Sudan and conflicts zones.

Sudan and conflicts zones.

Tuesday, 29 December 2009

No al armi per fare Guerra!!!



22/12/2009
Ucraina, la repubblica delle armi
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Con un contratto all'Iraq per 2,4 miliardi di dollari, il Paese sale dal 14mo al quinto posto nell'export di materiale bellico
Secondo l'autorevole opinione di molti esperti, l'Ucraina rappresenta uno dei più grandi malati d'Europa. La corruzione dilagante, una classe politica più adatta al periodo feudale che non ad uno Stato moderno, una crisi finanziaria ed economica profondissima (la produzione industriale nell'ultimo anno e' crollata del 24 percento), un tessuto sociale lacerato ed un trend demografico inesorabilmente negativo (la popolazione continua a diminuire ed e' già scesa sotto i 46 milioni) sembrano supportare abbondantemente tale opinione.
Eppure, in questo scenario a dir poco sconfortante, esiste un settore in cui gli ucraini semplicemente eccellono: la produzione e l'esportazione di armi. Pochi giorni fa e' stata diffusa una notizia a dir poco sensazionale: la compagnia di Stato per il commercio di armi, Ukrspetsexport, ha stipulato con il governo iracheno un contratto di fornitura di armi per un ammontare di circa 2,4 miliardi di dollari. Nell'affare sono coinvolte ben ottanta aziende ucraine produttrici. La transazione ha ricevuto la benedizione degli Stati Uniti, che stanno investendo fior di quattrini al fine di preparare le truppe irachene che dovranno progressivamente subentrare all'esercito a stelle e strisce. Grazie a questo contratto, il più grande mai stipulato dall'Ucraina fin dai tempi dell'indipendenza, il Paese passa dalla quattordicesima alla quinta posizione nella classifica mondiale dei Paesi esportatori d'armi. Inoltre, e la notizia e' stata data dallo stesso primo ministro Yulia Tymoschenko, saranno presto siglati accordi di vendita anche con Libia e Brasile.
Come molti analisti di politica internazionale hanno giustamente fatto notare, questo contratto non fa di certo piacere alla Russia, che nell'Iraq ha sempre trovato un buon cliente a cui piazzare le proprie armi e che vedeva nella fornitura di armi al Paese Mediorientale la possibilità di incamerare risorse da destinare al proprio apparato militare. Serve tempo per capire quali saranno le ripercussioni che tale contratto avrà sulle relazioni russo - ucraine, tuttavia, come si può agevolmente intuire, le premesse non sono delle migliori. Con questo affare, l'Ucraina non fa altro che confermare e consolidare la sua presenza nel mercato mondiale delle armi, mercato in cui ha giocato un ruolo importantissimo fin dalla sua indipendenza. Regioni privilegiate di tale export sono da sempre i Paesi in via di sviluppo del Medio Oriente, Africa ed Asia, molti dei quali sono regimi autoritari che si trovano impantanati in guerre dimenticate che continuano a mietere vittime e che necessitano di un apparato militare abbastanza forte per spezzare i reni alle deboli opposizioni interne.C'e' però un'altra dimensione, collegata con la situazione politica in cui versa il Paese fin dall'indipendenza, molto meno rassicurante e molto più inquietante, vale a dire il florido mercato nero, considereto uno dei piu' vasti del mondo: non a caso, Yuri Orlov, il protagonista del film Lord of War, interpretato da Nicolas Cage, acquistava ogni sorta di arma in Ucraina per esportarla poi verso le guerre dimenticate del continente africano. Le istituzioni ucraine sono molto deboli e facilmente preda di gruppi di interessi senza scrupoli. Troppo spesso, si verificano casi di evidente sovrapposizione tra politica e criminalità. A farne le spese e' prima di tutto la credibilità ucraina come soggetto internazionale. Qualche esempio può aiutarci a comprendere questo fenomeno: le autorita' thailandesi hanno recentemente sequestrato, in virtu' della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell' ONU 1874, un aereo cargo georgiano affittato da ucraini che trasportava quasi 4 tonnellate di armi made in Corea del Nord. Quelle armi erano dirette, con molta probabilità, all'Iran. Le autorita' ucraine hanno cercato di escludere ogni responsabilità. Le esportazioni illegali verso Paesi ‘caldi' (perché messi alla berlina dalla Comunità internazionale o ritenuti a rischio guerra) non sono mai cessate: si pensi ad esempio alla nave cargo Faina, battente bandiera ucraina e sequestrata dai famigerati pirati somali. La nave trasportava 36 vecchi tank sovietici diretti, con molta probabilità, in Sudan, Paese su cui l'Onu aveva posto l'embargo di Armi. Oppure il caso della vendita, anche quella sottobanco e non confermata da nessuna autorita' chiaramente, di armi a prezzo irrisorio alla Georgia al fine di armare Tbilisi prima del conflitto con la Russia.
Questa incapacità delle autorita' ucraine, mista a mancanza di volontà nel contrastare un traffico illecito che fa la ricchezza di molti getta un'ombra sulla credibilità di Kiev e contrasta con tutte quelle visioni semplicistiche e trionfalistiche che vorrebbero l'Ucraina come Paese saldamente democratico e con un economia di mercato pronto ad entrare nella Nato e nell'Unione Europea. La credibilità di Kiev come attore internazionale degno di rispetto si gioca anche sulla sua capacità di mettere fine ai traffici illeciti di armi. Fino a quando non si paleserà nelle elite politiche la volontà di dare un segnale forte in questo senso, continueremo a chiederci chi governa veramente a Kiev: un monarca privo di poteri o un criminale molto astuto?
Alessio Bini

