Sudan and conflicts zones.

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Tuesday, 13 January 2009

Errore Geografico!!!!




Sabato 10 Gennaio 2009 15:37VIGILIA DEL "FABRIZIO MEONI DAY": IL BILANCIO DI UN ANNO DI SOLIDARIETA PER LA FONDAZIONECompletati progetti importanti e avviate nuove collaborazioni; a Dakar i bambini rifiutati dalla scuola pubblica studiano alla nuova scuola popolare “Meoni/Despres” aperta da pochi giorni. CASTIGLION FIORENTINO (AREZZO) - Alla vigilia del "Fabrizio Meoni Day" ("FABRIZIO MEONI DAY": UNA GIORNATA DI SPORT E SOLIDARIETA') di Castiglion Fiorentino, che si svolge domani, domenica 11 gennaio, nel 4° anniversario della morte del motociclista castiglionese, la Fondazione Fabrizio Meoni traccia il bilancio dell'ultimo anno di attività.
Si è chiuso un anno molto positivo per le attività della Fondazione Fabrizio Meoni, che ha investito circa 70.000,00 euro nei progetti umanitari in Senegal, Darfur e Uganda. Un lavoro di “squadra” quello della Fondazione, che assieme a Congregazioni missionarie, Enti e organizzazioni italiane e straniere sta portando avanti con tenacia ed impegno.
Nel 2008 sono state aperte 2 nuove scuole: una nella martoriata regione del Darfur (Sud Sudan), in una delle missioni storiche dei padri comboniani italiani, ed una a Dakar, nel poverissimo quartiere di Yembeul Ben Barack, la banlieu fatiscente della grande città, dove tanti ragazzini sono rifiutati anche dalla scuola pubblica.
E’ stata costruita, abbattendo i ruderi di un precedente pseudo-edificio, una nuova scuola popolare grazie all’impegno del Presidente Cyril Despres che più volte ha fatto visita ai lavori ed ha seguito personalmente le varie fasi del progetto. E’ intenzione della Fondazione promuovere adozioni a distanza in questa scuola.
Entrato nel vivo delle attività anche il “Centro di Formazione Fabrizio Meoni”, il progetto più importante messo in cantiere dopo la scomparsa del grande campione.E’ stato realizzato in collaborazione con l’organizzazione interafricana Enda Ecopole, che si occupa di favorire l’occupazione degli strati sociali più deboli e recuperare i ragazzi di strada, la cui condizione di abbandono e miseria tanto colpì Fabrizio che in vita incontrò più volte alcuni di questi gruppi. Determinante, per il completamento di questo progetto, è stato il contributo di Banca Etruria, da sempre attenta e costante nel seguire e sostenere il ricordo umanitario di Fabrizio Meoni.
Attualmente sono in formazione circa 60 ragazzi recuperati dalle bande di strada e dall’emarginazione e presto cominceranno a lavorare nel settore del recupero e riciclaggio dei materiali di scarto. Un progetto molto importante, anche per le implicazioni di rispetto e salvaguardia dell’ambiente, che in Senegal è uno dei punti più problematici di un quadro socio-economico estremamente difficoltoso.
Grande sostegno la Fondazione ha riposto nelle attività dei Padri maristi di Dakar, guidati dalla suora marista bresciana Santina Sterni, che sono fautori di un impegno quotidiano di accoglienza e recupero dei ragazzi abbandonati: grazie alla suora e ai collaboratori i ragazzi “di strada” ricevono nutrizione, visite, medicinali, vestiario, vengono organizzate attività ricreative e sociali e si cerca di trovare un’alternativa alla strada per ognuno dei giovani: spesso sono riaccompagnati a casa, da dove erano fuggiti per cause collegate alla povertà della famiglia ed alla speranza di trovare un lavoro. Anche la famiglia riceve doni ed aiuto, quando i ragazzi tornano a casa, affinché si trovi la forza di ripartire.
L’ultimo progetto messo in campo dalla Fondazione è la costruzione di un Centro per l’accoglienza e la formazione dei giovani in Uganda, a favore della missione dei Padri Comboniani guidata dal celebre vescovo italiano Mons. Giuseppe Franzelli e nella quale lavora un giovane missionario fiorentino: padre Maurizio Calducci.
Un progetto attuato in collaborazione con la Caritas diocesana di Firenze, gemellata con la Diocesi di Lira, dove verrà costruito il Centro. Un progetto destinato ad accogliere e a formare ai mestieri di tipo agricolo i giovani della diocesi ed in particolari i ragazzi abbandonati e senza famiglia.
Per ulteriori informazioni sui progetti si può visitare il sito www.fondazionefabriziomeoni.it
La Fondazione è impegnata in numerosi progetti in Senegal, Sud Sudan (Darfur), Uganda e Tanzania. Vengono finanziate esclusivamente attività in contesti dove siamo presenti operativamente tramite i missionari e le organizzazioni con cui lavoriamo.
L’associazione Arci Darfur Milano voli precisare che un errore Sud Sudan, Darfur, assolutamente diversi e da notare nella mapa qui sotto indicata,
Darfur e la reggione vicino Chad e Libia ombreggiato colore sabia, invece Sud Sudan e colore Bianco quindi e grandi defferenza.

