto delle terre di risaia di Gianni Berengo Gardin che, con il lirismo che contraddistingue tutta la sua opera, descrive il mondo antico e insieme moderno della produzione del riso.
Accanto alle immagini dei fotografi dell'agenzia Contrasto sulla realtà italiana, l'esposizione propone inoltre una proiezione su video-wall di alcune delle più belle fotografie dell'agenzia Reuters sul lavoro nei diversi paesi del mondo. La mostra si terrà da oggi al 4 ottobre presso il Salone dell'editoria sociale (Ex Gil, Largo Ascianghi, 5 - Roma).

Fonte: Inail

Patris Lomomba killed 1960 by CIA and coplicity of Kasafobo and Mobuto the west ideology of 19 th century.
Lideologia del CIA Edgar Hoover ha fatto comlicità con Kasafobo e Mobuto per assasinare Patris Lommoba che era appena eletto democraticamente...................................azim

Friday, 2 October 2009

Grazie tanto!


64esima Assemblea Generale dell'Onu. La parola ai dittatori







di Anna Bono
bono@ragionpolitica.it




mercoledì 30 settembre 2009

Quando il presidente dell'Eritrea, Isaiah Afewerki, rimprovera alle Nazioni Unite di non essere capaci di prevenire le crisi, assicurare la pace, combattere la povertà e difendere i diritti umani, in sostanza le accusa di non riuscire a proteggere l'umanità da regimi come il suo. Lo stesso discorso vale per i tanti altri leader che infieriscono sui propri connazionali, imponendosi su di loro con la forza, derubandoli delle ricchezze nazionali e condannandoli a uno stato permanente di indigenza, ma che puntualmente ogni anno partecipano ai lavori dell'Assemblea Generale dell'ONU pronunciando discorsi virtuosi di pace e giustizia e reclamando più potere, come se il problema dell'inefficienza del massimo organismo internazionale dipendesse tutto dal loro peso limitato in sede decisionale.
L'ordine internazionale determinatosi dopo la fine della seconda guerra mondiale «non è riuscito a garantire la pace e la sicurezza del pianeta», ha spiegato il 28 settembre alla 64esima Assemblea Generale riunita in questi giorni al Palazzo di Vetro di New York il ministro degli Esteri eritreo, Osman Saleh. «Questo antiquato ordine mondiale è stato dirottato per servire gli interessi di pochi... Strutture economiche che hanno saccheggiato ricchezza e risorse a interi popoli e nazioni sono state consolidate, mentre metodi illegali militari e coercitivi si sono estesi». Ecco perché, secondo Saleh, «le Nazioni Unite dovevano avviare un processo di rinnovamento almeno 20 anni fa in concomitanza con la fine della guerra fredda».
Il paradosso è che, di sicuro, un contributo all'estensione dei «metodi illegali militari e coercitivi» lo ha dato proprio il dittatore eritreo Isaiah Afewerki, al potere dal 1993 (anno dell'indipendenza del paese dall'Etiopia): egli non solo non si è dedicato a mettere a frutto le risorse nazionali e a impiegare con profitto i cospicui aiuti internazionali regolarmente pervenutigli, ma nel 1998 ha aperto le ostilità con l'Etiopia per irrilevanti dispute sul tracciato della frontiera che divide i due Stati, impegnando per due anni in una guerra inutile e rovinosa i giovani già costretti a periodi di leva interminabili, che lasciano decine di migliaia di famiglie in costante difficoltà. Perciò, e non per altro, l'Eritrea occupa il 157° posto (su 177 Stati considerati) nell'ultimo Indice dello sviluppo umano, la classifica compilata ogni anno dall'Agenzia per i programmi di sviluppo delle Nazioni Unite.
E che dire del presidente del Sudan, Omar Hassan el Bashir? Per lui il 29 settembre ha parlato all'ONU il suo consigliere, Ghazi Salahuddin, il quale, anche a nome del G77, l'organismo quest'anno presieduto dal Sudan che riunisce 131 Stati per lo più in via di sviluppo, ha dichiarato: «La marginalizzazione dei paesi in via di sviluppo nei processi decisionali ha contribuito alla diffusione ed esasperazione dell'attuale crisi... che rischia di vanificare gli sforzi dispiegati negli ultimi dieci anni per contrastare malattie e povertà; la politica dei due pesi e due misure ha contribuito a rendere il mondo un posto meno sicuro acuendo il divario tra paesi ricchi e poveri». El Bashir non si è presentato a New York per non rischiare di essere arrestato e consegnato alla Corte Penale Internazionale dell'Aia, che nel 2008 ne ha chiesto la cattura, dopo averlo incriminato di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra per le violenze perpetrate in Darfur dal 2003, violenze che si aggiungono a quelle commesse ai danni di milioni di altri sudanesi a partire dal 1989, quando el Bashir ha avviato la sua politica di arabizzazione, accanendosi dapprima con gli abitanti delle regioni meridionali del paese. A questo proposito Salahuddin ha affermato che l'incriminazione della Corte Penale Internazionale non ha giovato «né alla pace né al popolo di una regione che ha lungamente sofferto». Ma se le popolazioni del Darfur hanno «lungamente sofferto», se per i sudanesi in generale il mondo è un posto «meno sicuro» e se, malgrado i giacimenti di petrolio, sopravvivono a stento, lo devono non alla Corte Penale né a un ordine mondiale iniquo e sbilanciato, ma alla spietata mano del loro leader.