Tuesday, 22 December 2009

Incidente già preparato.



Sudan, incidente aereomorte 50 guardie presidenzialiUna cinquantina di guardie del corpo del presidente del Sud-Sudan, Salva Kiir, ed una donna sono morti in un incidente aereo avvenuto all'aeroporto di Warap.Lo ha annunciato la scorsa notte la Sudan Television. Secondo la tv di stato, l'aereo di atterraggio sulla pista dell'aeroporto, nello stato di Warap, e si è incendiato. Tutte le 48 guardie presidenziali a bordo ed una donna che si trovava nelle vicinanze sono rimasti uccisi. Il reporter della tv, che si trovava nel sud del Paese, non ha fornito altri dettagli e ha aggiunto che non sono state date informazioni ufficiali sulle cause dell'incidente. "L'aereo si è sbilanciato - ha detto - si è schiantato a terra e ha preso fuoco".Martedì 22 dicembre 2009 11.42BBC Arabic آخر تحديث: الثلاثاء, 22 ديسمبر/ كانون الأول, 2009, 03:28 GMTمبيكي يدعو للتوصل لاتفاق سلام في دارفور قبل الانتخاباتقال رئيس لجنة حكماء افريقيا رئيس جنوب افريقيا السابق ثابو مبيكي إن "من الممكن والضروري" التوصل إلى اتفاق للسلام في دارفور قبل الانتخابات السودانية المقررة في ابريل/ نيسان القادم.وأضاف مبيكي في كلمة أمام مجلس الأمن الدولي أن قطاعا واسعا من قادة المجتمع المدني في دارفور يرون أن "الوضع مؤات" للتوصل لاتفاق سلام في الاقليم.واطلع مبيكي مجلس الأمن على تقرير من 125 صفحة أعدته لجنة مكونة من تسعة دول افريقية بشأن الخطوات التي يمكن القيام بها لإحلال السلام في دارفور.وكان النزاع في اقليم دارفور قد اندلع عام 2003، عندما حملت مجموعة من السكان السلاح ضد الحكومة السودانية مطالبين بمشاركة أكبر في السلطة والثروة.وتقدر منظمات الدفاع عن حقوق الإنسان عدد الذين قتلوا منذ اندلاع النزاع في الإقليم عام 2003 بنحو 300 ألف شخص، فيما تقدر الخرطوم العدد بنحو عشرة آلاف شخص.وتنتشر في دارفور قوة حفظ سلام مشتركة بين الاتحاد الافريقي والأمم المتحدة لحفظ السلام، لكنها تواجه مشكلات مالية ولوجستية تحد من قدرتها.رسائل قويةوقال مبيكي إن استثناء أهل دارفور من المشاركة في الانتخابات القادمة "سيعمل على تأكيد تهميشهم، والذي كان سببا مركزيا في اندلاع الصراع المسلح عام 2003".وأضاف "لهذا السبب، نعتقد أن من الضروري التوصل إلى نتيجة في مفاوضات دارفور قبيل الانتخابات السودانية الوشيكة".يذكر أن ممثلي المجتمع المدني والحركات المسلحة في دارفور وافقوا على مواصلة مشاوراتهم في العاصمة القطرية الدوحة في 18 من يناير/ كانون الثاني القادم، على أن تتبعها مفاوضات مباشرة مع الوفد الحكومي في 24 من نفس الشهر حسبما أعلن الأمين العام للأمم المتحدة بان كي مون.وشدد كي مون على ضرورة استمرار الجهود "لتشجيع الحكومة والحركات المتمردة بصورة خاصة لتقديم تنازلات".وأضاف أن على الاتحاد الافريقي والمجتمع الدولي القيام "بدور أساسي" في بعث رسائل قوية لكل الأطراف بأن عليهم الانخراط في المفاوضات التي يقودها جبريل باسولي الوسيط الافريقي الدولي المشترك.
Credo che il governo ha preferito un incidente a mandare un killer con pistola ........................azim