Questi equivoci geografici sono grande errore spero che non sarano pubblicati perche ora i Darfuriani in Italia sono 3000 circa mentere i Sud Sudanese sono cerca 200 vero che sonop tutti Sudanese ma un errore scrivere SUD SUDAN (DARFUR).

Abdelazim Abdella Gomaa
Segretario Associazione Arci Darfur Milano
Darfur1917@gmial.com
3298116802

Monday, 12 January 2009

Un errore

!!

Sabato 10 Gennaio 2009 15:37VIGILIA DEL "FABRIZIO MEONI DAY": IL BILANCIO DI UN ANNO DI SOLIDARIETA PER LA FONDAZIONECompletati progetti importanti e avviate nuove collaborazioni; a Dakar i bambini rifiutati dalla scuola pubblica studiano alla nuova scuola popolare “Meoni/Despres” aperta da pochi giorni. CASTIGLION FIORENTINO (AREZZO) - Alla vigilia del "Fabrizio Meoni Day" ("FABRIZIO MEONI DAY": UNA GIORNATA DI SPORT E SOLIDARIETA') di Castiglion Fiorentino, che si svolge domani, domenica 11 gennaio, nel 4° anniversario della morte del motociclista castiglionese, la Fondazione Fabrizio Meoni traccia il bilancio dell'ultimo anno di attività.
Si è chiuso un anno molto positivo per le attività della Fondazione Fabrizio Meoni, che ha investito circa 70.000,00 euro nei progetti umanitari in Senegal, Darfur e Uganda. Un lavoro di “squadra” quello della Fondazione, che assieme a Congregazioni missionarie, Enti e organizzazioni italiane e straniere sta portando avanti con tenacia ed impegno.
Nel 2008 sono state aperte 2 nuove scuole: una nella martoriata regione del Darfur (Sud Sudan), in una delle missioni storiche dei padri comboniani italiani, ed una a Dakar, nel poverissimo quartiere di Yembeul Ben Barack, la banlieu fatiscente della grande città, dove tanti ragazzini sono rifiutati anche dalla scuola pubblica.
E’ stata costruita, abbattendo i ruderi di un precedente pseudo-edificio, una nuova scuola popolare grazie all’impegno del Presidente Cyril Despres che più volte ha fatto visita ai lavori ed ha seguito personalmente le varie fasi del progetto. E’ intenzione della Fondazione promuovere adozioni a distanza in questa scuola.
Entrato nel vivo delle attività anche il “Centro di Formazione Fabrizio Meoni”, il progetto più importante messo in cantiere dopo la scomparsa del grande campione.E’ stato realizzato in collaborazione con l’organizzazione interafricana Enda Ecopole, che si occupa di favorire l’occupazione degli strati sociali più deboli e recuperare i ragazzi di strada, la cui condizione di abbandono e miseria tanto colpì Fabrizio che in vita incontrò più volte alcuni di questi gruppi. Determinante, per il completamento di questo progetto, è stato il contributo di Banca Etruria, da sempre attenta e costante nel seguire e sostenere il ricordo umanitario di Fabrizio Meoni.
