Sudan and conflicts zones.

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Monday, 14 December 2009

Film su Darfur!!! Banka rotta !!!


domenica 13 dicembre 2009
Africa: un film arabo sul Darfur
Il regista egiziano Saied Hamid ha iniziato i preparativi per la realizzazione di un film dal titolo The Road to Darfur (La strada per il Darfur). La pellicola, la prima di un autore arabo sul tema, vuole correggere le concezioni errate sulle vicende del Paese diffuse nei media occidentali, anche se, come precisa l’Egyptian Gazette, non punterà a migliorare l’immagine del presidente sudanese Omar Al Bashir, contro il quale la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso un mandato di cattura per crimini contro l’umanità e di guerra, in relazione alla guerra civile del Darfur. Il film, coprodotto dall’ambasciatore e uomo d’affari degli Emirati Arabi Uniti Sulaiman Al-Fahim, dovrebbe avere un budget di circa 10 milioni di dollari e un cast cosmopolita, con star e professionisti da Egitto, Sudan e Francia. Il film avrà due versioni: una in arabo e una internazionale in inglese.
[Maria Coletti]
Italia : rischio bancarotta?
Domenica 13 Dicembre 2009 07:48 Andrea

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Secondo le stime più recenti ed attendibili redatte sia dal FMI( Fondo monetario internazionale), dall’OCSE( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) e dalla CIA(Central intelligence agency) tra gli stati mondiali meno virtuosi primeggia l ‘Italia. Solo 7 sono le nazioni che hanno un debito superiore al 100% del PIL. Le nazioni più indebitate sono lo Zimbabwe con un debito pari al 218,2% del PIL, seguito dal Libano con 186,6%, e udite udite, gli interessi bassi da pagare sui Bot appena emessi, ma dare l'1,84% lordo di interessi può causare, dopo questa fase di corsa ai titoli di Stato, una fuga dei risparmiatori nel futuro prossimo soprattutto se torneranno a salire i prezzi delle case e la Borsa si riprenderà dalle ultime mazzate. E allora? Tornerà di moda il vecchio discorso sul rischio bancarotta dell'Italia? Non è facile dirlo. Certo che gli investitori si sono assicurati maggiormente contro il default dell'Italia attraverso il cosiddetto CDS (il Credit Default Swap, è una polizza assicurativa che si contrae contro il rischio di fallimento di uno Stato e quindi sulla possibile insolvenza dei suoi titoli ) che per ogni altro Stato. Secondo il The Economist tra le nazioni a rischio l'Italia è al primo posto seguita a lunga distanza da Spagna, Germania, Brasile e Grecia. Ovviamente si tratta di un risultato ottenuto in tanti anni di ottima amministrazione della nostra nazione e del quale occorre ringraziare tutti i partiti e tutti i politici che hanno governato. Nessuno escluso! Ogni Italiano allora deve essere orgoglioso di avere avuto una classe politica come quella che abbiamo votato e che pur di continuare a governare ci ha dato questo grande regalo di un grande debito pubblico. Parliamo di circa 30 mila euro per ogni italiano residente. Ovviamente a questo debito occorre aggiungere i debiti della regione Calabria ( solo per la sanità si parla di altri 1000 euro per ogni calabrese) ed ancora i debiti del comune di Amantea. Allora è davvero difficile credere che lì’Italia sia a rischio bancarotta?
dal Giappone con un 170% (per la Cia, ma secondo il Fmi sarebbe secondo con un disavanzo del 198,6%). Al quarto posto la Jamaica con un 126,50%, al quinto posto contesto il Sudan con il 105,9%), al sesto l’'Egitto con il 105,8% ed al settimo l’Italia con il 104% A completare questa poco incoraggiante top ten Singapore con il 96,3%, le Seychelles con il 92,3% e la Grecia con l’89,5%( ma l’Ocse parla del 100%). Seguono la Germania che è al 20° posto, la Francia al 23°, gli Stati Uniti al 27°, il Regno Unito solo al 40°, la Spagna addirittura al 55° posto e la Cina al 90° con solo il 18,4% di debito. Tra i paesi più virtuosi la Libia. Ora, il debito pubblico si “combatte” con prestiti anche internazionali. Ovvio, allora, che gli investitori stiano attenti agli investimenti . Insomma l'Italia è nettamente la pecora nera dell'Europa e, salvo il Giappone, è il peggiore tra gli Stati maggiormente industrializzati. I dati sulla continua crescita del debito, del recente sforamento dei parametri di Maastricht e sul vertiginoso aumento della disoccupazione, non fanno altro che peggiorare la situazione in prospettiva futura. Un piccola boccata d'ossigeno sono

