Sudan and conflicts zones.

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Friday, 18 September 2009

News from Sudan

Non delegate il popolo sudanese .. News Analisi: la secessione del sud del Sudan, "è difficile", malgrado le differenze tra i partner di governo. قيادي بالمؤتمر الشعبي : نريد تغيير النظام في السودان بالانتخابات. Leader del Congresso Popolare: Vogliamo un cambiamento di regime in occasione delle elezioni del Sudan.
اعتبر محللون سودانيون يوم الخميس / 17 سبتمبر الحالى /2009 ان انفصال جنوب السودان عن شماله "أمرا صعبا"، رغم الخلاف الناشب بين شريكي الحكم، حزب المؤتمر الوطني الحاكم،والحركة الشعبية بشأن قانون الاستفتاء المقرر في يناير من العام 2011 حول مصير جنوب السودان . Gli analisti vedevano i sudanesi il Giovedi / September 17 / 2009 che la secessione del sud del Sudan del nord "difficile", anche se la controversia ribolle tra i partner di governo, il PCN e SPLM sul diritto del referendum previsto per il gennaio 2011 sulla sorte del Sudan meridionale. وقال المحلل السياسى الدكتور سراج الدين عبد الغفار لوكالة أنباء (شينخوا) اليوم، إن "هناك جملة عوامل تجعل انفصال الجنوب أمرا صعبا، ولا أرى أنه سيحدث بسبب تلك العوامل، رغم ان السياسيين الجنوبيين يروجون لفكرة الانفصال" . L'analista politico Dr. Siraj Eddin Abdel Ghaffar News Agency (Xinhua) di oggi, ha detto che "ci sono una serie di fattori che rendono difficile la separazione del sud, non credo che accadrà a causa di questi fattori, anche se il politico del sud per promuovere l'idea di secessione". وتابع "ان ذلك لن يحدث، ولا أظن ان قادة الحركة الشعبية يفضلون الانفصال"، معتبرا ان ترويجهم للانفصال يأتي "كوسيلة ضغط" على حزب المؤتمر الوطنى الحاكم لنيل المزيد من المكاسب . Ha continuato, "Questo non accadrà, non credo che i leader del SPLM favore della secessione," considerando that're la promozione della separazione come "mezzi di pressione" in merito alla sentenza National Congress Party di vincere ulteriori guadagni. وصرح بعض قادة الحركة الشعبية مؤخرا بإمكانية إعلان انفصال الجنوب من جانب واحد، اذا تعذر التوافق مع حزب المؤتمر الوطني على القانون المنظم للاستفتاء، وهو ما انتقده الحزب على لسان غازى صلاح الدين مستشار الرئيس السوداني، قائلا ان "اعلان الانفصال من جانب واحد سيكون خرقا خطيرا لاتفاق السلام الشامل، ولن يجد سندا من المجتمع الدولى". Ha detto che alcuni leader del SPLM di recente la possibilità di secessione del sud da parte di una, se non è possibile compatibilità con il NCP alla legge che disciplina il referendum, che ha criticato il partito per il San Ghazi al Salah al-Din consigliere presidenziale sudanese, dicendo che "una dichiarazione di secessione da uno sarà una grave violazione di l'accordo di pace globale, non troverà un sostegno da parte della comunità internazionale ". ورأى عبد الغفار رغم نبرة تصريحات مسؤولي الحركة الشعبية، التي تؤكد إمكانية الانفصال، ان هناك أسبابا تؤكد صعوبة ذلك، وعدد اياها، موضحا "اولا هناك تداخل كبير بين جنوب السودان وبعض مناطق شمال السودان، وهناك تعايش كبير بين هذه المكونات، ولا يمكن الفصل بينها". E il signor Abdul Ghaffar, anche se il tono adottato da funzionari del SPLM, che conferma la possibilità di secessione, non vi erano ragioni che evidenzia le difficoltà, il numero di essi, aggiungendo: "In primo luogo, vi è una notevole sovrapposizione tra Sudan meridionale e parte del nord del Sudan, e vi è la convivenza tra queste componenti principali, e non possono essere separati ". وأضاف "السبب الثانى هو التنازع الكبير بين المكونات السكانية لجنوب السودان، وحالة العداء بين مختلف القبائل"، مشددا على ان "الحركة الشعبية تدرك صعوبة ان تحكم الجنوب وحدها، حيث توجد قبائل كثيرة تعترض على سيطرة قبيلة الدينكا، التى ينتمى لها معظم قادة الحركة على مقاليد الحكم في الجنوب". "La seconda ragione è il grande conflitto tra le componenti della popolazione del sud Sudan, lo stato di ostilità tra le diverse tribù," sottolineando che "il SPLM consapevoli della difficoltà di governare da solo il Sud, dove molte tribù si oppongono al controllo della tribù Dinka, che appartiene la maggior parte dei leader che partecipano al le redini del potere nel sud ". ويمضى عبد الغفار قائلا "وهناك سبب ثالث إقليمى ودولى، وهو ان دول الجوار لا ترغب فى انفصال الجنوب لان ذلك ان حدث سيغرى قوميات أخرى فى بلدان مثل كينيا واوغندا واثيوبيا على المطالبة بالانفصال، كما ان القوى الكبرى لا ترغب كذلك فى انفصال الجنوب". Si passa quindi Abdul Ghaffar ha detto: "Vi è un terzo di livello regionale e internazionale, che è che i paesi vicini interessati secessione del sud, perché è accaduto per tentare altre nazionalità, in paesi come il Kenya, Uganda ed Etiopia alla richiesta di secessione, e che le grandi potenze non vogliono così come nella separazione del sud". وأعربت مصر وهي احدى دول جوار السودان عن قلقها إزاء الاوضاع في هذا البلد الافريقي في ظل الخلافات بين شريكي الحكم، وأكد وزير خارجيتها أحمد أبوالغيط، أن الوضع الحالى فى السودان "لا يبعث على الاطمئنان فى ظل عدم اتفاق شريكي السلام على العديد من النقاط العالقة، التى تنظم عمليتي الانتخابات والاستفتاء". Lei Egitto, uno dei paesi vicini del Sudan ha espresso preoccupazione per la situazione nel paese africano, tra litigi tra i