Se l'Assemblea Generale esprimesse corale riprovazione ai discorsi dei rappresentanti dei regimi autoritari che imperversano violando le regole democratiche e civili, almeno servirebbe a qualcosa: invece alla fine di ogni intervento, comunque sia, applausi e strette di mano.
64th UN General Assembly. Word to dictators Anna Bono bono@ragionpolitica.it Wednesday, September 30, 2009 When the president of Eritrea, Isaiah Afewerki, accuses the UN of not being able to prevent crises, to secure peace, fight poverty and protect human rights, essentially accusing them of failing to protect humanity from schemes like his. The same goes for many other leaders sneaking up on their fellow citizens, imposing on them by force, robbing them of national wealth and sentencing them to a permanent state of poverty, but every year participating in the work of the General Assembly 's UN speeches by saying peace and justice and virtuous demanding more power, as if the problem of inefficiency of the highest international body depended on everything from their limited influence in decision-making. The international order arises in after the end of World War II "could not guarantee peace and security of the planet," said September 28 at the 64th General Assembly met in recent days at UN Headquarters in New York Minister Foreign Eritrea, Osman Saleh. "This antiquated world order has been hijacked to serve the interests of a few ... Economic structures that have looted wealth and resources to entire peoples and nations have been consolidated, while military and illegal methods of coercion have spilled. " That's why, according to Saleh, "the UN should initiate a process of renewal at least 20 years ago to coincide with the end of the Cold War. The paradox is that, certainly, a contribution to the extension of "illegal methods of coercion and military" gave him his Isaiah Afewerki of Eritrea's dictator, in power since 1993 (the year the country's independence from Ethiopia): he not only has received little to capitalize on the national resources and to use profitably the large international aid pervenutigli regularly, but in 1998 he opened hostilities with Ethiopia for minor disputes on the path of the border that divides the two states, working for two years in a useless war and ruined young people already have to leverage interminable periods, leaving tens of thousands of families in constant trouble. Therefore, and for no other reason, Eritrea occupies the 157th place (out of 177 such states) in the last index of human development, the rankings compiled annually by the Agency for the development programs of the UN. And what of the President of Sudan, Omar Hassan el Bashir? By September 29 he spoke at the UN his adviser, Ghazi Salahuddin, who is also on behalf of the G77, the body chaired by the Sudan this year, which brings together 131 states mostly in the developing world, said: "The marginalization of developing countries in decision-making has contributed to the spread and aggravation of the crisis ... which threatens to undermine the efforts deployed over the past ten years to combat disease and poverty, the policy of the two weights and two measures helped to make the world a less safe place exacerbating the gap between rich and poor. " El Bashir has not been presented in New York or risk being arrested and delivered to the International Criminal Court in The Hague in 2008, has applied for the capture, after having indicted for genocide, crimes against humanity and war crimes for the violence committed in Darfur since 2003, violence in addition to those committed against millions of other Sudanese since 1989, when El Bashir has launched its policy of Arabization, bitter at first with the inhabitants of southern regions of the country. In this regard, Salahuddin said that the International Criminal Court's indictment did not benefit "neither peace nor to the people of a region that has long suffered." But if the people of Darfur have "long been suffering," if the Sudanese in general the world is a place "less safe" and if, despite deposits of oil, barely survive, they must not at the Criminal Court or an order World unfair and unbalanced, but the ruthless hand of their leader. If the General Assembly expressed unanimous disapproval to the speeches of the representatives of the authoritarian regimes that rampant violation of democratic norms and civil rights, would at least something, however at the end of each visit, anyway, cheers and handshakes.
Grazie all giornalista Dr Anna Bono............................................Abdelazim Gomaa