Monday, 21 December 2009

Notizie del Darfur e Sudan.


في أول حوار مصري معها قالت صحفية البنطال السودانية لبنى حسين أنها كانت واحدة من 400 فتاة سودانية تجمعن في مكان واحد ومعظمهن يرتدين البنطلون ..واضافت لبنى لبرنامج 48 ساعة الذي تقدمه قناة المحور أن هناك عشرات الآلاف من السودانيات اللاتي يرتدين البنطال وقالت أن القانون السوداني يعتبر ارتداء البنطلون فعل فاضح ..أضافت الصحفية التي حكم عليها ب 40 جلدة :كنت ارتدي بنطلون واسع جدا وبلوزة طويلة لكنها " شريعة البشير " وعلى الرغم من هذا التشدد كما تقول لبنى فإن القانون السوداني يعاقب الرجل الذي يعتدي على طفل أو امرأة بالحبس 30 يوما فقط وطبعا هذا لأن شريعة البشير هي التي تحكم وليس شريعة الدين الاسلامي كما يزعمون على حد قول الصحفية لبنى لبرنامج 48 ساعة ...البشاير
Mondo. Sudan
In Darfur migliora la situazione dei diritti umani
In corso a Khartoum conferenza patrocinata dal governo sudanese
Diario del Web / APCOM.it - 19/12/2009

EL FASHER - La sicurezza e i diritti umani sono in miglioramento in Darfur. Lo hanno affermato dei responsabili sudanesi durante una conferenza, patrocinata dal governo di Khartoum, su questa regione dell'ovest del Paese in preda all'instabilità.
«Tutti gli indicatori mostrano che c'è una progresso, un miglioramento della situazione umanitaria in Darfur», ha dichiarato Hassabo Mohammed Abdel Rahmane, il commissario generale aiuti umanitari per l'insieme del Sudan. «Il Darfur ha fatto un grande passo avanti nella sua ripresa», ha da parte sua affermato Osmane Mohammed Youssef Kebir, il governatore del Nord Darfur, alludendo a una «normalizzazione della vita civile». I due responsabili si sono espressi a margine di una conferenza sui diritti umani in Darfur organizzata a El Fasher, la capitale del Nord Darfur, dal gruppo sudanese per i diritti umani e la tv satellitare araba al Jazeera con l'appoggio del governo di Khartoum.
Contro il presidente sudanese Omar al Bashir è stato spiccato un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra e contro l'umanità in questa regione, dove il conflitto scoppiato nel 2003 ha provocato fino a 300mila morti secondo l'Onu - 10mila secondo Khartoum - e 2,7 milioni di sfollati. «Il più importante degli indicatori è il ritorno volontario degli sfollati» nelle loro case, ha aggiunto Abdel Rahmane.

Friday, 18 December 2009

Italia e destra ma non represiva!!!!!

Inizio moduloFine moduloFacebook è più pericoloso dei gruppi anni 70. E Schifani le spara sempre più grosse“Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi, che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange”. Così il presidente del Senato ha cercato di spiegare per quale motivo i social network, Facebook e affini, sarebbero pericolosi per l’ordine costituito e per l’ordinamento democratico, in una sua visione vagamente polpottiana della società e della comunicazione.A Renato Schifani ha risposto con sagacia il capo gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: “la pensa come Ahmadinejad, HU Jintao e Al Bahir, i presidenti di Iran, Cina e Sudan, dove Facebook è messo al bando”. In effetti continua a permanere questo strano contrasto tra il Popolo della libertà che evoca libertà e propone censure, bandi, liste di proscrizione. Pensare che fino ad oggi i paesi in cui internet era sottoposto a controlli e limitazioni erano messi all’indice come luoghi dove la libertà di espressione era a rischio.Ci voleva il presidente del Senato, che probabilmente internet non lo usa nemmeno per approfittare dell’utilissima calcolatrice di windows, per spiegarci che in effetti certe affermazioni, certi slogan e certi discorsi potrebbero essere pericolosi. Difficile capire chi dovrebbe decidere quali affermazioni alimentano l’odio e quindi vanno censurate: un gruppo di Facebook che definisse Bush un assassino inciterebbe all’odio o semplicemente definirebbe le azioni di chi ha portato prove false per scatenare una guerra che ha portato decine di migliaia di morti civili?