partner di governo, il ministro degli affari esteri Ahmed Abul Gheit, ha detto che l'attuale situazione in Sudan "non è rassicurante in assenza di un accordo sulle parti di pace molti dei punti di dissanguamento, che regola i processi di elezioni e il referendum ". وقال ابوالغيط عقب لقاء أمس في القاهرة مع لام اكول رئيس الحركة الشعبية- التغيير الديمقراطى-، إن "عنصر ضيق الوقت يستدعى التعجيل بحل الخلافات العالقة"، بين شريكي السلام فى السودان "دعما لاستقرار الجنوب وتجنيب الجنوبيين تداعيات ظاهرة العنف القبلي المسلح". Abul-Gheit ha detto dopo l'incontro di ieri al Cairo con Lam Akol, presidente del Movimento Popolare - il cambiamento democratico - ha detto che "la mancanza di tempo chiamata la risoluzione rapida delle differenze in sospeso" tra i due partner di pace in Sudan, "il sostegno alla stabilità del Sud-Sud e per evitare le ripercussioni del fenomeno della violenza armata tribale". ومن جانبه رأى المحلل السياسى عاكف عثمان، أن طرفي اتفاق السلام الشامل "انشغلا بالخلافات المتصاعدة بينهما عن برامج مهمة كان من الممكن ان تؤثر ايجابا على خيارات الناخب الجنوبي، مشيرا الى "ان الثقة ما زالت منعدمة بين الشمال والجنوب". Per la sua parte, l'analista politico Othman Akef, che le parti dell'accordo globale di pace "Ancgla differenze di montaggio tra i due programmi funzione potrebbe avere un'influenza positiva sulle opzioni di elettori meridionali, sottolineando che la fiducia" è ancora manca tra il nord e il sud ". ووقع حزب المؤتمر الوطني الحاكم والحركة الشعبية لتحرير السودان فى التاسع من يناير عام 2005 اتفاق السلام الشامل، الذي تضمن اجراء استفتاء عام 2011 يقرر بموجبه سكان جنوب السودان ما إذا ما كانوا يرغبون في الانفصال أو البقاء ضمن السودان الموحد. Ha firmato la sentenza National Congress Party e il Movimento Popolare per la Liberazione del Sudan il nono gennaio 2005 accordo di pace globale, che include un referendum nel 2011 decide che i residenti del Sudan meridionale, se vogliono la secessione o di rimanere all'interno di un Sudan unito. وحتى الآن لا يزال الخلاف شديدا بين الطرفين حول من سيشارك في هذا الاستفتاء، حيث ترغب الحركة الشعبية في حصر الاستفتاء بين المقيمين فقط في الجنوب، بينما يصر المؤتمر الوطنى الحاكم على أن يشارك جميع الجنوبيين في الاستفتاء، بما في ذلك الذين لا يقيمون في الجنوب. E ancora una forte differenza tra le due parti su chi prenderà parte a questo referendum, in cui si desidera limitare l'SPLA nel referendum tra i residenti solo nel sud, mentre la sentenza Congresso Nazionale insistito sul fatto che tutti i meridionali coinvolte nel referendum, compresi quelli che non risiedono nel sud. وأكد المبعوث الامريكي الى السودان سكوت غريشن ان المسؤولين السودانيين فشلوا الخميس الماضي في التوصل الى اتفاق حول مشروع قانون بشأن الاستفتاء . L'inviato Usa per il Sudan, ha detto Scott grazione funzionari sudanesi Giovedi è riuscito a raggiungere un accordo su un progetto di legge sul referendum. وقال غريشن في جوبا، بعد محادثات مع مسؤولي الحركة الشعبية لتحرير السودان وحزب المؤتمر الوطني"انني اشعر بخيبة امل كبيرة لانه رغم المحادثات الممتازة لم نتمكن من التوصل الى اتفاق حول قانون بشأن الاستفتاء". Grazione, ha detto a Juba, dopo i colloqui con i funzionari del People's Liberation Movement e il Sudan National Congress Party, "Sono molto deluso dal fatto che, nonostante i colloqui eccellenti non sono stati in grado di raggiungere un accordo su una legge sul referendum." وتابع عثمان "انهما لم يبذلا جهدا لاقناع سكان الجنوب بالتصويت لصالح الوحدة مع الشمال، وان كثيرا من مشروعات التنمية لم تنفذ، وان مواطنى الجنوب لم يشعروا حتى الآن بان هناك تغيرا ايجابيا قد احدثه السلام". Othman ha continuato, "non hanno fatto fare uno sforzo per convincere i meridionali a votare per l'unità con il Nord, e molti progetti di sviluppo non sono stati attuati, e la gente del Sud non si sono sentiti così lontano che vi sia un cambiamento positivo ha portato la pace." وأكد عثمان أهمية ان يعمل حزبا المؤتمر الوطنى والحركة الشعبية سويا على تحقيق تطلعات سكان الجنوب ان ارادا ان يبقى السودان موحدا، موضحا "لابد من تفعيل الروابط المشتركة بين الشمال والجنوب، لابد من احداث حراك سياسى واجتماعى وثقافى". Osman ha sottolineato l'importanza del lavoro del partito Congresso nazionale e il SPLM insieme per realizzare le aspirazioni degli abitanti del sud che voleva tenere unita Sudan, dicendo: "Devi attivare il interconnessioni tra il Nord e il Sud, in caso di eventi di un movimento politico, sociale e culturale". (شينخوا) (Xinhua) ----------------------- ----------------------- ***************** ***************** الخميس 17 أيلول (سبتمر) 2009 م Giovedi, 17 settembre (Spettmr) 2009 قال بأن الحديث عن تحالف بين المؤتمر الشعبي والحركة الشعبية للانتخابات سابق لأوانه Egli ha detto che parlare di un'alleanza tra il Congresso del Popolo e il Movimento Popolare per le elezioni è prematura السنوسي: نريد تغيير النظام في السودان والانتخابات هي سبيلنا الوحيد إلى ذلك Sanusi: Vogliamo un cambiamento di regime in Sudan e l'elezione è il nostro unico accesso a tale نفى مصدر قيادي في حزب المؤتمر الشعبي المعارض في السودان وجود أي مسعى من أحزاب المعارضة لعرقلة الانتخابات، وأشار إلى أن الحركة السياسية