Saturday, 12 December 2009

Festival importante!!!!


Il Festival d’Annecy, kermesse dedicata al cinema di animazione, arriva in Italia. Il Centro Culturale Francese di Milano gli dedica un’intera giornata.
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Giovedì 10 dicembre, serata dedicata ai cortometraggi di
animazione, scelti e selezionati tra le numerose pellicole che hanno partecipato al Festival d’Annecy. Al Centro Culturale Francese sono stati proiettati in totale dieci film, tutti realizzati con tecniche sofisticate e suggestive – visti i risultati – e, dati i passi in avanti che ogni anno compie l’animazione cinematografica, non c’è da stupirsi. Ciò che invece ha colpito piacevolmente, è stata l’attenzione riservata alla sceneggiatura. Ogni film possiede, infatti, una trama ben costruita, in nessun caso soffocata dalla fame di effetti speciali.
La mancanza quasi totale del parlato permette di apprezzare i tanti altri linguaggi utili alla comunicazione. Mentre tutti i film aiutano a riflettere, con la leggerezza e la freschezza che solo un cartone animato può regalare, divertendo sia i bambini che gli adulti, ma riservando anche altri piani di lettura.
Da segnalare Slavar, di H. Heilborn,
documentario sui bambini schiavizzati nel Sudan, visti attraverso un’ intervista condotta da una giornalista a due vittime, liberate dopo un periodo di schiavitù. La pellicola affronta un tema delicato con particolari a volte brutali, alleggeriti dal fatto che la storia è raccontata sottoforma di cartone animato, il che aiuta a guardare il futuro con speranza e rende meno drammatica la visione della realtà. In questa dimensione il pubblico adulto può esercitare il proprio occhio critico, guardando le cose da un altro punto di vista, in forme diverse da quelle convenzionali – riuscendo così ad analizzarle e capirle.
A volte si pensa che la visione di immagini, anche se brutali, ci aiuti a comprendere determinate situazioni. Ma in una società ormai avvezza alle brutalità trasmesse quotidianamente in tv, la violenza non è più l’eccezione ma la regola. Al contrario, sentire la voce di due bambini e vedere un cartone animato, dove più che le immagini contano i suoni e le ombre, sono modi di rendere straniante – come Brecht insegnava – l’essenza del dolore di un’infanzia strappata.
Molto interessante, a livello estetico, Madagascar, carnet de, di D. Bastien. Diario di un viaggio nell’isola africana, si apprezza per il rimando a diverse forme artistiche. Si passa infatti da sequenze costruite come quadri eseguiti con la tecnica del puntinismo, ad altre che richiamano il mondo dei fumetti o, ancora, gli acquerelli e, infine, sequenze che utilizzano la tecnica dello stop motion.
Nel complesso il Festival si è rivelato ricco di proposte interessanti sia a livello di effetti speciali, sia per i messaggi veicolati dalle diverse pellicole – con un occhio attento al tema del diverso e al pericolo dell’omologazione, vista come annullamento della personalità. Messaggio questo particolarmente evidente in Ex-E.T. di B. Bargeton e L’homme à la Gordini di J.C. Lie.
Ancora una volta, la manifestazione francese si riconferma un importante appuntamento per il
cinema di animazione di alta qualità.
Lo
spettacolo continua:Festival International du court-métrage de Clermont-FerrandCentro Culturale FranceseCorso Magenta 63, MilanoSabato 12 Dicembre, ore 15:30