Wednesday, 30 September 2009

Matrimon of my daughter.




Questi foto parlano chiaro mia figlia Elsa ha contratto matrimonio con Simone Ferarra............................................AUGURI
The sposes were beautiful and I with stricktly parents had ejoied Sabaudia out strikes of Rome where the matrimon had taken place.....................................................Congratulations Dad

Conferenza su Darfur e altri notizie su Bashir!!







Confrenza su Darfur
يلتئم بالعاصمة الروسية موسكو الثلاثاء القادم المؤتمر الدولي حول دارفور بمشاركة مبعوثي السلام الخمسة للسودان، ويمتد من السادس وحتى السابع من أكتوبر القادم، حيث يشارك فيه مبعوث أمريكا «سكوت غرايشن» ومبعوث بريطانيا «وليم باتي» والصيني «ليو قوي جين» والفرنسي والروسي «ميخائيل مارغلوف». وأكد سفير الصين بالخرطوم «لي تشنغ لي» مشاركة بلاده بقوة بالمؤتمر، سيما أن سياسة بكين لقضية دارفور ترتكز على حلها سلمياً. وطالب السفير الآلية الثلاثية التي تضم الأمم المتحدة والاتحاد الأفريقي والحكومة للاضطلاع بدور إيجابي في هذا السياق، مجدداً دعم بلاده للجهود الرامية لحل الأزمة، وكشف عن تمسُّك بكين باستراتيجيتها الداعية لمساندة الدول النامية داخل مجلس الأمن الدولي بنيويورك، وشدّد أن بكين لن تتزعزع في مساندة الدول النامية سياسياً. وأشار السفير لتحمُّل بلاده مسؤولية إصلاح المجلس فضلاً عن حل كافة القضايا التي يتعرض لها العالم. وأعلن شينغ عن انعقاد ثلاث قمم بمصر والسودان لتأطير العلاقات الصينيّة الأفريقيّة آخر لحظة
خارجية. تغييرات وشيكة في قيادات المؤتمر الوطني وأجهزته العليا