التي تشهدها السودان هذه الأيام تعكس إرادة المعارضة في الذهاب إلى الانتخابات باعتبارها السبيل الوحيد لتحقيق أهدافها في تغيير النظام وترسيخ التداول السلمي على السلطة. Fonte negato un ruolo di primo piano in opposizione Popular Congress Party in Sudan e non vi è alcun tentativo da parte dei partiti di opposizione di perturbare le elezioni, e ha sottolineato che il movimento politico in corso in Sudan, in questi giorni riflettono la volontà dell'opposizione di andare alle elezioni, come l'unico modo per raggiungere i suoi obiettivi in ordine di modifica e di stabilire una rotazione pacifica del potere. وقلل القيادي في حزب المؤتمر الشعبي المعارض ابراهيم السنوسي في تصريحات خاصة لـ "قدس برس" من أهمية اتهام الحكومة للمعارضة بالسعي لعرقلة الانتخابات، وقال: "حديث الحكومة عن أن أحزاب المعارضة تسعى لعرقلة الانتخابات اتهام لا يصدقه الواقع، فنحن بدأنا في الاستعداد للانتخابات وقدمنا الطعون للجنة الانتخابات وحملاتنا الانتخابية بدأت، وإذا كنا نريد تغيير النظام فلا سبيل لنا إلا الانتخابات. لكن الحكومة عندما ترى هذه الحركية السياسية واللقاءات بين الأحزاب تفسر ذلك تآمريا بأنه ضدها وضد الانتخابات، وهذا تفسير غير صحيح". E ha ridotto il piombo l'opposizione popolare Congresso Partito, al Ibrahim-Sanusi dichiarazioni in esclusiva a "Quds Press" l'importanza di opposizione accusano il governo di cercare di interrompere le elezioni, e disse: "I colloqui su governo i partiti di opposizione cercano di perturbare l'accusa elezioni si crede, infatti, abbiamo cominciato a preparare le elezioni e siamo ricorsi alla Commissione elettorale e campagne elettorali, ha iniziato, e se vogliamo cambiare il sistema non solo per noi le elezioni. Ma il governo, quando si vede questa dinamica politica e gli incontri tra le parti interpretato come una cospirazione contro di essa e le elezioni, e questa interpretazione è corretta. " وأوضح السنوسي أن اتصالات المؤتمر الشعبي مع الحركة الشعبية والزيارة التي أداها الدكتور حسن الترابي إلى جوبا، ليست تآمرا على المؤتمر الوطني ولا على وحدة السودان، وقال: "إذا كانت هناك اتصالات من المؤتمر الشعبي مع باقي الأحزاب ومنها الحركة الشعبية فهذا يأتي في سياق التنسيق مع الأحزاب بشأن الانتخابات المقبلة، وهذا أمر مشهود به في كل العمليات الانتخابية في العالم، وهي بالتأكيد لا تدخل في سياق التآمر التي هي تهمة تفتريها الحكومة كلما رأت هذه التحركات، ولذلك فإن زيارة الدكتور الترابي إلى جوبا تأتي في هذا السياق، وقد حققت نتائج لم تكن متوقعة على الإطلاق، فبالإضافة إلى كونها أعادت الأمل لمسلمي الجنوب الذين كانوا يشعرون بانهم أيتام، فإنها مكنت من توضيح كثير من الملفات العالقة للمسيحيين من خلال حديث الدكتور الترابي في الكنيسة". Congresso del popolo Sanusi che i contatti con l'SPLM e la visita del dottor al-Hassan al-Turabi a Juba, non è una congiura contro il Congresso Nazionale e l'unità del Sudan, ha detto: "Se vi sono stati contatti del Congresso Popolare con le altre parti tra cui il SPLM, si tratta nel contesto di coordinamento con partiti alle prossime elezioni, e questo è riconosciuto in tutte le elezioni nel mondo, che certamente non fa parte del responsabile del complotto, che è Tvtrea governo che ritiene questi movimenti, così la visita del dottor Turabi è venuto a Juba, in questo contesto, ho ottenuto i risultati non sono stati del tutto inaspettata, oltre a sperare in corso di restauro per i musulmani del sud, che si sentono orfani, hanno permesso di chiarire molte questioni in sospeso per i cristiani attraverso l'intervista, il dottor Turabi nella chiesa ". وعما إذا كان يعني بالاتصال بالأحزاب والتنسيق معها أن هناك نية للتحالف بين المؤتمر الشعبي والحركة الشعبية، قال السنوسي: "التحالف مع الحركة الشعبية سابق لأوانه ولا علاقة له على الإطلاق بالموقف من الانتخابات، ثم إن الحركة الشعبية هي شريك للمؤتمر الوطني، ويمكنه لأن ينسق معها بدل أن يدفعها للتنسيق مع المعارضة. وطالما أن أبواب المؤتمر الوطني مغلقة بالنسبة إلينا كمؤتمر شعبي، حيث اتصلت الحكومة بكل الأحزاب إلا بالمؤتمر الشعبي، واتصلت بكل الحركات المسلحة في دارفور، وهي تحتكر الإعلام والمال والأمن ولا تريد منافسا، في حين لا نستطيع نحن إقامة ندوة واحدة، ومن هنا فإن التواصل مع الأحزاب علاوة على أنه من طبيعة أي عملية انتخابية في العالم، فإنه بالنسبة إلينا وسيلة لفك الحصار المضروب علينا". E se i mezzi per comunicare e coordinarsi con le parti che l'intenzione di alleanza tra il Congresso del Popolo e l'SPLM, Sanusi ha detto: "l'alleanza con la prematura SPLM non ha nulla a che fare a tutti la posizione delle elezioni, e che il SPLM è un partner della Conferenza nazionale, e può coordinare con loro perché indennità corrisposta al coordinamento con l'opposizione. Finché le porte chiuse del Congresso nazionale per noi, come il popolare, dove il governo contattato tutti i partiti, tranne il Congresso popolare, e in contatto con tutti i movimenti armati nel Darfur, il monopolio dei media e il denaro e la sicurezza e non vuole un concorrente, e mentre noi non possiamo di un seminario uno, quindi la comunicazione con le parti, così come la natura di qualsiasi processo elettorale nel mondo, è per noi un modo per spezzare l'assedio imposto su di noi. " الخرطوم ـ خدمة قدس برس Khartoum Quds Press Service