Hei Abbiamo capito Sudan Iran e altri paese di assedio facista o destra Islamica ma qui in Italia ......UN PAESE DOVE LA DEMOGRAZIA ANCORA IN COMPIUTA .....SCHIFANI E LA SECONDA CARICA DEL STATO il colmo..........azim

Thursday, 17 December 2009

chiudere la relazione con Francia.



صعّد «حزب المؤتمر الوطني» الحاكم في السودان من لهجته ضد قوى المعارضة، وقلل من تحركاتها للمطالبة بإقرار قوانين التحول الديموقراطي، واعتبرها «ميتة، والضرب في الميت حرام»، مؤكداً استحالة إطاحة حكومته عبر انتفاضة شعبية، فيما تدرس الخرطوم طرد السفير الفرنسي رداً على موقف باريس التي طلبت من القاهرة عدم دعوة الرئيس عمر البشير إلى القمة الأفريقية - الفرنسية، ما دفع مصر إلى إلغاء استضافتها ونقلها إلى باريس.وأكد مستشار الرئيس السوداني لشؤون الأمن القومي الفريق صلاح عبدالله «استحالة اختراق الخرطوم من داخلها أو خارجها وجعلها مثل بعض العواصم الأفريقية التي ينفرط فيها الأمن»، متوعداً بـ «حسم أي جهة تحاول زعزعة الأمن في العاصمة». واتهم قوى إقليمية ودولية لم يسمها بالسعي إلى إطاحة نظام الحكم «لتمسكه بالمشروع الإسلامي».وقال عبدالله في ندوة نظمها الحزب الحاكم في أم درمان، إن «قوى دولية تحاول عبر طرق عدة إزاحة البشير عن السلطة بدعم الحرب في جنوب البلاد وإشعالها في دارفور والشرق». وحمل في شدة على قوى المعارضة، واعتبرها «ميتة وعديمة الحيلة»، مشيراً إلى أنها «لم تستطع الخروج في تظاهرة منذ 20 عاماً وصارت تستقوي بالحركة الشعبية (لتحرير السودان) لإسقاط نظام الحكم... مستحيل إسقاط الحكم في الخرطوم عبر انتفاضة شعبية». وأضاف أن «أعداء السودان يدعمون ولاءات قديمة، وكأن السودان لم يتطوّر بعد... هذه الولاءات انتهت وماتت هي وأصحابها، وسيذهبون إلى مزبلة التاريخ عبر صناديق الاقتراع، وسيلقنهم الشعب درساً قاسياً».من جهة أخرى، وصفت وزارة الخارجية السودانية قرار باريس نقل القمة الفرنسية - الأفريقية من مصر لتجنب حضور البشير، بأنه «جزء من مساعي فرنسا لعزل السودان دولياً». وكان مقرراً أن تعقد قمة الدول الناطقة بالفرنسية، أو ما يعرف بقمة الفرانكفونية، في شرم الشيخ، لكن فشل تسوية الخلافات مع باريس في شأن دعوة البشير إلى القمة أدى إلى تغيير مكان انعقادها إلى باريس. واعتبر الناطق باسم الخارجية السودانية معاوية عثمان أن فرنسا «تمارس عقلية استعمارية قديمة»، ووصف القرار بأنه «غير عقلاني»، كما رفض تحديد مستوى تمثيل السودان في القمة التي تعقد في أيار (مايو) المقبل، وقال إن «هذا موضوع سابق لأوانه».وكشفت مصادر مطلعة في الخرطوم أن «قيادات نافذة في الحكم تدرس الموقف الفرنسي بعد تلقيها معلومات عن دعم باريس تحالف المعارضة وممارستها ضغوطاً على مصر لعدم دعوة البشير إلى القمة الفرانكفونية، ما اضطرها إلى الاعتذار عن عدم استضافتها بعدما تمسكت بدعوة البشير». ولم تستبعد تلك المصادر أن يصل رد الحكومة إلى طرد السفير الفرنسي من الخرطوم.إلى ذلك، طالب رئيس «لجنة حكماء أفريقيا في شأن دارفور» ثابو مبيكي، الخرطوم بإجراء تعديلات في قوانين توطئة لتطبيق توصيات لجنته، خصوصاً في شأن محاكمة متهمين بارتكاب جرائم في دارفور. ودعا عقب لقائه البشير أمس القوى السياسية الى ايجاد افضل السبل لحل كافة القضايا العالقة قبل الانتخابات الرئاسية والبرلمانية المقررة العام المقبل. وقال مبيكي للصحافيين إن لجنة حكماء أفريقيا التي تضمه ورئيس نيجيريا السابق عبدالسلام أبو بكر ورئيس بوروندي السابق بيير بويويا، أجرت مشاورات مع رئيس حكومة الجنوب سلفاكير ميارديت وزعماء الأحزاب ركزت على تنفيذ اتفاق السلام ودفع عملية السلام في دارفور والانتخابات وتنفيذ توصيات لجنة الخبراء، موضحاً أن لجنته أقرت برامج لتنفيذ التوصيات ومتابعة الأوضاع في دارفور لتسريع عملية السلام هناك.