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Il Festival d’Annecy, kermesse dedicata al cinema di animazione, arriva in Italia. Il Centro Culturale Francese di Milano gli dedica un’intera giornata.
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Giovedì 10 dicembre, serata dedicata ai cortometraggi di animazione, scelti e selezionati tra le numerose pellicole che hanno partecipato al Festival d’Annecy. Al Centro Culturale Francese sono stati proiettati in totale dieci film, tutti realizzati con tecniche sofisticate e suggestive – visti i risultati – e, dati i passi in avanti che ogni anno compie l’animazione cinematografica, non c’è da stupirsi. Ciò che invece ha colpito piacevolmente, è stata l’attenzione riservata alla sceneggiatura. Ogni film possiede, infatti, una trama ben costruita, in nessun caso soffocata dalla fame di effetti speciali.
La mancanza quasi totale del parlato permette di apprezzare i tanti altri linguaggi utili alla comunicazione. Mentre tutti i film aiutano a riflettere, con la leggerezza e la freschezza che solo un cartone animato può regalare, divertendo sia i bambini che gli adulti, ma riservando anche altri piani di lettura.
Da segnalare Slavar, di H. Heilborn, documentario sui bambini schiavizzati nel Sudan, visti attraverso un’ intervista condotta da una giornalista a due vittime, liberate dopo un periodo di schiavitù. La pellicola affronta un tema delicato con particolari a volte brutali, alleggeriti dal fatto che la storia è raccontata sottoforma di cartone animato, il che aiuta a guardare il futuro con speranza e rende meno drammatica la visione della realtà. In questa dimensione il pubblico adulto può esercitare il proprio occhio critico, guardando le cose da un altro punto di vista, in forme diverse da quelle convenzionali – riuscendo così ad analizzarle e capirle.
A volte si pensa che la visione di immagini, anche se brutali, ci aiuti a comprendere determinate situazioni. Ma in una società ormai avvezza alle brutalità trasmesse quotidianamente in tv, la violenza non è più l’eccezione ma la regola. Al contrario, sentire la voce di due bambini e vedere un cartone animato, dove più che le immagini contano i suoni e le ombre, sono modi di rendere straniante – come Brecht insegnava – l’essenza del dolore di un’infanzia strappata.
Molto interessante, a livello estetico, Madagascar, carnet de, di D. Bastien. Diario di un viaggio nell’isola africana, si apprezza per il rimando a diverse forme artistiche. Si passa infatti da sequenze costruite come quadri eseguiti con la tecnica del puntinismo, ad altre che richiamano il mondo dei fumetti o, ancora, gli acquerelli e, infine, sequenze che utilizzano la tecnica dello stop motion.
Nel complesso il Festival si è rivelato ricco di proposte interessanti sia a livello di effetti speciali, sia per i messaggi veicolati dalle diverse pellicole – con un occhio attento al tema del diverso e al pericolo dell’omologazione, vista come annullamento della personalità. Messaggio questo particolarmente evidente in Ex-E.T. di B. Bargeton e L’homme à la Gordini di J.C. Lie.
Ancora una volta, la manifestazione francese si riconferma un importante appuntamento per il cinema di animazione di alta qualità.
Lo spettacolo continua:Festival International du court-métrage de Clermont-FerrandCentro Culturale FranceseCorso Magenta 63, MilanoSabato 12 Dicembre, ore 15:30

-->Accidenti sono occupato a quell ora si no e importanti da vedere...............Azim

Friday, 11 December 2009

Soldato di etnia Sudanese nel esercito Italiano.