Thursday, 17 September 2009

Magico Sudan






Sub: giovedì a Boves la videoproiezione "Magico Sudan"

La Totem e Tabù, club di liberi viaggiatori, organizza a Boves, il prossimo giovedì 24 settembre, presso l'Auditorium Borelli di Boves, alle ore 21, una video proiezione dal titolo: "Magico Sudan". Una crociera subacquea nelle magiche acque del mar Rosso, una serie d'immersioni nel paradiso dei subacquei, per vedere e far vedere le meraviglie del mondo sottomarino. Una realizzazione di Sergio Massimino ad ingresso libero. Per informazioni: www.totemtabu.it, tel. 338.6262815, e.mail: mail@totemtabu.it.
Cerchiamo di vedere il Sudan anche di questo punto di vista di questo Italiano che fa il sub nel mare Rosso, basta con la guerra e bollettini di morte...................azim

Matrimon




Sacro matrimonio per mia Figlia e Simoni Ferarri il 12.09.2009 a Sabaudia AUGURI
The Sacred matrimon of Elsa Abdelazim Gomaa and Simoni Ferarri on the 12th of sep.2009 in Sabaudia . Congratulations .

Monday, 14 September 2009

News all round the world.


أمن موظفي الإغاثة وقوات حفظ السلام في دارفور في أرقام13/سبتمبر/2009Read the story in English
تظهر الأرقام الصادرة عن مكتب الأمم المتحدة لتنسيق الشؤون الإنسانية بخصوص أمن موظفي الإغاثة وقوات حفظ السلام في دارفور خلال عام 2009 (حتى شهر أغسطس 2009) ما يلي:
• تعرض سبعة موظفي إغاثة محليين وثلاثة موظفي قوات حفظ السلام للقتل
• تعرض 12 موظف إغاثة و10 موظفي قوات حفظ السلام للإصابة
• تعرض 11 موظف إغاثة (منهم سبعة موظفين دوليين) للاختطاف
• تعرض 26 موظف إغاثة وثلاث موظفي قوات حفظ السلام للاعتداء الجسدي أو الجنسي
• تعرض 18 موظف إغاثة و11 موظفا بقوات حفظ السلام للاختطاف خلال تحويل مسار سياراتهم
• تعرض 44 موظفا إنسانيا و12 موظفا بقوات حفظ السلام للتوقيف والاعتقال المؤقت من طرف الحكومة السودانية
• تعرض 64 سيارة تابعة لموظفي الإغاثة و31 سيارة تابعة لقوات حفظ السلام للاختطاف أو السرقة
• حدوث 103 حالة اعتداء أو اقتحام لمكاتب منظمات إنسانية و22 حالة اعتداء أو اقتحام لمكاتب قوات حفظ السلام
Darfur, un nuovo appello inascoltato dal Sudan mentre riprendono gli scontri
di Antonella Napoli
Da quando lo scorso marzo il governo sudanese ha espulso dal Darfur tredici organizzazioni non governative, di cui è stato chiesto il reintegro a più riprese e da più voci, il coordinamento umanitario nella regione ha subito un considerevole ridimensionamento. Le conseguenze hanno colpito l’intera popolazione assistita dai volontari delle Ong cacciate, che finora sono state sostituite con operatori locali non in grado di offrire gli standard del precedente intervento. Inutili gli appelli rivolti a Khartoum di supplire ‘adeguatamente’ a tali mancanze. Se non fosse per Ocha, il coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, le condizioni sanitarie e la distribuzione alimentare sarebbero praticamente nulle. Ma si riesce ‘solo’ a impedire il collasso del sistema, a ‘garantire’ una qualità della vita ai limiti della sopravvivenza.Ma c’è di più. Il regime guidato da Omar Al Bashir (su cui pende un’incriminazione del Tribunale penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità) ha sequestrato fondi e mezzi delle organizzazioni espulse (le sole MSF-Francia e Olanda ed Oxfam avevano depositato nelle banche sudanesi 5,2 milioni di dollari e apparecchiature molto costose), riservandosi il diritto di utilizzarli a propria discrezione. Nonostante l’appello della Commissione Europea e della Gran Bretagna, che avevano chiesto la restituzione ai legittimi proprietari, ciò non è avvenuto. Anche i donatori che avevano finanziato i progetti seguiti dai cooperanti internazionali hanno chiesto di poter decidere l’uso di tali fondi per altri programmi da loro indicati, ma il Sudan ha risposto che dopo l'espulsione delle 13 organizzazioni ‘non gradite’, i loro veicoli, le loro apparecchiature sarebbero stati assegnati ai gruppi locali mentre con il denaro sarebbero stati pagati gli stipendi, negli ultimi sei mesi, del personale impegnato al posto dei volontari internazionali. Ue e GB non hanno gradito e hanno ribadito, attraverso un comunicato alla Reuters dei rispettivi portavoce, che quei beni appartenevano alle Ong a cui erano stati assegnati e solo loro potevano decidere come utilizzarli.Il ministro per gli affari umanitari del Sudan ha però nuovamente rigettato la richiesta dicendo che “per contratto, stipulato dalle organizzazioni con il Governo, nessun donatore può porre un limite all’uso dei fondi i quali possono essere usati dagli altri gruppi che lavorano sul campo”.E così non sapremo mai cosa è stato davvero fatto con i soldi destinati al Darfur e finiti nelle mani del regime ritenuto responsabile del conflitto e della crisi umanitaria in atto nella