Attualmente sono in formazione circa 60 ragazzi recuperati dalle bande di strada e dall’emarginazione e presto cominceranno a lavorare nel settore del recupero e riciclaggio dei materiali di scarto. Un progetto molto importante, anche per le implicazioni di rispetto e salvaguardia dell’ambiente, che in Senegal è uno dei punti più problematici di un quadro socio-economico estremamente difficoltoso.
Grande sostegno la Fondazione ha riposto nelle attività dei Padri maristi di Dakar, guidati dalla suora marista bresciana Santina Sterni, che sono fautori di un impegno quotidiano di accoglienza e recupero dei ragazzi abbandonati: grazie alla suora e ai collaboratori i ragazzi “di strada” ricevono nutrizione, visite, medicinali, vestiario, vengono organizzate attività ricreative e sociali e si cerca di trovare un’alternativa alla strada per ognuno dei giovani: spesso sono riaccompagnati a casa, da dove erano fuggiti per cause collegate alla povertà della famiglia ed alla speranza di trovare un lavoro. Anche la famiglia riceve doni ed aiuto, quando i ragazzi tornano a casa, affinché si trovi la forza di ripartire.
L’ultimo progetto messo in campo dalla Fondazione è la costruzione di un Centro per l’accoglienza e la formazione dei giovani in Uganda, a favore della missione dei Padri Comboniani guidata dal celebre vescovo italiano Mons. Giuseppe Franzelli e nella quale lavora un giovane missionario fiorentino: padre Maurizio Calducci.
Un progetto attuato in collaborazione con la Caritas diocesana di Firenze, gemellata con la Diocesi di Lira, dove verrà costruito il Centro. Un progetto destinato ad accogliere e a formare ai mestieri di tipo agricolo i giovani della diocesi ed in particolari i ragazzi abbandonati e senza famiglia.
Per ulteriori informazioni sui progetti si può visitare il sito http://www.viaroma100.net/www.fondazionefabriziomeoni.it
La Fondazione è impegnata in numerosi progetti in Senegal, Sud Sudan (Darfur), Uganda e Tanzania. Vengono finanziate esclusivamente attività in contesti dove siamo presenti operativamente tramite i missionari e le organizzazioni con cui lavoriamo.
L’associazione Arci Darfur Milano voli precisare che un errore Sud Sudan, Darfur, assolutamente diversi e da notare nella mapa qui sotto indicata,
Darfur e la reggione vicino Chad e Libia ombreggiato colore sabia, invece Sud Sudan e colore Bianco quindi e grandi defferenza.

Questi equivoci geografici sono grande errore spero che non sarano pubblicati perche ora i Darfuriani in Italia sono 3000 circa mentere i Sud Sudanese sono cerca 200 vero che sonop tutti Sudanese ma un errore scrivere SUD SUDAN (DARFUR).

Abdelazim Abdella Gomaa
Segretario Associazione Arci Darfur Milano
Darfur1917@gmial.com
3298116802

Friday, 9 January 2009

Bombardamento!!!