وشدد على «ضرورة محاسبة كل من ارتكب جرماً في دارفور عبر محاكم مختلطة... وليس هناك كبيراً على القانون من الرئيس إلى آخر شخص»، مشيراً إلى أن تقريره استند إلى مطالب أهل دارفور «لأنهم الضحايا ولا يثقون في المؤسسات القائمة في بلادهم، وحتى تأخذ العدالة مجراها يجب أن يثق الجميع في المؤسسات التي تقوم بالعدالة».وأكد ان تقرير لجنته لا يتعارض مع الدستور الانتقالي، موضحاً أن هناك توصيات ستترك لمفاوضات السلام. وكشف أن لقاءه أمس مع المبعوث الرئاسي الأميركي إلى السودان سكوت غرايشن الذي يزور الخرطوم حالياً ناقش هذه القضايا. وقال إن غرايشن أبلغه حرصه على التعامل مع اللجنة من خلال البرامج التي وضعت لتمكينها من تقويم الأوضاع في دارفور ودفع عملية السلام والمساعدة في تنفيذ اتفاق السلام الشامل. ورأى أن الاختبار الحقيقي هو ترجمة الخرطوم للتوصيات التي توصلت إليها اللجنة الأفريقية.وسيستمع مجلس الأمن الاثنين المقبل إلى تقرير «لجنة حكماء أفريقيا». وسيقدم مبيكي أمام المجلس أبرز توصيات لجنته التي تركز على تحقيق العدالة والمصالحة والسلام في دارفور.الخرطوم - النور أحمد النوردار الحياةمستشار للرئيس السوداني: فرضية قيام انتفاضة شعبية في الخرطوم مستحيلةقيادي في الحركة الشعبية: نريد «فطم» حزب البشير من ثدي السلطةقال الفريق أول صلاح عبد الله قوش مستشار الرئيس السوداني لشؤون الأمن القومي، أمين شؤون العاملين بحزب المؤتمر الوطني، إن الانتفاضة المحمية أو غيرها مستحيلة الحدوث في الخرطوم،، وشدد على أن حزبه سيكون أكثر حسما لـ«العبث»، في ندوة لحزبه في مدينة أم درمان.وفي ندوة مغايرة للمعارضة والحركة الشعبية، شن ياسر عرمان نائب الأمين العام للحركة الشعبية قطاع الشمال هجوما عنيفا على حزب المؤتمر الوطني، وقال إن الأخير يستولي على أجهزة الدولة، وإنهم بصدد فطمه من ثدي السلطة.وكشف عرمان أن الحركة الشعبية دربت 1000 من عناصرها، في دار الحزب بحي المقرن وسط الخرطوم، على المسيرات السلمية وأن يمنعوا حدوث أي عنف، وقال عرمان في ندوة سياسية لتحالف «أحزاب إعلان جوبا»، الذي يضم أحزاب المعارضة والحركة الشعبية، إن كوادر الحركة الشعبية نجحت تماما في مهمتها في المسيرات الاحتجاجية خرجت في الأيام الماضية ضد حزب الرئيس البشير، بشأن القضايا العالقة في اتفاق السلام بين الشمال والجنوب، ودعا إلى الاستمرار «على هذا النهج وعدم الاعتداء على الشرطة، أو على الممتلكات العامة والخاصة».ووصف عرمان في الندوة التي عقدت في الميدان الغربي لجامعة الخرطوم، كبرى الجامعات السودانية وأعرقها، الاتفاق الذي جرى بين حزبه وحزب المؤتمر الوطني حول قوانين الاستفتاء لجنوب السودان، والاستفتاء في منطقة أبيي، وقانون المشورة الشعبية في جنوب كردفان وجبال النوبة استحقاق عادي، قائلا إن هذه القوانين والأخرى التي لم يتوصل الشريكان إلى اتفاق حولها سبق أن رفعتها الحركة الشعبية قبل أربع سنوات، لذلك فإن إجازتها لا تستحق «كل هذه الجلبة»، في إشارة إلى التوتر الذي جرى في الأيام الماضية بسبب هذه القوانين.وكشف عرمان أنهم عازمون على فطم حزب المؤتمر الوطني من «الرضاعة من ثدي السلطة، خصوصا أنه الآن يستولى على مفاصلها بشكل كامل ويديرها وفق ما يريد»، وقال إن ذلك تكشف لهم «عندما خرجت الحركة الشعبية الأسبوع الماضي مع قوى المعارضة في مسيرة سلمية، حيث تأكد أن كل أجهزة الدولة تدين له بالولاء التام، لذلك يجب أن يتم فطامه».