regione.Intanto, sul fronte militare (giusto per ‘confermare’ quanto affermato nelle scorse settimane dal generale Martin Luther Agwai, comandante uscente del contingente Unamid, che aveva dichiarato ‘la guerra in Darfur è finita’…), sono stati registrati nuovi scontri nel Jebel Marra, una vasta area controllata dal Sudan Liberation Movememt di Abdel Wahid el-Nur, il leader della fazione del movimento che non sottoscrisse gli accordi di pace di Abuja nel 2006.Un portavoce dei ribelli ha dichiarato al Sudan Tribune che l'esercito del Sudan lo scordo 7 settembre avrebbe attaccato le loro postazioni nel nord della provincia, in particolare Korma e Ain Siro, uccidendo 11 guerriglieri e costringendo alla fuga più di sei mila civili, tra cui numerose donne e bambini.Sempre grazie al Sudan Tribune, una delle poche voci libere che ancora riescono a raccontare ciò che succede nel più grande paese africano, è stata resa nota una proposta per 'risolvere' la crisi del Darfur avanzata dall’Unione africana: una commissione per accertare la verità e favorire la riconciliazione sociale, come avvenne a suo tempo in Sudafrica, e l'istituzione di tribunali speciali che processino i presunti autori di crimini di guerra perpetrati nei sei e più anni di conflitto nella regione sudanese.Volendo leggere 'positivamente' le intenzioni del comitato guidato dall'ex presidente sudafricano Mbeki, nato in seno all'Unione Africana con l'intento di porre fine all'instabilità nell'area. ci si scontra con la volontà manifestata di esautorare il Tribunale penale internazionale, mal visto da gran parte dei paesi africani, dall'inchiesta che ha portato all'incriminazione del presidente del Sudan Omar Al Bashir.L'Ua vorrebbe 'affidare' la giustizia a una gestione locale affinchc si arrivi a un compromesso tra il processare gli esponenti del governo sudanese all'Aia e garantire loro immunità o un giudizio poco credibile. Ma i ribelli del Jem (il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza che continua a combattere contro il regime di Kharyoum), ha già fatto sapere chiaramente che si opporranno "a qualsiasi tentativo di istituire corti o sedi di processi nel modo descritto dal Sudan Tribune perché sarebbe solo una via d'uscita per Bashir". Insomma il Jem, come gran parte degli osservatori internazionali e dei cooperanti, continua a ritenere la Corte Penale Internazionale l'unico organo 'lecito' a occuparsi del Darfur.
French Immigration Minister Eric Besson has announced he would refuse to sign any warrant requesting the use of DNA tests to confirm the biological parentage of candidates asking for residency in France under family reunification statutes.
A law mandating such DNA tests was introduced by French lawmakers in 2007.

"I will not sign this decree for one simple reason. I am unable to apply the law in the timeframe that respects the spirit and letter of the law itself,” Besson told French radio station Europe 1 on Sunday.

He said that, although the DNA test law promised the confidentiality and security of the collected data, a lack of resources meant that the requirement could not be fulfilled.

"Our consulates are not equipped for these genetic tests,” said Besson, adding that there was a real risk of theft and forgery of candidate files.

Instead, Besson called for a delay of one or two years for the trial phase of the law. He added he had already informed French Prime Minister François Fillon of his decision.

Friday, 4 September 2009

News of Sudan

Varie notizie del Sudan

03-09-09SUDAN: PRODI A KHARTOUM HA INCONTRATO PRESIDENTE EL-BASHIR(ASCA) - Roma, 3 set - Il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi, ha avuto un lungo incontro con il Presidente del Sudan, Omar el-Bashir, a Khartoum. ''Sono stato informato - ha detto l'ex presidente del Consiglio - sulla situazione in Sudan in termini di democrazia e pace. La conversazione con il Presidente el-Bashir e' stata approfondita e aperta, abbiamo discusso di questioni quali la preparazione delle elezioni politiche, il referendum per l'autodeterminazione del Sud Sudan, il mantenimento della pace e l'assistenza umanitaria in Darfur''.Prodi ha riferito poi di aver ''raccomandato che ulteriori miglioramenti devono essere compiuti a proposito della liberta' di stampa, sulla trasparenza delle elezioni e sulla sicurezza delle attivita' delle Ong in Darfur''. L'ex Premier e' poi decollato su un aereo delle Nazioni Unite alla volta di Juba (Sud Sudan), dove incontrera' il Presidente del Sud Sudan e Vicepresidente del governo di unita' nazionale, Salvo Kiir.com-lpe/mcc/lvبعد 24 ساعة فقط..حركات دارفور الموحدة: اندماجنا مزيف