استبعد مسؤول سوداني بارز أن يسلم الرئيس عمر البشير نفسه إلى المحكمة الجنائية الدولية لمحاكمته بتهمة ارتكاب جرائم حرب بإقليم دارفور غرب البلاد، في وقت قتل فيه أحد أفراد القوة الدولية في كمين بالإقليم.وقال غازي صلاح الدين مستشار الرئيس السوداني في مقابلة مع أسوشيتد برس إن بلاده غير مقتنعة أصلا بوجود قضية لدى المحكمة الجنائية وإن الأمر له دوافع سياسية لا غير، مشيرا إلى أنه في حال وجود قضية فإن المحاكمة يجب أن تتم في السودان.وأقر صلاح الدين بأن مذكرة الاعتقال التي أصدرتها المحكمة قوضت خطط الرئيس السوداني للسفر وأرغمته على دراسة مسار أي رحلة ينوي القيام بها إلى خارج البلاد.وكان صلاح الدين أكد لدى إلقائه كلمة بلاده أمام الجمعية العامة للأمم المتحدة في نيويورك أمس أن لا أحد أكثر حرصا من السودانيين أنفسهم على احتواء سفك الدماء وإرساء السلام في السودان.يشار إلى أن البشير سافر إلى خارج البلاد عدة مرات دون أن يعتقل، لكنه لم يحضر اجتماعات الجمعية العامة للأمم المتحدة.الوضع الميدانيالقوة الدولية فقدت 17 جنديا منذ وصولها لدارفور مطلع العام الماضي (الفرنسية) ميدانيا قتل عنصر في قوات حفظ السلام المشتركة التابعة للأمم المتحدة والاتحاد الأفريقي وأصِيب آخران بجروح في كمين في إقليم دارفور.وقال كبير مسؤولي الاتصال في القوة الدولية كيمال سايكي إن الهجوم وقع بينما كان جنود حفظ السلام يرافقون مدنيين من بعثة السلام الأممية الأفريقية في طريقهم إلى مدينة الجنينة عاصمة ولاية غرب دارفور، مشيرا إلى أن ثلاثة من أفراد القوة أصيبوا وتوفي أحد الجرحى في وقت لاحق متأثرا بجراحه.وذكر أن المهاجمين استولوا أيضا على واحدة من ثلاث عربات كانت في القافلة.وبسقوط هذا القتيل يرتفع إلى 17 عدد أفراد القوة الدولية الذين قتلوا في أعمال عنف منذ وصولها إلى دارفور في يناير/كانون الثاني من العام الماضي.المصدر: وكالات + الجزيرةتغييرات وشيكة في قيادات المؤتمر الوطني وأجهزته العليا علمت «آخر لحظة» أن المؤتمر الوطني يتّجه لإجراء تعديلات واسعة في أمانات الحزب الاتحاديّة وأجهزته القياديّة من مكتب قيادي ومجلس قيادي وشورى، بعد انعقاد المؤتمر العام في الأسبوع الأول من أكتوبر القادم.وقالت المصادر إن رئيس مجلس الشورى، بروفسير عبد الرحيم علي، قد أبدى صراحة رغبته في مغادرة الموقع، وبدأت إرهاصات اختيار قيادة جديدة للشورى من قدامى الإسلاميين، حيث تتداول المجالس أسماء الأستاذ أحمد عبد الرحمن محمد وبروفسير إبراهيم أحمد عمر وعثمان خالد مضوي، فيما تنهي الشورى دورتها هذا الأسبوع. وعلى صعيد أمانات الحزب المتخصصة قالت المصادر إن الأستاذ مهدي إبراهيم بات مرشحاً لتولي أمانة الإعلام وانتقال د. كمال عبيد لأمانة العلاقات الخارجيّة التي ينافسه فيها كل من علي كرتي ود. مصطفى عثمان اسماعيل. وفيما أبدت قطاعات واسعة من الشباب تمسكاً بالأمين الحالي حاج ماجد سوار ارتفعت أصوات تنادي بالتغيير، ويتجه قيادات الطلاب للتمسُّك بالأمين الحالي صلاح ونسى، فيما لن يغادر د. محمد مندور المهدي الأمانة السياسيّة بعد أدائه الذي وجد الإشادة والتقدير من القيادة العليا في الحزب. وأضافت مصادر الصحيفة أن المؤتمر الوطني يتجه لتخصيص غرفة انتخابات يقودها د. نافع علي نافع وإعادة هيكلة أمانات الرعاة والمزارعين والمهنيين والمرأة بضخ دماء جديدة بتصعيد بعض القيادات الشبابيّة وعودة بعض الرموز كالبروفسير الأمين دفع الله ود. آدم دوسة للمزارعين والرعاة، وتصعيد العميد محمد مركزو لأمانة خاصة بالأمن والدفاع في المؤتمر الوطني. وقالت المعلومات التي حصلت عليها «آخر لحظة» إن المهندس الحاج عطا المنان مرشّح لتولي الأمانة الاقتصاديّة خلفاً للمهندس مكاوي، مع الإبقاء على د. عوض أحمد الجاز مشرفاً على القطاع الاقتصادي في المؤتمر الوطني. وتطال التغييرات عضويّة المكتب القيادي من خلال زيادة تمثيل الولايات في المكتب ومراعاة المكوِّنات الثقافيّة والإثينة للشعب السوداني ودخول بعض الرموز التي انضمت للمؤتمر الوطني في السنوات الأخيرة كالأستاذ فتح الرحمن شيلا ورجل الأعمال السر الكربل ومحمد سر الختم الميرغني ومحمد علي المرضي. وقالت المصادر إن البروفسير إبراهيم غندور ستجدد فيه الثقة أميناً للتعبئة ومسؤولاً عن النقابات. آخر لحظة