وقال عرمان إن ما حدث من تصدٍّ للمسيرة يوضح أن «الانتخابات ستجري في ظروف صعبة، إلا أنه رغم ذلك فإن ما نفذه تحالف أحزاب جوبا حتى الآن من عمل سلمي أكد أنه يتمتع بقوة كبيرة تمكنه من النضال حتى تنظم انتخابات حرة نزيهة، وهو ما يجب أن يستمر».وفي ندوة لحزب المؤتمر الوطني في ضاحية الفتيحاب جنوب مدينة أم درمان، قال صلاح قوش إن أعداء السودان يدعمون ولاءات قديمة وكأن السودان لم يتطوّر بعد، وأضاف أن تلك الولاءات انتهت وماتت هي وأصحابها، وقال إن الضرب في الميت حرام، ومضى: «سيذهبون إلى مزبلة التاريخ عبر صناديق الاقتراع، وسيلقّنهم الشعب درسا قاسيا». واستهجن قوش دعوة الحركة للأحزاب لإقامة الشغب الذي وصفه بالفاشل، وقال إن الانتفاضة المحمية أو غيرها مستحيلة الحدوث في الخرطوم، وأضاف أن حزبه المؤتمر الوطني أعد العدة لإيقاف ما سماه عبث الأحزاب.وتحدى أن درجة الأمن والقوة المتوفرة بولاية الخرطوم والجاهزية على مستوى القطر لا تستطيع معها أية قوة داخلية أو إقليمية مدعومة اختراقها وإحداث أي نوع من أنواع الفوضى بالبلاد، حسب تعبيره، وشدد على أنهم لن يسمحوا في ظل هذه الظروف وفي أثناء تداول القوانين الخلافية في البرلمان بتنظيم أي تظاهرات، وقال إن «القوى المعارضة إذا كانت حريصة على زعزعة الأمن فإن المسؤولية تحتم علينا أن نكون أكثر حسما للعبث وإيقافه عند حده، كما تم ذلك». وحذر: «لن نسمح أن يتعرض أي مواطن للخطر». وقال قوش إن القوى السياسية «فشلت في تنظيم مظاهرة واحدة لإسقاط النظام طوال عقدين من الزمان، وتعمل الآن على التقوّي بالحركة الشعبية لإثارة الفوضى».من ناحية أخرى، قال سكوت غرايشن المبعوث الأميركي للسودان، إن إدارته تعكف على إرسال فريق فني قريبا يبقى في السودان لأطول مدة لدعم عملية التحول الديمقراطي في البلاد، في تصريحات له في عاصمة جنوب السودان، جوبا، بعد لقاء مع سلفا كير النائب للرئيس السوداني رئيس الحركة الشعبية، وجدد حرص واشنطن على تحقيق سلام شامل بالسودان.وتناول اللقاء آخر التطورات السياسية في السودان في ضوء الاتفاق الذي تم بين الحركة الشعبية لتحرير السودان وحزب المؤتمر الوطني بشأن قوانين الاستفتاء على تقرير جنوب السودان ومنطقة أبيي والمشورة الشعبية حول منطقتي النيل الأزرق وجنوب كردفان. وأشاد غرايشن «بنجاح عمليات تسجيل الناخبين في السجل الانتخابي بجنوب السودان في إطار الإعداد للانتخابات القادمة»، وعبر عن أمله في أن يتم إنفاذ القوانين، كما أشادا بدور الشريكين في التوصل إلى هذا الاتفاق.وفي السياق نقل عن مصادر مطلعة في الخرطوم أن قيادات نافذة في الحكومة السودانية يدرسون ما يعتبرونه دعما فرنسيا لتحالف المعارضة السودانية وممارستها ضغوطا على مصر لعدم دعوة البشير إلى القمة الفرانكفونية، مما اضطرها إلى الاعتذار عن استضافتها بعدما تمسكت بموقفها بدعوة البشير، ولم تستبعد تلك المصادر أن يصل رد الحكومة إلى طرد السفير الفرنسي من الخرطوم. وكانت الرئاسة الفرنسية قالت إن القمة ستعقد في فرنسا، دون مزيد من التوضيح.في اتجاه آخر أعلنت المعارضة التشادية أن قواتها تتعرض حاليا لقصف جوي متواصل من الجيش التشادي في كل المواقع التي توجد فيها بشرق وجنوب شرقي تشاد، وبشكل تسبب في حالة عدم استقرار، وتوقعت أن تسفر الأيام القادمة عن مواجهة شاملة بين قوات المعارضة والجيش التشادي. وأكدت المعارضة في بيان صحافي أن السبب المباشر للتصعيد هو محاولة جديدة لتصفيتها بالاستعانة بالطيران الفرنسي، وأشار إلى أن الأمر سيدخل قريبا مرحلة المواجهة الميدانية، وهذا يجب أن يعلمه الرأي العام العالميالخرطوم: إسماعيل آدم الشرق الاوسطالصورة لصلاح قوش ورئيس المخابرات المصرية في زيارته للخرطوم للحوار مع المخابرات السودانية عقب اعلان إسرائيل بأنها ضربت قافلة بشرق السودان ومراكب صيد بالبحر الأحمر بعد فترة من إرتكاب جرائم