وتمّ تحت الضغط الليبيبعد 24 ساعة فقط من توقيع ست حركات دارفورية مسلحة ميثاق إعلان 'القوى الثورية لتحرير السودان'، الذي تم من خلاله اندماجها في كيان واحد جرى إعلانه في طرابلس أمس الأول، أعلن عدد من هذه الحركات أن التوقيع على ميثاق الكيان الجديد قد 'حدث تحت ضغط الدولة الليبية وضغط العقيد معمر القذافي الذي سعى إلى إعلان إنجاز مهم من العاصمة طرابلس أثناء الاحتفال بالعيد الـ40 لثورة الفاتح'.وكانت الحركات الدارفورية أعلنت اندماجها ووحدتها في العاصمة الليبية طرابلس استعدادا للتفاوض مع حكومة الخرطوم، ووقعت الحركات الست ميثاقا لكيان جديد باسم 'القوى الثورية لتحرير السودان' وكان ذلك بحضور الوسطاء وعدد من المسؤولين الليبيين.واعتبرت الحركات الست وهي حركة 'تحرير السودان - وحدة جوبا'، وحركة 'تحرير السودان - قيادة الوحدة '، وحركة 'تحرير السودان - القيادة الميدانية'، وجبهة 'القوى الثورية المتحدة'، وحركة 'تحرير السودان - الخط العام'، بالإضافة إلى حركة 'تحرير السودان - جناح خميس أبكر'، أن 'هذا الكيان وعاء سياسي ثوري جامع' أهم بنوده بحسب البيان الذي أصدره التنظيم هو 'إنهاء أيديولوجية المركز والتمركز الاستعماريين، ومحاكمة مجرمي جرائم الإبادة والحرب وفق القانون الدولي، وتكريس مبدأ الديموقراطية وواقع التعددية في السودان على الأرض واقعا وعملا، بالإضافة إلى إلغاء نتائج الإحصاء الحالي وقيام الانتخابات بعد حل أزمة دارفور، وإعادة الإحصاء بإشراف الأمم المتحدة'.ورغم إعلان هذه الحركات لهذه الوحدة الظاهرية التي وصفها أحد قياديي الحركات - طلب عدم ذكر اسمه - بـ'كذبة الوحدة تزامنا مع ثورة الفاتح'، معتبراً أنها 'لا تخدم سوى موقع متقدم للقذافي وللاتحاد الإفريقي وليس لها أي أساس في الأرض'.الجريدةUN says Darfur war is overPosted By THE ASSOCIATED PRESSPosted -59 sec agoThe outgoing UN peacekeeping chief in Sudan's Darfur region said the world should no longer consider the long-running conflict a war after a sharp decline in violence and deaths over the past year.Activists and Darfur residents disagree, and the comments by Rodolphe Adada heightened anxiety that there will be less international focus on resolving the root problems in the troubled region.UN peacekeepers have recorded a sharp decline in fatalities from violence. There were 16 deaths in June, compared to an average 130 deaths per month last year."We can no longer talk of a big conflict, of a war in Darfur," Adada told The Associated Press this week before stepping down as head of the joint United Nations-African Union peacekeeping mission in Darfur, or UNAMID."I think now everybody understands it. We can no longer speak of this issue. It is over," he said.
Questa notizie dico che stiamo dicendo una barziletta.............................Azim

Thursday, 3 September 2009

Romano Prodi In Khartoum





02-09-09
SUDAN: PRODI A KHARTOUM INCONTRA VERTICI GOVERNO UNITA' NAZIONALE



(ASCA) - Roma, 2 set - Romano Prodi e' arrivato ieri sera a Khartoum per una 'due giorni' di incontri, nella sua qualita' di presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, con i vertici del Governo di Unita' nazionale del Sudan.''Obiettivo - spiega una nota della Fondazione - e' uno scambio di idee sulla crescita del processo di pace nel Paese per possibili future iniziative. Degli incontri sono stati informati Onu, Unione Africana, Commissione Europea e Ministero degli Esteri Italiano''.com-lpe/mcc/ss

Grazie alla sua associazione sono stati costruiti ospedali in diversi Paesi in guerra
Milano ricorda Teresa Sarti Strada«Una grande anima non muore mai»
Fondò Emergency con il marito Gino. Milly Moratti: per me era una sorella. Don Rigoldi: lei le cose le faceva
NOTIZIE CORRELATE