المؤتمر الدولي حول دارفور ينطلق بموسكو الثلاثاء Conferenza internazionale sul Darfur inizia a Mosca Martedì
يلتئم بالعاصمة الروسية موسكو الثلاثاء القادم المؤتمر الدولي حول دارفور بمشاركة مبعوثي السلام الخمسة للسودان، ويمتد من السادس وحتى السابع من أكتوبر القادم، حيث يشارك فيه مبعوث أمريكا «سكوت غرايشن» ومبعوث بريطانيا «وليم باتي» والصيني «ليو قوي جين» والفرنسي والروسي «ميخائيل مارغلوف». Incontra la capitale russa Mosca Martedì prossimo conferenza internazionale sulla pace nel Darfur inviati dei cinque con il Sudan, e si estende dal sesto al settimo del mese di ottobre prossimo, dove frequenta l'American inviato «Scott zione» e l'inviato della Gran Bretagna «William Patey» e cinesi «Liu Guijin», francese, russo «Mikhail Marglov ». وأكد سفير الصين بالخرطوم «لي تشنغ لي» مشاركة بلاده بقوة بالمؤتمر، سيما أن سياسة بكين لقضية دارفور ترتكز على حلها سلمياً. L'ambasciatore cinese a Khartoum «Lee Cheng Lee» la partecipazione del suo paese fortemente Conferenza, soprattutto perché la politica di Pechino sulla questione del Darfur in base al risolta in modo pacifico. وطالب السفير الآلية الثلاثية التي تضم الأمم المتحدة والاتحاد الأفريقي والحكومة للاضطلاع بدور إيجابي في هذا السياق، مجدداً دعم بلاده للجهود الرامية لحل الأزمة، وكشف عن تمسُّك بكين باستراتيجيتها الداعية لمساندة الدول النامية داخل مجلس الأمن الدولي بنيويورك، وشدّد أن بكين لن تتزعزع في مساندة الدول النامية سياسياً. L'ambasciatore ha chiesto il meccanismo trilaterale coinvolge le Nazioni Unite e l'Unione africana e il Governo a svolgere un ruolo positivo in questo contesto, ha ribadito il suo sostegno agli sforzi per risolvere la crisi, rivelando la sua strategia di indizione di adesione a Pechino per sostenere i paesi in via di sviluppo nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU a New York, ha sottolineato che Pechino non sarà esitato nel sostenere i paesi in via di sviluppo politicamente. وأشار السفير لتحمُّل بلاده مسؤولية إصلاح المجلس فضلاً عن حل كافة القضايا التي يتعرض لها العالم. Ha detto l'ambasciatore del suo paese ad assumersi la responsabilità per la riforma del Consiglio così come risolvere tutti i problemi di fronte al mondo. وأعلن شينغ عن انعقاد ثلاث قمم بمصر والسودان لتأطير العلاقات الصينيّة الأفريقيّة La sua Zhaoxing sulle tre vette in Egitto e il Sudan per inquadrare la Cina-Africa le relazioni آخر لحظة Last Minute

Monday, 28 September 2009

Liberta violata !!!!!!!!!!!!!