Darfur/ Ribelli Jem: Khartoum ha bombardato nostre postazioni
Stampa: Jem pronti ad attacco dopo sentenza della corte dell'Aia
Cairo, 9 gen. (Ap-Apcom) - I ribelli del Darfur del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem) hanno accusato il governo di aver bombardato le loro postazioni nel nord della regione sudanese. Il bombardamento è stato confermato da alcuni operatori umanitari attivi nella regione.
Stando a quanto riferito al Sudan Tribune dal vice comandante generale del Jem, Suleiman Sandal, aerei Antonov ed elicotteri di Khartoum hanno cominciato a bombardare le postazioni del movimento mercoledì notte. Un portavoce del gruppo, Abu Bakr Hamed, ha precisato che sono stati colpiti villaggi e pozzi per un raggio di 200 chilometri. Lo stesso portavoce ha poi motivato questo attacco con l'intenzione del governo di scatenare una situazione di caos, in vista della decisione della Corte penale internazionale dell'Aia di emettere o meno un mandato di arresto contro il Presidente sudanese Omar al Bashir, per crimini di guerra nella regione.
Il governo non ha commentato, ma la stampa sudanese ha riferito negli ultimi giorni di un piano del Jem per attaccare la capitale una volta che la Corte dell'Aia avrà spiccato il mandato di arresto contro al Bashir. Nei giorni scorsi, scrive oggi il Sudan Tribune, il Sottosegretario agli Esteri, Mutrif Siddiq, ha dichiarato che i ribelli del Jem starebbero ammassando truppe al confine con il Ciad, in vista di un attacco alle città sudanesi e ai pozzi petroliferi della regione del Kordofan. "Ci stiamo preparando, non consentiremo mai che accada", ha detto il Sottosegretario.
Intanto, una delegazione del Jem si trova a Washington per discutere con l'inviato speciale Usa per il Sudan, Richard Williamson, del processo di pace nella regione. "Abbiamo informato l'inviato Usa che il nostro obiettivo strategico è ottenere pace e stabilità nella regione - ha detto al Sudan Tribune un portavoce della delegazione, Ahmed Hussein - non abbiamo altri interessi, per quanto ci riguarda. Allo stesso tempo gli abbiamo detto che Khartoum deve dare prova della sua serietà nel mettere fine a tutte le attività militari, a smetterla di impedire le operazioni umanitarie e a indurre alla fuga i civili". La delegazione dovrebbe incontrare oggi il Segretario di Stato aggiunto per gli Affari africani, Jenadyi Frazer.
Scusati amici ma perche non si dialoga prima sono ossesionato di questi bombardamente perche anche che non ha colpa e punito, e finito il tempo della giustizia e la raggione del vecchio Sudan e soui vecchie anziani sotto l'albero o dentro il "Diewan" con un tassina di caffè o bicchiere di tè resolvano problemi enormi ora siamo RAMPI del trentizimo secolo ragiuniamo con l'armi, bazzuca, antinov etc............che vergogna.......................................................azim

Thursday, 8 January 2009

Italia e la prima ... Waw!


APCOM
Darfur; Due aerei pronti per missione italiana in ambito Onu
La pianificazione al Coi è ancora in corso, si attende via libera

La pianificazione al Coi è ancora in corso, si attende via libera
Roma, 7 gen. (Apcom) - Due aerei da trasporto italiani sono pronti a partire per la regione sudanese del Darfur, nell'ambito della missione di pace congiunta Onu-Unione africana (Unamid), approvata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu nel luglio 2007 e operativa dal 31 dicembre 2007. "La pianificazione al Coi (Comando Operativo di vertice Interforze) è ancora in corso - fanno sapere ad Apcom fonti militari -, sono già pronti a partire due velivoli, un C-27J e un C-130J per il trasporto tattico. Al momento non è ancora stato deciso se la missione italiana comporterà l'impiego di entrambi o di uno solo". Due giorni fa, il portavoce del ministro della Difesa, Luca Salerno, ha fatto sapere che "la partecipazione italiana alla missione internazionale in Darfur è già stata approvata, su proposta del Ministro La Russa, dal governo italiano all'interno del decreto che finanzia le nostre missioni". Quindi ha aggiunto: "Spetta ora agli organismi internazionali dare il via operativo alla missione a cui la nostra Aeronautica Militare è già pronta". Le Nazioni Unite hanno più volte sollecitato gli Stati membri a fornire le attrezzature logistiche necessarie ai peacekeeper per operare in Darfur, una regione grande quanto la Francia e priva di infrastrutture. Lo stesso Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha ripetutamente chiesto la disponibilità a inviare soprattutto velivoli da trasporto. E nei giorni scorsi è giunta anche la disponibilità degli Stati Uniti a inviare due C17 per il trasporto di attrezzature all'Unamid. Un portavoce del comando Usa per l'Africa, Vince Crawley, ha precisato all'Herald Tribune che il Pentagono invierà due C-17 per trasportare le attrezzature necessarie all'Unamid, che rimarranno in Darfur solo il tempo necessario per scaricare i velivoli. Crawley ha dichiarato che i due aerei raggiungeranno il Ruanda per caricare 75 tonnellate di veicoli e altre attrezzature pesanti, per poi raggiungere il Darfur nelle prossime due o tre settimane. Il Dipartimento di Stato, invece, affiderà a un contractor il trasporto di 240 container di altre attrezzature, al momento bloccate a Port Sudan. Il conflitto scoppiato nel febbraio del 2003 ha causato almeno 300.000 morti e oltre 2,5 milioni di profughi. Secondo l'Unicef, sono circa 2,3 milioni i bambini colpiti dalla guerra in Darfur.