12/12/2009Salerno. Provincia di Salerno, Sala Giunta. Calendersercito 2010.A Salerno, giovedì 10 dicembre 2009, alla Sala Giunta della Provincia di Salerno è stato presentato il Calendesercito 2010.A fare gli onori di casa l’Assessore Adriano Bellicosa in rappresentanza del Presidente della Provincia di Salerno, On. Edmondo Cirielli. L’indirizzo di saluto dell’Esercito Italiano è stato formulato dal Colonnello Flavio RIZZO, Comandante del Centro Documentale di Salerno mentre il Colonnello Giuseppe De Simone, Capo Ufficio Reclutamento e Comunicazione del Comando Militare Esercito “Campania” ha illustrato nel dettaglio il Calendesercito 2010. La presentazione è stata moderata dalla giornalista Monica Di Mauro di TVOGGI.Il CalendEsercito è diventato ormai un tradizionale appuntamento con il quale la Forza Armata si rivolge all’opinione pubblica per presentare, nello scorrere dei mesi, uno spaccato della sua storia, della sua organizzazione, delle sue numerose attività, in Italia e all’estero.Il Calendario di quest’anno dal titolo “SOLDATI D’ITALIA – I NUOVI VOLTI DI UN ESERCITO SENZA CONFINI” illustra le attività operative della Forza Armata in Patria e all’estero anche attraverso i volti e le storie dei militari che ne fanno parte, tra i quali i cittadini italiani di nuova generazione, giovani di origine straniera da parte di uno o di entrambi i genitori naturali.Il filo conduttore del Calendario è quello della integrazione multietnica che vede nell’Esercito un’Istituzione consapevole e pronta a educare/formare alla convivenza democratica. Una Forza Armata efficiente e moderna capace di operare in Patria ed in ogni area del globo terrestre, con tutto il suo personale indipendentemente da diversità di etnia, cultura, religione.Argentina, Senegal, Slovenia, Romania, Sudan, Bielorussia, Cuba, Filippine, Etiopia, Gran Bretagna, Turchia, Polonia, Ungheria, Somalia, Marocco, Repubblica Ceca, Sri Lanka, sono questi i Paesi di origine dei soldati italiani che hanno posato per il CalendEsercito 2010. Giovani di origine straniera che hanno scelto di essere italiani e di prestare servizio nell’Esercito e rappresentano gli oltre 1500 soldati italiani di diversa provenienza etnica.
Sami Abdella Gumaa e parso nella foto del callendario su inserto della Corriere della sera il giorno 03/12/2009 un carissimo amico Geppino Materazzi al qualli ha visto la foto mi ha avertito via e-mail qui lui Sami a 18 anni con sua amici e sua sorella Elsa e sua fratello Isam 1998 e con sua sorrella al giorno del matrimonio 12/09/2009 spero che trovo la foto sua con tutti i vestiti militare sul web........azim
Nella foto piccola lui seduto per terra penultimo con ultimo loro amico Khalid e a piede Isam e Elsa

Thursday, 10 December 2009

Mostra Fotografica



Mostra fotografica e presentazione del libro di Antonella napoli, all'Umanitaria
I volti e i colori del Darfur
Obiettivo sul genocidio in corso nell'area, nel cinquantenario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo
MILANO - Nella giornata dedicata alla Dichiarazione dei diritti umani la Società Umanitaria ha organizzato la presentazione del libro «Volti e colori del Darfur» di Antonella Napoli, giornalista e presidente di «Italians for Darfur». Nell'occasione si animerà un dibattito sui diritti umani con Andrea Riscassi, giornalista Rai e portavoce dell'associazione ANNAVIVA (dedicata alla memoria di Anna Politkovskaja) e Liliana Cereda, responsabile coordinamento Africa Orientale di Amnesty International.


Quella del Darfur – regione al confine tra Ciad e Sudan, dilaniata da un conflitto iniziato nel 2003 - è una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni. Esemplare la scelta di questa tragedia, in una giornata simbolo, per richiamare l'attenzione sulla carta approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni unite il 10 dicembre 1948, con la quale gli stati firmatari si impegnano a tutelare i principali diritti fondamentali dei cittadini. «Il genocidio in Darfur è ancora in corso e deve essere fermato» ha dichiarato il procuratore Ocampo del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja che ha emesso il mandato di arresto per il presidente del Sudan Omar Assan Al Bashir. Le stime Onu parlano di un numero di vittime compreso tra le 200 e le 400mila e di oltre 2 milioni di sfollati. Tutto questo è avvenuto e continua ad avvenire nella quasi indifferenza dei media e di una parte consistente della comunità internazionale.
«Italians for Darfur», associazione italiana impegnata nella lotta per i diritti umani in Darfur, è nata per mobilitare l’opinione pubblica e per garantire una migliore conosenza del problema. «Volti e colori del Darfur» è un reportage fotografico realizzato ad Al Fasher, nel nord della regione del Sudan che ospita la maggior parte dei campi profughi.
10 dicembre 2009

Saturday, 5 December 2009

Ma perche !!!!