BBC Arabic
آخر تحديث: الاحد, 27 سبتمبر/ أيلول, 2009, 15:27 GMT
البشير يرفع الرقابة المسبقة على الصحف
اعلن الرئيس السوداني عمر البشير الأحد رفع الرقابة المسبقة التي تفرضها الدولة على الصحف.
ونشرت وكالة السودان للأنباء مرسوما رئاسيا يقضي بانهاء "الرقابة المسبقة" التي تنفذها اجهزة الاستخبارات مساء كل يوم في الصحف لحذف المواد التي تعتبرها "حساسة".
وقال علي شمو رئيس مجلس الصحافة، وهو هيئة حكومية، في اتصال مع وكالة الانباء الفرنسية أن الرقابة المسبقة انتهت اعتبارا من اليوم الأحد.
واوضح شمو أن "الناشرين وجمعية الصحفيين وجمعية الصحفيين وأجهزة الاستخبارات وقعوا (مدونة اخلاقية) لممارسة العمل الصحفي".
يذكر أنه تصدر في السودان حوالي ثلاثين صحيفة ناطقة باللغات العربية والانجليزية تمثل مختلف التيارات السياسية في البلاد.
وتبنى النواب السودانيون في يونيو/ حزيران الماضي قانونا يعزز من الحريات الصحفية، لكنه يحظر على الصحف "التسبب في الانشقاق الديني أو العرقي أو التحريض على الحرب" كما يلزم الصحفيين باحترام "القيم الدينية".
وينص القانون على أن يدفع الصحفيون غرامات تحددها المحاكم إذا ادينوا بانتهاك هذه المحاذير.
غير أن القانون لم ينه الرقابة المسبقة التي ظلت مثار جدل وسببا لاعتراض الناشرين والسياسيين المعارضين.
وياتي إصدار المرسوم الرئاسي بالغاء الرقابة على الصحف بالتزامن مع مؤتمر جوبا الذي تستضيفه الحركة الشعبية لتحرير السودان في جنوب البلاد ويشهده عدد من الأحزاب المعارضة لبحث قضايا السلام والتحول الديمقراطي والوضع الاقتصادي في البلاد.
وتنادي العديد من الاحزاب السودانية المعارضة بتعديل بعض القوانين التي تعتبرها مقيدة للحريات قبل وقت كاف من اجراء الانتخابات البرلمانية والرئاسية المقررة في ابريل/ نيسان القادم.


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BBC Arabic Ultimo aggiornamento: Domenica 27 settembre / Settembre, 2009, 15:27 GMT Bashir ascensore censura preventiva sui giornali Il presidente sudanese al Omar-Bashir Domenica a sollevare censura preventiva imposti dai giornali di Stato. E pubblicato dalla stampa ufficiale sudanese decreto presidenziale per porre fine alla censura "preventiva" attuata dai servizi di intelligence ogni sera nella stampa per eliminare materiali considerati "sensibili". Ali chemio stampa del presidente del Consiglio, un organo di governo, a contatto con l'agenzia di stampa francese che la censura preventiva su dalla Domenica. La chemio che "Editori e l'Associazione dei Giornalisti e Associazione dei giornalisti e le agenzie di intelligence e firmato (codice deontologico) per la pratica del giornalismo". La questione del Sudan che circa trenta giornali parlano in arabo e in inglese, che rappresentano le varie correnti politiche del paese. E l'adozione del parlamento sudanese nel giugno scorso della legge per la promozione della libertà di stampa, ma i divieti sui giornali ", provocando una scissione o la discriminazione etnica o di incitamento alla guerra", come i giornalisti devono rispettare "valori religiosi". La legge prevede che i giornalisti pagare multe fissata dai giudici in caso di condanna della violazione di queste riserve. Tuttavia, la legge non porre fine alla censura preventiva che è stato controverso ed un motivo di obiezione di editori e politici dell'opposizione. L'emissione del decreto presidenziale l'abolizione della censura sui giornali, in combinato disposto con la conferenza di Juba ospitata dal Movimento Popolare per la Liberazione del Sudan, nel sud del paese assistito ad una serie di partiti di opposizione per discutere questioni di pace, la democratizzazione e la situazione economica del paese. E chiede che molte delle parti sudanesi opposizione di modificare alcune leggi che limitano la libertà considerate sufficientemente in anticipo delle elezioni politiche e delle elezioni presidenziali, previste per aprile del prossimo anno.
Ma che ci credi........................e noi blogisti..........................................azim

1922 PAN AFRICANISM FIRST CONFRANCE



PAN AFRICAISM 1921

0011 (GMT+04:00) - 28/09/09
القذافي يدعو لإنشاء قوة "الساتو" في موازاة "الناتو"