Cari amici quellque volta ho dubbitato della buona fede nel politica Italiana, ma questa volta e successo il contrario ci sono due c17 per trasportare l'attrezzature all'Unamid, quest si che voldire azione............................................Azim Segretario Arci Darfur Milano.

Monday, 5 January 2009

Salam .... Elfashir Hospital


eventi > nord-ovest > nord-est > centro > sud > varie > concorsi > archivio eventi > segnalazione eventi





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Marcello Bonfanti.
Sudan - Diritto al cuore
08/01/09 > 21/01/09 - Milano

Prosegue il suo percorso la mostra fotografica itinerante di Emergency "Sudan. Diritto al cuore".
La mostra, che ha ricevuto il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, si compone di cinquanta suggestive immagini a colori di Marcello Bonfanti, fotografo milanese che ha interpretato con occhio sensibile l’impegno umanitario di Emergency in Sudan, riuscendo a raccontarne con intensità le emozioni, i momenti, le persone, gli spazi creati.
Durante l’incontro verrà presentato il volume fotografico “Sudan. Diritto al cuore”.
Gli scatti di Marcello Bonfanti accompagnano il visitatore in un lungo viaggio alla scoperta della vita quotidiana nel campo profughi di Mayo, nei sobborghi di Khartoum, dove circa 300 mila persone vivono in condizioni al limite dell’umano. Qui Emergency ha aperto un ambulatorio che offre assistenza pediatrica gratuita. Particolare attenzione è dedicata al Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum.
Il Centro Salam offre assistenza sanitaria altamente specializzata e gratuita per bambini e adulti affetti da patologie cardiache e malformazioni congenite del Sudan e dei paesi confinanti.
Il Centro Salam mostra, anche attraverso l’architettura, che i diritti umani – e in particolare il diritto alla salute – possono essere un patrimonio comune senza distinzioni di etnia, sesso, religione, ceto sociale.
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Marcello Bonfanti. Sudan - Diritto al cuore

Inaugurazione: giovedì 8 gennaio alle ore 18.30. All’inaugurazione saranno presenti il fotografo, Marcello Bonfanti, e Teresa Sarti Strada, presidente di Emergency.

Periodo: 8 - 21 gennaio 2009

PALAZZO DEI GIURECONSULTI
Piazza Dei Mercanti 2
Milano


tel. 02 85155871
simonetta@emergency.it
www.emergency.it



Non ho incontrato il nobile Dr. Gino Strada ma credo che ha fatto tanto per il globo, Afganistan, Sirilanka, India, Cambodia, ed ......etc ma onore a queso uomo e le suie opere anche il nome che ha celto per l'ospitale di Soba SALAM come vole dire sbrigati a fare pace tra di voi.............................azim
Chi vole veire al Piazza Dei Mercanti 2 pò andare a vedere e discutere.