Tutto che fa bene alla salute.


giovedì, 17 dicembre 2009


L'università di Modena in Sudan con Emergency
Una convenzione con l'associazione di Gino Strada porterà professionisti e studenti di Medicina a operare a Khartoum. Un centro d'eccellenza in un paese martoriato da vent'anni di guerra civile

Un piccolo paziente dell'ospedale "Salam" di Soba
MODENA, 15 DIC. 2009 - Cuore e coraggio. Con queste due parole si può riassumere l'iniziativa che porta in Sudan al fianco di Emergency la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Cuore perché protagonisti del progetto sono l'equipe cardiochirurgica del prof. Roberto Parravicini e gli studenti della scuola di specializzazione di Cardiochirurgia e di Medicina e Chirurgia. Coraggio perché il contesto in cui andranno a operare è tra i più drammatici, il Sudan è infatti un paese martoriato da vent'anni di sanguinosa guerra civile. La struttura di Emergency con la quale è stato firmata la convenzione è l'ospedale “Salam” (pace) di Soba, a 20 chilometri da Khartoum. Al suo interno è operativo un Centro regionale di cardiochirurgia che offre assistenza altamente specializzata e gratuita ai pazienti provenienti dal Sudan e dai paesi confinanti.La collaborazione tra l’Ateneo modenese-reggiano ed Emergency ha come fine lo sviluppo di un programma di ricerca clinica riguardante le patologie cardiovascolari con interesse esteso alla rianimazione cardiorespiratoria. “Esperienze come questa rappresentano un indispensabile arricchimento scientifico-culturale ed umano per i nostri studenti. Sono l’occasione per misurare sul campo le competenze acquisite, ma soprattutto per portare sollievo a chi soffre”, ha commentato il Rettore prof. Aldo Tomasi .In Sudan l’aspettativa di vita è di 55 anni, la mortalità infantile sotto i cinque anni si attesta intorno al 107 per mille, il 50% della popolazione non ha accesso ai farmaci essenziali ed esistono 16 medici ogni 100.000 abitanti. “Si tratta di un'opportunità di formazione in setting formativi non tradizionali, ma di grande importanza a livello internazionale che permette di espandere le conoscenze proprie delle professioni sanitarie a situazioni molto diverse da quelle che i nostri studenti affrontano nel nostro Paese.” Ha spiegato la Preside della facoltà di Medicina e Chirurgia prof.ssa Gabriella Aggazzotti.Emergency è presente in Sudan già dal 2004, nel Nord Darfur a sostegno degli ospedali di Mellit e al Fashir. Nel 2005 ha aperto un centro pediatrico per offrire assistenza gratuita ai bambini del campo profughi di Mayo, nei sobborghi della capitale. Dall’aprile 2007 a Soba, è operativo un Centro regionale di cardiochirurgia. Il Centro, chiamato “Salam” (pace), sarà collegato a una rete di cliniche situate in diversi Paesi della regione dove, oltre all’assistenza pediatrica, verrà effettuato lo screening e il follow up dei pazienti cardiopatici da trasferire al Centro Salam. Il primo Centro è stato inaugurato nel marzo 2009 a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Un secondo Centro è in costruzione a Nyala, capitale del Sud Darfur.“Credo molto nel fatto che il ruolo che interpreto oggi - ha sottolineato il prof. Roberto Parravicini - quello di professore universitario, non si concluda nel trasmettere conoscenze, ma si sostanzi nel momento in cui si riesce a comunicare una passione genuina ed intensa per questa professione che ci porta a dare e inventare possibilità di vita, anche ove e quando sia difficile farlo. Il “potere” del medico è in fondo questo: il medico può e deve intervenire per riacchiappare la vita ed è chiamato a farlo qua come altrove”.