Notizie Ansa


Darfur: uccisi 2 caschi blu Ruanda

Altri tre soldati ruandesi sono rimasti feriti
(ANSA) - KHARTOUM, 4 DIC - Due Caschi blu ruandesi del contingente di pace dell'Onu e dell'Unione africana sono rimasti uccisi in un attacco nel Darfur. Nell'attacco, nel Sudan occidentale, altri tre soldati sono rimasti feriti. Lo dice il portavoce della missione, Kemal Saiki, aggiungendo che e' salito a 19 il numero dei Caschi blu morti in Darfur dal gennaio del 2008, data dello spiegamento del contingente di pace internazionale. Dal 2003 i morti nel conflitto sono stati 300mila e 2,7 milioni di profughi. 04 Dic 22:41
Sono banditi questi che fanno uccidere sldati unamid.......azim

Friday, 4 December 2009

Darfur ora anche Italia fa parte di Unamid.



Darfur: Il Senato approva una mozione per il sostegno alla missione di pace
Giovedì 03 Dicembre 2009 19:42
Roma, 3 dic. - Il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo a sostenere la missione di pace internazionale in Darfur, la cui guida affidata oggi dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, a Ibrahim Gambari. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, aveva affermato che Karthum aveva negato i visti ai militari italiani in partenza per la regione ocidentale del Sudan e che dunque la missione e' a rischio.L'Italia aveva previsto e stanziato 6 milioni di euro per inviare due velivoli e personale militare a supporto della fase finale del dispiegamento della missione. L'emendamento "impegna il Governo a dare seguito all'impegno assunto di fornire trasporto aereo strategico alla missione UNAMID". "La soddisfazione per l'approvazione al Senato dell'ordine del giorno promosso dalla nostra associazione e portato in aula dal senatore Piero Marcenaro - afferma in una nota Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur - e' oggi amplificata dalla notizia della nomina di Gambari a comandante dell'Unamid.L'ex inviato speciale in Myanmar si appresta ad affrontare un incarico per nulla semplice" L'Associazione si augura che "Gambari riesca a fare meglio di Adada, secondo il quale la guerra in Darfur era finita e per questo aveva catalizzato su di se' critiche da gran parte della Comunita' internazionale". (AGI)

Thursday, 3 December 2009

Notizia del Sudan



BBC Arabic Ultimo aggiornamento: Giovedi December 3 ° / Dicembre, 2009, 02:59 GMT Gamberetti capo della missione di pace africana nel Darfur Nazioni Unite hanno deciso di fissare il diplomatico Gambari nigeriano Ibrahim, capo della missione di pace africana in Darfur, nel Sudan occidentale. Un portavoce delle Nazioni Unite segretario generale Ban Ki-luna ha detto Gambari sarà presieduto dalla missione dell'Unione africana nel mese di gennaio. Il gambero è l'inviato internazionale in Birmania. © BBC 2009

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آخر تحديث: الخميس, 3 ديسمبر/ كانون الأول, 2009, 02:59 GMT
جمبري رئيسا لبعثة قوات حفظ السلام الافريقية لدارفور
قررت الامم المتحدة تعيين الدبلوماسي النيجيري ابراهيم جمبري رئيسا لبعثة قوات حفظ السلام الافريقية في اقليم دار فور غرب السودان.
وقال متحدث باسم الامين العام للامم المتحدة بان كي مون ان جمبري سيتولى رئاسة مهمة قوات الاتحاد الافريقي في شهر يناير كانون الثاني المقبل .
يذكر ان جمبري هو المبعوث الدولي الى بورما.