Saturday, 3 January 2009

Il sud Sudan



Usa/ Bush riceve lunedì a Casa Bianca presidente del Sud Sudan
A quattro anni dalla firma dell'accordo di pace tra nord e sud
Roma, 2 gen. (Apcom) - Il Presidente Usa George W. Bush riceverà alla Casa Bianca, il prossimo 5 gennaio, il Presidente del Sud Sudan e Primo vicepresidente del Sudan, Salva Kiir, in occasione del quarto anniversario della firma dell'accordo di pace che mise fine a oltre 20 anni di guerra civile nel Paese africano.
Stando a quanto si legge in un comunicato della Casa Bianca, i due leader discuteranno lo stato dell'applicazione dell'accordo, in vista delle elezioni politiche in programma nel 2009, e la situazione nella regione occidentale del Darfur, dove dal 2003 è in corso una guerra civile.
sabato 03 gennaio 2009, 07:00
Silva kiere va in visita da Bush comunque alla fine del mandato sua ma spero che spiega due punti di vista di qualsiasi Sudanese onesto :-
1- Sud confedrale con il resto del Sudan.
2- La guerra del Darfur e possibile soluzione da parte di Obama che sta arrivando il giorno del sua insediamento..
Azim

Friday, 2 January 2009

Mio openione ... nel speranza perduta

Darfur/ Ban Ki-moon: dispiegato 63% della missione di pace Onu-Ua
Segretario generale Onu sottolinea collaborazione di Khartoum

Roma, 31 dic. (Apcom) - Sono 12.374 i militari della missione di pace congiunta Onu-Unione africana (Unamid) dispiegati nella regione sudanese del Darfur, teatro dal 2003 di una guerra civile. Si tratta del 63% della forza di pace autorizzata dalle Nazioni Unite nel 2006, pari a 19.555 militari, stando a quanto si precisa in un comunicato diffuso oggi dall'ufficio del Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.
Nella nota, il Segretario generale ha sottolineato "l'intensa cooperazione garantita dl governo del Sudan negli ultimi mesi, importante per raggiungere questo livello di dispiegamento". Il governo di Khartoum è stato più volte accusato di ostacolare l'invio della missione di pace. Tuttavia, continua Ban, occorre che i "paesi che forniscono truppe e forze di polizia collaborino con le Nazioni Unite per accelerare il dispiegamento dei mezzi ancora da inviare" e che continui la "cruciale" cooperazione di Khartoum. A un anno e mezzo dal via libera della missione di pace, i peacekeeper sono ancora privi dei 18 elicotteri da trasporto necessari per spostarsi in una regione grande quanto la Francia e priva di infrastrutture. Nelle scorse settimane, il ministro della Difesa italiani, Ignazio La Russia, ha annunciato che l'Italia si sta "preparando" a partecipare alla missione, mettendo a disposizione i propri velivoli da trasporto.
Il conflitto ha causato almeno 300.000 morti e oltre 2,5 milioni di profughi. Secondo l'Unicef, sino circa 2,3 milioni i bambini colpiti dalla guerra.

E va bene il 63% dell forza di securezza stata adeguatamente dipiegata ma come che alcuni che lavorano con ONG internazionale sono stati prelevati a forza e mal menati, il cessate il fucco non respetato del governo del Sudan che stato proclamato del presidente Al Bashir, insomma val la pena al ONU OAU EEC chiamare l'attenzione al governo Sudanese per quell tre punti del SLM che abbiamo sentito tanti volte cosi sia SLM Governo ONU OAU EEC sediano e discutano con granzia precisa ed adeguata visto che il governo sembere ha girato la spale al sua impengo!!???.........................................................Mio pubto di vista.....Azim

2009 auguro che prima di finire sara anno di pace e returno del miei amici e fratelli e sorelle alla loro terra siano stati sfollati e torturati senza nessun motivo per banale idea dittatoriale.