«Secondo me, le grandi anime non muoiono mai, continuano a girare in­torno a noi». È il pensiero laico di un prete: don Gino Rigoldi. Che l’ha co­nosciuta bene, che l’ha ammirata e che ieri è corso a Milano per confida­re questo segreto alle orecchie del ma­rito e alla figlia Cecilia. È morta a 63 anni, Teresa Sarti Strada, moglie di Gi­no, fondatrice e presidentessa di Emergency. La notizia l’ha data la stes­sa Emergency con un comunicato pie­no di tenerezza e determinazione. Fi­no all’ultimo è stata lei a chiedere agli altri come stavano, se tutto procede­va per il verso giusto, se... se... se... Tante fotografie di Teresa e Gino. La cucina di via Bronzetti nei giorni di Natale del ’93, quando un chirurgo e un’insegnante fecero nascere Emer­gency per fornire cure mediche e chi­rurgiche alle vittime delle guerre. Con Gino in prima linea in Cambogia, a Battambang, nella valle del Panshir, in Sierra Leone. Con Teresa a gestire gli oltre 4000 volontari di Emergency. Due facce della stessa medaglia.
Il mo­mento più bello? Lo racconta la stessa Teresa in un’intervista di cinque anni fa: «Un filmino. Bambini mutilati, vitti­me delle mine antiuomo nel Kurdi­stan. Tra loro c’era Soran con una gam­ba sola cercava di giocare a pallone co­me tutti i bambini del mondo. Nel fil­mato vedemmo Soran che si infilava la sua protesi e correva a giocare pallo­ne. Questo è Emergency». Il momento più brutto e più triste. Quando Emer­gency lasciò l'Afghanistan dopo l’arre­sto di Rahmatullah Hanefi, il responsa­bile dell'ospedale di Emergency a Lashkargah. «Per me era una sorella - dice com­mossa Milly Moratti - Ha avuto il co­raggio di sperare che la cosa più im­portante nella vita, fosse dare agli al­tri. Teresa ha dato la vita per gli altri». Parla di generosità, di spirito di sacri­ficio: «Ha sacrificato l’inizio della sua vita famigliare per venire incontro al­le speranze di un medico che andava in giro per il mondo a curare le pia­ghe di chi soffriva. E le è venuta la paz­za idea di fondare un’associazione co­sì agile da poter restare nei paesi mar­toriati anche quando le guerre diven­tavano pericolose e gli altri se ne anda­vano».
Non ce la fa a parlare Don Virginio Colmegna, un sestese come loro. «Ho la commozione nel cuore. È una don­na straordinaria. L’ho rivista pochi mesi fa, sempre con la sua dimensio­ne di solidarietà, sfidando la fatica e il dolore. Da Teresa ho imparato molto dal suo non detto. Lei parlava facen­do». La morte di Teresa fa il giro d’Italia in poche ore. Il presidente della Re­pubblica, Giorgio Napolitano invia un messaggio di cordoglio alla fami­glia. Il sindaco Letizia Moratti: «Espri­mo il mio cordoglio per la scomparsa di Teresa Strada, una donna che ha portato assistenza a chi soffre nelle re­altà colpite dalle guerre e dalla pover­tà. Voglio manifestare la vicinanza e il cordoglio miei e di tutta Milano». Wal­ter Veltroni: «È stata una donna corag­giosa e appassionata». Dario France­schini: «Ha dedicato tutta la sua pas­sione ad aiutare gli ultimi del mon­do». Tutta l’Inter si stringe intorno a Gino Strada: «Oggi dire di lei 'è stata' è immensamente triste». Don Luigi Ciotti: «È stata una seminatrice di spe­ranza». Massimo Cacciari: «È una per­dita irreparabile». Un altro sestese, co­me l’ex presidente della Provincia Fi­lippo Penati chiede che Sesto dedichi una via a Teresa. Scrive la Cgil, ma scri­ve anche l’Ugl.
Ieri, Don Rigoldi era vicino a Gino Strada. «A differenza di tanti forbiti oratori, lei le cose le faceva. Per lei 'di­ritti' significava un ospedale, una pro­tesi, una cura più adeguata. Era un’ec­cezione straordinaria». Michele Moz­zati, in arte Michele: «Teresa ha fatto tantissimo per Emergency, come Gi­no. Era una donna splendida, bellissi­ma, solare, generosa, semplice, una compagna di vita che si è presa la par­te più onerosa del viaggio». I funerali, probabilmente, si terran­no sabato. Tanta gente, da tutt’Italia ha già deciso che verrà a salutarla. Ser­ve spazio. Tanto spazio.
Maurizio Giannattasio 02 settembre 2009
BBC Arabic

آخر تحديث: الاربعاء, 2 سبتمبر/ أيلول, 2009, 15:53 GMT
سولانا: على السودان ان يبقى موحدا
اعلن الممثل الاعلى للسياسة الخارجية للاتحاد الاوروبي خافيير سولانا انه يشجع بقاء السودان موحدا في اشارة الى الاستفتاء على الاستقلال المقرر في جنوب السودان عام 2011.
وقال سولانا في مؤتمر صحفي انه "من المهم جدا ان يبقى السودان موحدا"، مشيرا الى انه "ينظر الى الخارطة والى توزيع الثروة والى الوضع بمجمله، ولذلك هو يؤيد وحدة السودان".
وجاء كلام سولانا في المؤتمر الصحفي الذي عقده قبل مغادرته القاهرة، والتي كانت المحطة الاخيرة في جولة قام بها في الشرق الاوسط.
واجرى كبير الدبلوماسيين الاووروبيين محادثات في العاصمة المصرية مع الرئيس حسني مبارك ووزير خارجيته احمد ابو الغيط والامين العام للجامعة العربية عمرو موسى تركزت حسبما اشار على ما سماه "تنسيق الجهود" من اجل العمل على استئناف عملية السلام على هامش اجتماعات الجمعية العامة للامم المتحدة في نيويورك خلال النصف الثاني من سبتمبر/ ايلول الجاري.
رعاية امريكية
يذكر ان المسؤولين الشماليين والجنوبيين في السودان كانوا قد وقعوا في 19 اغسطس/ آب الماضي وبرعاية امريكية "خطة عمل" لتطبيق النقاط العالقة من اتفاق السلام الشامل للعام 2005 والذي انهي حربا اهلية دامت 21 عاما بين الشمال والجنوب.
ووافق الجانبان، وعلى الرغم من توتر علاقتهما، على اطار عمل لتسوية الملفات الدقيقة مثل ابريل/ نيسان 2010، وترسيم الحدود بين الشمال والجنوب وتقاسم السلطات واحياء فعال لجهود السلام في اقليم دارفور غربي البلاد.
الا ان الخطة المذكورة استبعدت نقطتين رئيسيتين هما تفاصيل الاستفتاء حول استقلال جنوب السودان والمقرر اجراؤه عام 2011 ونتائج الاحصاء الوطني التي ستستخدم خصوصا في تحديد الدوائر لانتخابات 2010.
وجاء في خطة العمل المتفق عليها ان هاتين النقطتين ستناقشان خلال لقاءات ستعقد خلال الشهر الجاري بين حزب المؤتمر الوطني الحاكم في السودان والحركة الشعبية لتحرير السودان وبحضور الموفد الامريكي الخاص بالسودان.
http://www.bbc.co.uk/arabic/middleeast/2009/09/090902_bk_sudan_referendum_solana.shtml

Wednesday, 2 September 2009

Festival Religion .... International Law




» 2009-09-01 18:48
Festival Religion Today, 57 i Film
Da 14 a 24 ottobre a Trento, Roma, Bolzano, Bassano, Nomadelfia

(ANSA) - TRENTO, 1 SET -Sono 57 i film ammessi al 12/o Film Festival Religion Today dedicato al cinema religioso, dal 14 al 24 ottobre.Il Festival si distribuira' tra Trento, Roma, Bolzano, Bassano e Nomadelfia. La Commissione ha esaminato 168 lavori di 26 Paesi rappresentativi di diverse fedi.Fra gli Stati presenti Italia, Austria, Canada, India, Francia, Germania, Iran, Israele, Olanda, Polonia, Portogallo, GB, Russia, Serbia, Usa, Tunisia, Turchia, Spagna, Sudan.