Notizie chi fanno gioa grazie Modena e grazie al rettore del Università e al studente mile grazie...........Azim

Tuesday, 15 December 2009

Notizie su Sudan



Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.

EST - GB, Regina e Foreign Office sotto accusa: Nemici di Israele


Roma, 14 dic (Velino) - Foreign Office e Buckingham Palace sono sotto accusa a Londra, dopo le invettive lanciate dallo storico Andrew Roberts secondo cui il Regno Unito sarebbe nemico di Israele. Roberts, autore di numerose biografie di alto livello, tra le quali quelle di Winston Churchill, Neville Chamberlain e Adolf Hitler, e di una rivisitata storia della Seconda guerra mondiale attualmente al secondo posto tra i best-sellers del Sunday Times, ha ricordato che in 57 anni di regno la regina Elisabetta II non ha mai visitato lo Stato di Israele. “C’è un veto del Foreign Office – ha accusato Roberts, che ha ricordato come spetti al ministero degli Esteri organizzare le visite dei reali”. “Non è una coincidenza – ha detto lo storico davanti ai 400 invitati di una cena dell’Associazione anglo-israeliana a Londra – che anche se la Regina ha fatto oltre 250 visite in 129 paesi diversi, né lei, né un singolo membro della famiglia reale sia mai stato in Israele per una visita ufficiale”.
Il Foreign Office risponde che Israele non è certo l’unico Stato non visitato dalla sovrana inglese. “Ciò può essere vero per il Ciad o il Burkina Faso – ha argomentato lo studioso – ma chissà come mai il ministero degli Esteri ha trovato il tempo per inviare la Regina in visite di Stato in Libia, Iran, Sudan, Kuwait, Bahrein, Qatar, negli Emirati arabi uniti, in Oman, in Arabia Saudita, in Tunisia, in Algeria, in Marocco, in Giordania e in Turchia”. Tutti Paesi islamici, molti dei quali retti da un regime dittatoriale, ha fatto osservare Roberts. Lo storico ha anche invitato il governo a una politica differente verso lo Stato ebraico.
E riferendosi alle dichiarazioni del deputato conservatore William Hague, secondo cui Israele dovrebbe adottare risposte “proporzionate” agli attacchi che subisce, Roberts ricorda la Seconda guerra mondiale, durante la quale gli alleati risposero all’uccisione di 50 mila inglesi con bombardamenti che condussero alla morte di 600 mila tedeschi: "Chi siamo noi per pretendere di insegnare a Israele che ci si difende in maniera proporzionata?", ha domandato retoricamente. Lo storico si è anche detto convinto che se la Gran Bretagna subisse un attacco come quello che Israele ha subito da Hezbollah nel 2006, la sua risposta non sarebbe dissimile da quella israeliana. Roberts, alla fine, critica anche Barack Obama, definito “il presidente Usa meno vicino a Israele dai tempi di Dwight Eisenhower”: “Obama non fermerà Mahmoud Ahmadinejad, forse il nemico più pericoloso degli ebrei dopo Hitler, dall’acquisire la bomba atomica”. “Israele e solo Israele – ha concluso tra gli applausi lo studioso – sa come agire nel migliore interesse del popolo ebraico”.

(Giampiero de Andreis) 14 dic 2009 12:32