القذافي أثناء مشاركته في القمة التي عقدت في جزيرة مارغريتا بفنزويلا
دبي، الإمارات العربية المتحدة (CNN) -- دعا الرئيس الليبي، معمر القذافي، في كلمته بقمة "إفريقيا- أمريكا الجنوبية" الثانية، في فنزويلا السبت، إلى تأسيس حلف عسكري مشترك على غرار حلف شمال الاطلسي، "ناتو"، وتدعى " الساتو".
وجدد القذافي التأكيد في كلمته أمام القمة المنعقدة في جزيرة "مرغريتا" على الحاجة لملء الفراغ في النصف الجنوبي للكرة الأرضية من أجل التوازن الدولي وحفظ السلام العالمي، حسب ما أوردته تقارير.
ودعا القذافي دول أفريقيا وأمريكا الجنوبية لإنشاء " الساتو " بجنوب الأطلسي، ليكون موازيا لحلف " الناتو" بشمال الأطلسي، وفق وكالة الجماهيرية للأنباء.
وقال القذافي في القمة التي يشارك فيها ثلاثين رئيس دولة من المنطقتين، وتختتم أعمالها الأحد: "يجب أن نعمل على إنشاء حلف شمال أطلسي للجنوب، وهذا ليس بهدف حربي، فمن حقنا أن نعمل على إنشاء منظمات."
واضاف أن "أميركا الشمالية مرتبطة في كل الميادين بأوروبا، فيما يوجد فراغ في جنوب المحيط الأطلسي، ويجب أن ننشىء حلفاً ليكون بمثابة القيام بخطوة تاريخي ً

وأكد أن هدف إنشاء "الساتو"، لأغراض اقتصادية وتنموية، وليس حربية أو إرهابية أو عدوانية، ولا يدخل في سياق سباق التسلح.
واقترح القذافي أن تكون فنزويلا مقرا دائما لأمانة حلف "الساتو" .
وأكد الزعيم الليبي، أن الجنوب الذي يضم آسيا وإفريقيا وأمريكا الجنوبية، هو القوة الأممية الغالبة التي تستطيع أن تغير العالم وتخلق التوازن وتصنع السلام العالمي وتخلق التنمية لإنعاش الإقتصاد العالمي، لما تملكه من ثروات وقوة بشرية هائلة، ومدفوعة بردة الفعل على التخلف والاستعمار لتعويض ما فات، حسب ما أورده التقرير.
ولفت إلى أن كلمته في الجمعية العامة للأمم المتحدة في نيويورك، لم تكن بإسم ليبيا فقط، وإنما بإسم كافة شعوب الجنوب التي تعرضت للاستعمار والاضطهاد والتهميش ونهب ثرواتها.
وكان الزعيم الليبي قد انتقد بعنف مجلس الأمن الدولي والأمم المتحدة في كلمته الجمعة، قائلاً إن الأخيرة، ومنذ إنشائها عام 1945، فشلت في إيقاف عدد من الحروب أو التدخل فيها.
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وقال إن قارة أفريقيا يجب أن يكون لها مقعدها الدائم في مجلس الأمن.
ومن المتوقع عقد قمة "إفريقيا- وأمريكا الجنوبية" المقبلة في ليبيا عام 2011.

Thursday, 24 September 2009

respingimento e reffugiati!!!


Respingimenti:-


Sono d’accordo con il governo Italiano a respingimenti perche l’arivati non sono rifuggiati veri ma scapano della misera vita e della guerra in Darfur ma che arriva qui e furbo non sa ne scrive neanche sua nome sia in Arabo o in lettere latino questi riffuggiati che ne fa l’Italia deve spendere il dopio prima studiare per arrivare certo livello del cittadino Italiano ed ancora addestrare per un mistiere che grantice un certo tenore di vita insomma integrazione molto lontano.

Alcuni che sono arrivati prima hanno organizzato con la mafia Italiana l’arrivo di altri che hanno pagato simma notevoli da 3000 a 5000 dolari americani e sciavetà del 30 mo secolo pasta con questo meglio aiutarli a chad in campi in Sudan e cosi via.