International Law
Arbitrato: uno strumento su cui puntare
L’arbitrato può essere definito come quel procedimento stragiudiziale per la soluzione di controversie fondato sull’affidamento del caso a soggetti terzi rispetto la controversia competenti a decidere con lodo, sulla base di una clausola compromissoria o di compromesso arbitrale. In dottrina si individuano alcuni generali punti di forza del procedimento arbitrale rispetto a quello in tribunale, riconducibili ad alcune situazioni tipo: nel caso di controversia tra parti soggette a legislazioni statali diverse, se nel ricorso ai tribunali nazionali è insito il rischio di decisioni divergenti, nell’arbitrato si ha invece un unico procedimento basato su un’unica legge scelta dalle parti; nel primo caso è altrettanto presente il rischio di disequilibrio a favore della parte che agisce nel proprio Stato, mentre l’arbitrato offre almeno teoricamente ampie garanzie di neutralità. Inoltre, l’arbitrato può offrire maggiori capacità tecniche e si conclude di regola in tempi molto più rapidi, offre limitate possibilità di ricorso e garantisce la riservatezza di procedimento e lodo. Si tratta di vantaggi innegabilmente attraenti per due categorie di soggetti: da un lato, per tutti quei Paesi caratterizzati da poco sviluppati sistemi legislativi, come molti Stati africani; dall’altro, per tutti quegli operatori economici (multinazionali, grandi imprese) e non solo (organizzazioni non governative) che trovano nell’arbitrato uno strumento sicuramente più adatto alle loro esigenze.Assistiamo quindi in Africa, date le premesse, al crescente utilizzo dello strumento arbitrale, non solo relativamente a controversie commerciali o civili tra privati, ma anche con riferimento a questioni di maggiore delicatezza politica. Ne è esempio la recentissima pronuncia della Corte arbitrale permanente dell’Aja relativa alla definizione dei confini della regione petrolifera di Abyei in Sudan, al centro di una disputa che ha visto a lungo contrapposti il governo sudanese e l’Esercito sudanese di liberazione popolare. Nodo della questione il rigetto da parte del National Congress Party (NCP) del Presidente Omar al-Beshir del rapporto della Commissione confinaria di Abyei, creata dagli Accordi di pace globali tra Nord e Sud-Sudan del 2005, invece accettato dal Movimento per la liberazione popolare del Sudan. La regione è oggi indipendente dalle autorità politiche di Khartoum e di Juba, in attesa del referendum previsto per il 2011 in cui si deciderà per l’eventuale indipendenza. Data la centralità e rilevanza della questione, vero e proprio ostacolo alla piena realizzazione degli Accordi del 2005, l’iniziale stupore sollevato dalla scelta di affidare la risoluzione della controversia alla Corte arbitrale permanente dell’Aja è stato presto veicolato all’interno dell’attesa per la decisione finale, arrivata il 22 luglio. La conclusione dell’Aja è un compromesso che potrebbe concretamente allontanare il rischio di una involuzione della situazione, accolto positivamente (almeno per ora) sia dal governo sudanese che dal Movimento. La pronuncia riconosce in particolare l’appartenenza etnica del territorio Ngok Dinka al Sud-Sudan, mentre il confine orientale di Abyei dovrà essere arretrato rispetto alla posizione attuale, cedendo al Nord l’area petrolifera di Heglig. Circostanza quest’ultima che impone tuttavia di sottolineare come l’accordo, pur accettato da entrambe le parti, si fonda su fragili basi che potrebbero essere scosse dalle rimandate elezioni del 2010 e dal referendum del 2011.Numerosi sono gli attuali sforzi finalizzati allo sviluppo dei sistemi legislativi africani, passo necessario verso una crescita anche economica e politica del continente. Considerando il lato economico della questione, l’assenza di sistemi di tutela legale rappresenta un serio ostacolo allo sviluppo continentale, spesso non essendo o non sentendosi le imprese operanti in Africa sufficientemente tutelate. Tale assenza si traduce innanzitutto in perdita di investimenti e assenza di fiducia. Anche per questo motivo si assiste al generale ammodernamento e sviluppo delle legislazioni non solo nazionali, strettamente collegate alla volontà politica dei governi, ma anche regionali e in previsione continentali. L’arbitrato si inserisce in questo contesto con i suoi innegabili vantaggi in termini di internazionalità, rapidità, tecnicità, economicità e riservatezza del lodo. Si tratta di una via ancora poco intrapresa. Tuttavia, lodi rilevanti come quello di Abyei dimostrano chiaramente la flessibilità dello strumento e la sua capacità di trovare una soluzione anche in contesti particolarmente delicati e complessi dove si intrecciano interessi non solo economici ma anche politici di ampio respiro. Sarebbe quindi forse più utile guardare all’arbitrato come ad una preziosa risorsa su cui dover il prima possibile investire maggiormente.Massimo CorsiniPer ulteriori approfondimenti vedi: Center for African Law and Legislation Studies (CALLS)



Arbitrato: uno strumento su cui puntare – Cresce nel continente africano il ricorso allo strumento arbitrale per la risoluzione di controversie non solo economiche ma anche di particolare rilevanza politica. La recente pronuncia della Corte arbitrale permanente dell’Aja relativa alla ridefinizione dei confini della regione petrolifera di Abyei mostra chiaramente la flessibilità e i vantaggi che l’arbitrato può offrire in sostituzione delle corti nazionali…………………………………..Azim